🍂🍁🍇🌰Torta con marmellata di mele cotogne🍂🍁🍇🌰

Pubblicato 15 novembre 2020 da Laura

Sono passati 7 mesi dall’ultimo post che ho pubblicato, quasi un parto ma quel maledetto virus fa sentire ancora la sua presenza, anzi, non e’ mai andato via! Siamo di nuovo allo stesso punto di quando scrivevo ad aprile, speriamo che tutto torni alla normalita’! Dobbiamo aver pazienza, usare cautela, proteggere noi stessi e gli altri usando un po’ d’intelligenza cosa che a quanto leggo manca a un po’ di persone, non riesco a capire perche’ certa gente anche famosa e importante come politici, persone dello spettacolo e altri si comportano da scellerati! Come tante persone del mio paesello esco solo per spese e per necessita’ con la speranza che ci saranno momenti migliori. Naturalmente parlo per me che sono a casa dal lavoro, vorrei che non si arrivi a un blocco totale ma ho poche speranze, muore troppa gente e questo non e’ giusto, la salute e’ un bene prezioso e riguarda tutti noi! La mia vicina mi ha regalato delle mele cotogne, tutti gli anni mi omaggia di questi frutti buonissimi che sono ottimi per preparare la marmellata che ho fatto per questa torta deliziosa!

Ingredienti

1 kg mele cotogne

100 g zucchero

250 g farina

3 uova

2 cucchiai miele

1 limone bio

100 gr noci pestate grossolanamente

q.b. latte

q.b. burro

3 cucchiai olio d’oliva evo

1/2 bustina lievito vanigliato

q.b. acqua

q.b. farina

qualche cucchiaio liquido di cottura delle mele cotogne

Preparazione

Pulite le mele cotogne e tagliatele a fette grosse . Pesate lo zucchero e tenetene da parte 2/3 rispetto al peso delle mele cotogne a fette. Mettete in un tegame le mele cotogne assieme alla quantità di zucchero che avete messo da parte e ricoprite d’acqua. Fate cuocere fino a quando non diventano tenere. Fatele sgocciolare dal liquido e lasciatele raffreddare. A parte sbattete in una ciotola le uova con lo zucchero che vi è rimasto. Aggiungete a poco a poco la farina, qualche cucchiaiata del liquido delle mele cotogne, l’olio, il miele, le noci, la buccia grattugiata, il latte se necessario e per ultimo il lievito. Amalgamate bene il tutto.Accendete il forno a 180°, versate l’impasto in una teglia imburrata e infarinata. Sistemate a corona le fette di mele cotogne. Spolverizzate con dell’altro zucchero e qualche fiocchetto di burro. Fate cuocere per circa 30 minuti, dipende dal forno. Questa ricetta l’ho copiata dal sito “Il giornale del cibo” , naturalmente io l’ho preparata con la mia marmellata! E’ molto soffice e buonissima, provatela. In questi mesi ho preparato marmellate, conserve, vi metto il link delle ricette, qua la marmellata, qua la conserva, in attesa delle feste per altre ricette vi posto le foto che ho fatto in questo lungo periodo di assenza dal blog ma non da voi che leggo sempre con molto piacere!

Ecco Willy  con frutta in versione relax

qua c’e’ Willy vanitoso con occhiali firmati   ed ecco il bellissimo Monferrato, foto fatte a settembre quando si poteva ancora girare in moto, per una sosta

all’ombrail castello nel verdeadoro vivere in questo paradiso, ❤

Vi abbraccio forte, ci sentiamo presto, vi lascio questo video di Willy che ama il vento 😀

 

 

 

 

 

🐥🐤⛵Barchette con crema di nocciola🍮🍰 Auguri di Buona Pasqua, rimaniamo tutti a casa🐥🐤⛵

Pubblicato 11 aprile 2020 da Laura

Bentrovati amici miei, chi pensava di trovarci in questa brutta situazione, una pandemia, un virus di cui non c’e’ ancora una cura, tanti morti, sopratutto anziani, loro sono la nostra storia, quanta sofferenza, il telegiornale e’ tutto centrato sul coronavirus, sui numeri di quanti sono contagiati, quanti guariti, quanti deceduti, e’ da piu’ di un mese che alle ore18 la protezione civile ci aggiorna sulle novita’, ascolto solo cose sicure, le fake non mi interessano! Restiamo a casa, rispettiamo le regole, i medici, le infermiere, angeli che lavorano per noi, chi lavora nei supermercati, i poliziotti, i carabinieri, le guardie giurate e tanti altri che rischiano la vita mentre a noi viene chiesto solo di rimanere a casa, proprio cosi’! E siamo arrivati a Pasqua, restiamo a casa, mettiamo le protezioni per uscire per la spesa, usiamo il buon senso, ricordiamoci che in questo periodo siamo tutti nella stessa barca. In queste feste preparero’ gli agnolotti, le polpettine di carne e spinaci, le polpettine al sugo,la torta salata con zucchine e peperoni, non sono del mio orto, devo aspettare ancora un po’, e le barchette. Adoro la pasticceria mignon, quei piccoli dolcetti cosi’ belli da vedere e cosi’ buoni da mangiare, la sensazione che hai quando ne mangi uno e’ unica, certo bisogna stare attenti agli zuccheri ma un dolcetto cosi’ piccolo non ha mai fatto male a nessuno. Potete prepararli qualche giorno prima, il tempo non manca di certo, 🙂

Foto presa dal web

Per 8-10 barchette

Ingredienti
Per la frolla al caffè
Farina 00 100 gr
Burro 50 gr
Tuorli 1
Zucchero 40 gr
Acqua 20 gr
Caffè liofilizzato 1 cucchiaino colmo
(in alternativa 20 gr di caffè molto ristretto)

Per la ganache alla nocciola
Cioccolato fondente 60-70% 100 gr
Panna fresca 170 gr
Farina di nocciole 70 gr

Per la decorazione
Cioccolato fondente 100 gr
Nocciole tostate e spellate 4-5 (tagliate a metà)

Procedimento
Preparare la pasta frolla al caffè.

Bollire l’acqua, sciogliervi il caffè istantaneo, lasciarlo raffreddare (in alternativa al liofilizzato fate un caffè molto ristretto e lasciatelo ugualmente raffreddare).

Setacciare la farina assieme allo zucchero in una ciotola, aggiungere il burro freddo a dadini e intriderlo usando una spatola o lavorando rapidamente coi polpastrelli.

Sciogliere i tuorli nel caffè ed aggiungerli al resto lavorando l’impasto meno possibile evitando di riscaldarlo.

Fare una palla e metterla avvolta di pellicola in frigo mezz’ora almeno.trascorso il riposo distribuirla in parti uguali negli stampini a forma di barchetta, pareggiando al bordo e bucherellandone il fondo con una forchetta.

Cuocere a 170° per 15′ circa, togliere dal forno, lasciar raffreddare 10′ circa, togliere dagli stampini con delicatezza e lasciar raffreddare su una griglia.

Preparare la ganache.

Tritare finemente il cioccolato in una ciotolina, bollire la panna, gettarla d’un colpo sul cioccolato e mescolare finchè è ben sciolto ed omogeneo.

Far raffreddare mescolando di tanto in tanto, aggiungere la farina di nocciole setacciata e mescolare amalgamando bene.

Mettere in frigo un ora circa finché è abbastanza rappreso.

Montare la ganache con le fruste ad immersione, evitando di protrarre l’operazione troppo a lungo e trasferire poi in un sac-a-poche con bocchetta stellata col quale riempire poi le barchette di frolla.

Preparare la decorazione.

Sciogliere il cioccolato e temperarlo stenderlo in uno strato sottile su una striscia di carta forno e prima che sia rappreso applicarci le nocciole tagliate a metà ben distanziate tra loro.

Con un coltello lungo e a lama sottile, ricavare tanti triangoli di uguali dimensioni, quante sono le nocciole.

Lasciar rapprendere totalmente e dopo 30′ circa distaccare delicatamente dalla carta forno, facendo attenzione a non sporcare la parte lucida coi polpastrelli ed applicare una “vela” per ciascuna “barchetta”

Conservare in frigo. (Ricetta presa dal bellissimo blog “http://lavetrinadelnanni.blogspot.com/ le sue barchette sono artistiche oltre che buone, grazie a Nanni!)

Antonella del blog https://lellaj1005.wordpress.com/mi ha chiesto di scrivere qualcosa su #iorestoacasaperte, tu fallo per me. Non è più un invito a restare in casa per non ammalarci, ma una richiesta di rispetto nei confronti degli altri e di noi stessi. #restiamo a casa# : “cosa si fa quando si sta a casa in questo periodo di quarantena? ” Io penso che sia ancora lungo questo periodo, vi lascio qualche foto che vi fa capire cosa combina il mio cagnolino! Oggi aiuto la mia mamma con i conti di casa ma che noia 😀 meglio fare un sonnellino,

Ecco le mascherine che la mia mamma ha cucito in questi giorni, non ho ancora capito come si mette, 😀a ognuno la sua! Eccomi sul tapis roulant per l’oretta di camminata,  😀 Il tappetino arabo dove lo metto? E dopo tanto lavoro un po’ di sole in giardinotutto questo un giorno sara’ mio, 😀 Un augurio sincero di Buona Pasqua con la speranza che tutta questa sofferenza finisca presto, un abbraccio a voi tutti, ❤ Torneremo a stare vicini come questi ovetti, ❤ 

🍭🍬🎉 I dolci di Carnevale nel mondo 🍭🍬🎉

Pubblicato 23 febbraio 2020 da Laura

Mie foto

Buongiorno amici miei, eccomi qua, non vi ho dimenticati, oggi parliamo di Carnevale, vi scrivero’ ricette di dolcetti in tema che ho trovato nel web e che ho provato in questo mese, sono dolci che si preparano nel mondo, Francia, Spagna, Svezia ecc. oltre naturalmente alle nostre che postero’ insieme, un mix di ricette e foto mie e prese nel web, quelle che vedete nella foto sopra sono le Bugie che ho preparato l’altro giorno, buonissime ma vi consiglio di provare queste specialita’ che troverete qua sotto e che assomigliano molto alle nostre, in cucina non si finisce mai d’imparare, 🙂 Carnevale si festeggia in tutto il mondo e in tutto il mondo le abitudini sono simili a quelle italiane: unica regola, non farsi mancare assolutamente tanti dolci e dolcetti!

Francia: i bugnes

Foto presa dal web

I bugnes sono i dolcetti tipici di Carnevale in Francia. Il loro gusto e la loro forma, richiamano molto i nostri dolci di Carnevale. Sono delle piccole frittelle preparate con lievito di birra e lasciate lievitare per lungo tempo. Sono ovviamente fritti, hanno la forma di un rombo e sono cosparsi di zucchero a velo. Oltre che profumate sono davvero belle e golose: si presentano infatti come una sorta di anello che una volta fritto si gonfia e diventa bello dorato e arricchito dallo zucchero. Queste frittelle sono caratterizzate da un impasto che le differenzia dalle frittelle tradizionali, poiché realizzato con il lievito di birra: questo fa sì che subiscano una lunghissima lievitazione, anche di 12 ore che ne caratterizza fortemente il risultato finale; proprio il lievito di birra e la lunga lievitazione fanno sì che al momento della frittura si gonfino assumendo il caratteristico aspetto che le rende famose e gustose. Di Bugnes ne esistono due tipi: quelle tipiche della città di Lione dorate, piatte e croccanti,  ottenute tirando l’impasto molto sottile; l’altro tipo è quello di Saint – Etienne, decisamente più soffici, dal colore rossastro e con la pasta piuttosto spessa. Se volete provarle la ricetta e’ qua

Mie foto

Le nostre bugie sono piu’ veloci da preparare e non hanno la lievitazione qua la mia ricetta , sono da provare entrambe, buonissime.

Spagna: 

Foto presa dal web

I churros sono i tipici dolcetti spagnoli, street food che si trovano tutto l’anno, ma che a Carnevale piacciono a grandi e piccini.  I churros vengono preparati con un composto che è simile alla pasta choux: acqua, zucchero, burro e un pizzico di sale. Una volta creato l’impasto, vengono solitamente fritti e cosparsi di zucchero e cannella. C’e anche una versione al forno che rende l’impasto meno croccante ma ugualmente goloso!
In Spagna i churros si acquistano presso le bancarelle agli angoli delle strade, ma è in uso prepararli anche in casa, soprattutto per la colazione domenicale o durante i giorni di festa, intinti in una tazza di cioccolata calda. In Argentina si usa anche gustare i churros ripieni con  il dulce de leche una volta cotti. Per essere gustati al meglio i churros vanno preparati e mangiati al momento ancora tiepidi! Lasciatevi conquistare dalla loro dolcezza. E noi, cosa prepariamo,

Mie foto

vi propongo  questi colorati bastoncini, buonissimi, la ricetta semplicissima, la trovate qua

Svezia: i semla

foto presa dal web

La forma di questi dolce è quella di un panino, ma la protagonista indiscussa è la pasta di mandorle per arrivare poi alla panna montata al loro interno. Il gusto dei semla però è dolce, anzi, dolcissimo, io li adoro. Questi panini (il nome è collegato al latino semilia, semola, pane), diffusi in tutti i paesi nordici, venivano tradizionalmente preparati per il martedì grasso; oggi sono diventati il dolce da consumare a colazione o merenda a partire dai primi giorni dell’anno. Un po’ come da noi chiacchiere e tortelli iniziano a comparire nelle pasticcerie dopo la Befana. Si tratta appunto di panini lievemente dolci, ripieni di pasta di mandorle e abbondante panna montata, da gustare con un caffè nero bollente o, come fanno molti svedesi, affogati in una ciotola di latte caldo. La ricetta originale l’ho trovata qua

mie foto

I miei panini sono deliziosi, se non amate la panna, provate con la marmellata, 🙂

Belgio: gli smoutebollen

foto presa dal web

mie foto

Avete presente i nostri classici bignè? Ecco, gli smoutebollen non sono altro che classici bigne’, sono dolcetti fritti  che vengono dal Belgio. Il loro nome deriva dall’unione dei termini smout-strutto e bollen-palle e racconta già molto di questa delizia proposta come street food in cartoccio, presente sulle tavole di Capodanno e – ovviamente – proposta in occasione del Carnevale. Si tratta dunque di frittelle che nell’impasto lievitato comprendono (a differenza delle “nostre”) anche uova e birra e dovrebbero essere cotte adagiando cucchiaiate di pastella nello strutto bollente.. L’impasto diverso ma troppo buone, sia queste del Belgio che le nostre frittelle con l’uvetta la ricetta e’ qua buonissime!!!

 Svizzera: i fasnacht

foto presa dal web

Strutto, grasso, burro e zucchero: una ricetta dolce direttamente dalla Svizzera che ha una peculiarità, quella di essere preparata con ingredienti poveri e allo stesso tempo però, capace di essere ricca di gusto. Simile ai classici krapfen, i fasnacht però sono vuoti e senza marmellata all’interno. 

Germania: i Quarkbällchen

Un tipico dolce tedesco, perfetto per tante occasioni, ma a Carnevale i Quarkbällchen non possono assolutamente mancaresono frittelle tipiche della Germania ripiene di formaggio quark.  Da non dimenticare il Berliner, krapfen ripieno di marmellata, la preparazione è semplice ed e’ simile ai nostri Krafen,

https://laurarosa3892.wordpress.com/2012/02/18/le-bombe-fritte-i-bomboloni-alla-crema-che-sono-veri-peccati-di-gola/

Gran Bretagna: i pancakes

Un grande classico della cucina anglosassone che, durante il Carnevale, torna ad essere una vera e propria ricetta tradizionale. A Londra, il martedì grasso è anche detto il Pancake Day e per le vie della città si festeggia gustandolo in tutta la sua dolcezza. Nella tradizione inglese il Pancake Day, detto anche Shrove Tuesday( il martedì della confessione)corrisponde al nostro martedì grasso, cioè l’ultimo giorno di carnevale, che in Inghilterra celebrano cucinando pancakes di ogni tipo, seguendo un’antica tradizione che nasce da una storia molto buffa:  si racconta che in un lontano giorno di fine carnevale del 1445, nella città di Olney ( nel Buckinghamshire) una signora stava preparando dei pancake all’interno della propria casa quando sentì il suono delle campane che segnavano l’inizio della messa; allora uscì verso la chiesa in tutta fretta, portando i pancake nella padella per non farli bruciare. Nacque così la tradizione delle Pancake race! Delle vere e proprie gare di corsa da effettuarsi con una padella in mano e una frittella da girare almeno tre volte nel tragitto. Troppo divertente, la ricetta  la trovate qua

Buon Carnevale, Vi mando un bacione grande, ci sentiamo presto, Vi lascio l’immagine beata di Willy che dorme augurandovi altrettanta serenita’, ❤

 

 

🎄🎅⛄❄Tanti auguri di Buon Natale🎅⛄❄Dolci natalizi🍰🍋Le delizie al limone🍰🍋🎁

Pubblicato 14 dicembre 2019 da Laura

Eccoci arrivati a dicembre, il mese magico, ho bellissimi ricordi di quando preparavo l’albero e il presepe con mio fratello mentre mia mamma ci raccontava storie natalizie, la mia infanzia e’ stata meravigliosa ed e’ per questo che il Natale e’ sempre una festa che mi emoziona. Sono passati tanti anni, purtroppo mancano i miei genitori, mamma e papa’ di mio marito, certo si sono aggiunti nuovi affetti e siamo sempre tanti in famiglia ma quelle presenze cosi’ importanti che sono state le nostre radici sono insostituibili, comunque sia la malinconia non deve mai vincere, la vita va avanti, mia figlia ha la stessa emozione nel preparare gli addobbi, i pacchetti, il pranzo, di loro mi rimangono i ricordi che sono sempre vivi nel mio cuore. “La tua famiglia e il tuo amore devono essere coltivati come un giardino. Tempo, sforzi e immaginazione devono essere impiegati costantemente per mantenere ogni relazione fiorente e in crescita (Jim Rhon)”. Questo e’ il giardino immaginario della mia famiglia: Vi lascio la ricetta delle delizie al limone sono dolci di una bonta’ unica, sono sicura che vi piaceranno, la preparazione e’ un po’ lunghetta ma potete preparare prima le creme e poi i piccoli pan di spagna, alla fine assemblate il tutto, eccovi gli ingredienti e la ricetta presa dal bellissimo sito “il cucchiaio d’argento”:

PER LA CREMA AL LIMONE

2 tuorli

40 g di zucchero

40 g di succo di limone

la scorza grattugiata di 1 limone

40 g di burro

PER LA BAGNA AL LIMONCELLO

30 g di acqua

30 g di zucchero

50 g di limoncello

la buccia grattugiata di ½  limone

PER LA FARCITURA

200 g di crema pasticcera

½ dose di crema al limone(100 g circa)

30 g di limoncello

30 g di panna montata

PER LA GLASSA DI COPERTURA

200 g di crema pasticcera

½ dose crema  al limone (100 g circa)

80 g di panna montata

30 g di di latte

Preparazione: per preparare le delizie al limone, iniziate dall’impasto per il pan di spagna seguendo la ricetta base,  questa, Riempite, fino a ½ cm sotto il bordo, 8 stampini in alluminio precedentemente imburrati e infarinati (se usate uno stampo in silicone non serve ungere e infarinare). Cuocete in forno a 170° per 15 minuti. Lasciate raffreddare, estraete le cupole di pan di spagna e adagiatele su un piatto. Coprite con pellicola alimentare e procedete con le altre preparazioni. Preparate ora la crema al limone. Grattugiate la scorza di limone e in una ciotola e copritela con il succo. Lasciate in infusione 5-10 minuti. A parte lavorate i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, aggiungete l’infusione di limone e scaldate sul fuoco, facendo attenzione a non arrivare a bollore e mescolando continuamente.Lasciate intiepidire e aggiungete il burro a dadini. Raffinate la crema con un mixer ad immersione e poi coprite con pellicola alimentare e riponete in frigorifero. Preparate la crema pasticcera seguendo questa ricetta.Versatela in una ciotola e copritela con pellicola alimentare a contatto fino a raffreddamento. Sistemate la crema in frigorifero. Procedete con la preparazione della bagna al limoncello facendo bollire l’acqua con lo zucchero e la buccia di limone. Togliete dal fuoco e amalgamate il limoncello. Tenete da parte fino a raffreddamento. Passate ora a riempire le cupolette di pan di spagna: praticate un’incisione sul fondo piatto delle cupolette di pan di spagna e delicatamente svuotatele. In una ciotola versate metà della crema al limone e metà crema pasticcera, unite poi 30 grammi di panna montata e il limoncello. Mescolate bene e riempite delicatamente le cupolette. Tappate il fondo delle delizie con il pan di spagna che avete tolto dallo svuotamento. Girate le delizie e foratele con uno stuzzicadenti in più punti, con l’aiuto di un pennello imbevetele con la bagna al limone e mettete da parte. In un’altra ciotola preparare la glassa di copertura mescolando insieme l’altra metà della crema al limone e della crema pasticcera, 80 grammi di panna montata e 30 grammi di latte. Sistemate le delizie al limone su un piatto da portata e copritele con abbondante glassa di copertura. Ponete il piatto in frigorifero e lasciate riposare almeno 8-10 ore prima di servire. Completate la presentazione con un ciuffetto di panna montata oppure con qualche scorzetta di limone.Eccovi qualche idea di dolci per Natale che ho preparato in questi anni di blog: l’alberello di Natale con la pasta frolla,

qua trovate la ricetta, con la frolla che avanzate fate dei biscotti  Torta nuvola di neve

la ricetta la trovate qua

Cannoli con crema di cacaola ricetta e’ semplicissima  eccola qua il mio consiglio: si puo’ preparare un cabaret di paste fatte in casa con biscotti di frolla tipo questi Il papa’ del pandoro, e’ buonissimo, eccovi la ricetta, https://laurarosa3892.wordpress.com/2013/12/09/il-pandoro-croissant-o-nadalin/
potete utilizzare lo stampo a stella o lo stampo per il panettone, provatelo! Ecco la casetta di biscotto la ricetta la trovate qua   quanto mi sono divertita a preparare questa casetta che alla fine non abbiamo mangiato perché non volevamo disfarla! Vi lascio un po’ di foto del mio bel cagnolino: con il cappellinocurioso alla finestra, stava nevicando anche se non si vede, poi ha smesso,che buona la pappa,Willy fa la nanna nel suo divanetto e nella sua poltrona preferita, ❤  Ecco l’albero grande,
e il presepe, pensate che ha la bellezza di 50 anni, era di mia mamma, ha comprato poco alla volta le statuine, gli animali e tutto il necessario per costruirlo. Tanti auguri di Buon Natale a tutti voipassate le feste serenamente con i vostri cari
Un abbraccio di cuore ❤

🚢☀🌴🎸🍸Bistecche in carpione e Buone Vacanze🚢☀🌴🎸🍸

Pubblicato 11 luglio 2019 da Laura

Non mi sono dimenticata di voi, il fatto e’ che in questo periodo cucino poco, anzi, non cucino affatto, ho la mia cuoca personale ❤ e giriamo parecchio in moto,

l’altra settimana ha fatto caldissimo, in questi giorni invece si respira un po’ anche se le previsioni sono di pioggia ma noi non disperiamo, l’estate e’ la stagione piu’ bella, facciamo un pieno di tutto quello che ci offre perche’ passa troppo in fretta! A parte i disastri che sta facendo in questi ultimi giorni per colpa del caldo ma anche dell’uomo, la nostra terra va difesa perche’ e’ preziosa! Vi lascio qualche idea di preparazioni che avevo postato tempo fa, cibi freschi che vi aiuteranno a superare queste giornate calde, per esempio, se preparate queste bistecche al mattino presto e le mettete in frigo sono pronte per il pranzo o a cena, sono comode da portare al mare da gustare con il panino oppure a casa con l’insalatina fresca, sono buonissime, se non amate l’acidita’ dell’aceto di vino usate quello di mele, il gusto e’ ottimo e rimane piu’ delicato! Ingredienti, 400 g di carne di vitello, potete usare anche le bistecche di pollo (la ricetta di Tiziana che le ha preparate con le fettine di pollo), 2 uova, pangrattato, olio d’oliva, aceto, 1 cipolla di tropea, salvia. Per prima cosa preparate le bistecchine, se sono grandi tagliatele a meta’. Impanatele nell’uovo sbattuto, poi passatele nel pangrattato, poi ripete l’operazione, due volte, vengono molto piu’ buone. Cuocete le bistecche nell’olio caldo girandole una volta, fatele dorare bene.140721_142243 In un altra padella soffriggete in altro olio la cipolla tagliata a fettine sottili, aggiungete le foglie di salvia, bagnate con l’aceto,140721_142347 fate evaporare e togliete dal fuoco. Disponete in un contenitore per alimenti le bistecche, 140721_142614versate la salsa con la cipolla e la salvia, 140721_142903lasciate raffreddare e chiudete, 140721_143059potete tenerle in frigo, sono ottime anche il giorno dopo. Eccovi qualche idea fresca, di insalate e gelati per questa stagione, andate a curiosare, sono facili e veloci da preparare:

insalata di riso qua la ricetta

pomodori ripieni, deliziosi, eccovi la ricetta qua, potete farlo con il pesce come descrive la ricetta oppure con il tonno come ho preparato in questi giorni, preparateli prima e lasciateli in frigo, e’ un ottimo cibo estivo

i gelati, sono l’ideale con il caldo e fatti in casa sapete cosa mangiate, la ricetta di questi biscotti gelato la trovate qua, 🙂 Un po’ di foto,


Willy in versione pelo piu’ corto, ❤

Le mie rose rosse sono bellissime quest’anno, 🙂 Vi auguro di passare delle splendide vacanze, al marein montagna,

campagna,

o semplicemente a casa,

riposatevi, leggete libri, vivete all’aperto, troppo bello e non pensate a nulla, via l’ansia, questa e’ la parola d’ordine, ❤

🐰🐥🐤🐦Pastiera napoletana e tanti auguri di Buona Pasqua🐥🐤🐦🐰

Pubblicato 19 aprile 2019 da Laura

Eccomi qua a farvi gli auguri di Buona Pasqua, mancano due giorni e ci siamo con le abbuffate, 😀 qua ha piovuto fino all’altro ieri e ci voleva, ha fatto freschetto adesso si sta bene, io ho passato 15 giorni con una tosse che non voleva piu’ andarsene per fortuna e’ passata ma in compenso ho l’allergia, 😀 starnuti a go-go, non devo farmi mancare nulla, in giardino a parte il glicine bellissimo fiorito non abbiamo ancora piantato nulla, la pioggia ci voleva ma adesso per favore basta, 😀 Per Pasqua faro’ i ravioloni, questi, poi polpettone al forno, questotanta verdura, antipasti misti di affettati e ottimi formaggi con miele e marmellata di pere e come dolce la pastiera, buonissima, profumata che mi ricorda la mia mamma, tutti gli anni lei mi diceva, non ho voglia di prepararla, 😀 effettivamente e’ un po’ lunghetta da preparare ma ne vale la pena, non e’ difficile,  io la preparo con la sua ricetta anche se non mi viene mai uguale alla sua, ❤ Ecco gli ingredienti per due torte cosi’ utilizzate tutto il grano cotto che vendono al supermercato,  ci vogliono due stampi rotondi da crostata, io ho usato due stampi da 24 cm.
Per la frolla: 500 g di farina, 200 g di zucchero, 2 uova intere e due tuorli, 200 g di burro a temperatura ambiente, la buccia grattugiata di un limone o arancia non trattati. Per il ripieno:  580 gr di grano cotto, 400 ml di latte, due fialette di acqua di  fiori d’arancio, 6 uova, se grandi vanno bene anche quattro, 300 g di zucchero, 200 g di canditi misti, 500 g ricotta romana o comunque una ricotta soda e non troppo liquida, due bustine di vanillina.
Preparazione: preparate la pasta frolla, ricordatevi di farla riposare almeno un’oretta in frigo. Fate una fontana con la farina e lo zucchero, mettete al centro il burro a pezzetti, l’uovo intero e i due tuorli e la buccia del limone e lavorate velocemente, fate una palla e avvolgetela con la pellicola, lasciate riposare in frigo. Mettete a cuocere a fuoco lento il grano con il latte, un pezzetto di burro e un cucchiaio di zucchero per 10 minuti, verra’ una crema, non deve attaccarsi alla pentola quindi mescolate e poi fate raffreddare, io con il minipimer lo frullo fino a far diventare il tutto una crema. Ora preparate la ricotta mescolandola allo zucchero, i fiori di arancio, un uovo, uno alla volta, fatela diventare cremosa. Volendo si puo’ montare a neve gli albumi e aggiungerli alla fine. Adesso unite il grano alla ricotta infine i canditi e mescolate bene. Stendete la pasta frolla, imburrate e infarinate gli stampi e foderateli con la pasta frolla, fate bene anche i bordi, riempite con il ripieno che dovra’ essere un po’ liquido e con la rimanente pasta frolla formate delle strisce da mettere a griglia sopra le torte. Infornate nel forno preriscaldato a 180°C per 80 minuti o comunque finche’ la torta sara’ di un colore dorato intenso. Una volta cotta lasciate raffreddare bene, anche in forno spento, spolverizzate con lo zucchero a velo. Questo dolce e’ una bonta’, io le ho preparate ieri, una la regalo e l’altra non so se arriva a domenica, 😀 Vi lascio altre ricette del periodo Pasquale, dolci e salate! Il casatiello, troppo buono, il Lunedi’ di Pasquetta sara’ l’ideale per la merenda, ecco qua la ricetta, https://laurarosa3892.wordpress.com/2013/03/28/il-casatiello-e-tanti-auguri-di-buona-pasqua/
volete dei dolcetti veloci e facili da fare, le ciambellinela ricetta semplicissima la trovate qua Questi li faro’ per colazione, sono buonissimi e belli,

provateli, (se cliccate sul cuoricino trovate la ricetta)Auguri di Buona Pasqua, tanta serenita’ a tutti voi, ❤ ❤ ❤

 

 

 

🌸🍬🍭🎊🎉Le meraviglie🍬🍭🎊🎉🌸

Pubblicato 2 marzo 2019 da Laura

Sto aspettando la primavera, lo so, c’e’ l’allergia, la sonnolenza di Aprile, il detto, aprile dolce dormire, sara’ vero ma volete mettere, sole, non troppo caldo, le passeggiate, i vestiti piu’ leggeri….  io aspetto, nel mentre, vi regalo le Meraviglie di Igino Massari:

La ricetta l’ho presa dal suo blog bellissimo:https://www.iginiomassari.it/

Ingredienti: 500 g di farina 00, 150 g di uova, 20 g di tuorli, un pizzico di sale, 40 g di zucchero, 25 g di panna, 50 g di rum o liquore che preferite tiepido, scorza grattugiata di un limone (le dosi che ho utilizzato per queste meraviglie le ho dimezzate ma vi garantisco che ne vengono tante). Ecco come fare: mettere tutti gli ingredienti nella planetaria o lavorate a mano fino a quando si sarà formata una pasta liscia e omogenea. Fatela su con la pellicola e mettetela in frigo per un’ora. Formare dei dischi di pasta dello spessore di mm 1 massimo, del peso di g 30 e con un diametro di cm 30. Immergerli nell’olio bollente a 176 °C, cuocerli con l’apposito ferro oppure formare il dolce con due bastoncini di legno modellando in cottura. Posizionare i bastoncini al centro del disco con un ipotetico cerchio di cm 6-7 e stringere la pasta in continuazione formando delle pieghe, che daranno forza al disco e la possibilità di maneggiare la meraviglia, una volta che sarà cotta. Togliere in verticale ogni meraviglia e farla scolare sopra una griglia. Spolverare di zucchero a velo vanigliato. Credetemi, sono una meraviglia, 🙂

Altri dolcetti di carnevale che ho preparato:frittelle di carnevale, qua la ricetta bugie classiche, ecco qua la ricettaciambelline al forno, qua la ricettina, queste frittelle che vedete nella foto in basso sono una delizia

qua la ricetta, potete farle sia ripiene che vuote, queste qua sopra sono le mascherine di carnevale,  la ricetta, semplicissima la trovate qua

torta cioccolato ricotta, colorata e buonissima ecco la ricetta:

https://laurarosa3892.wordpress.com/2013/02/27/4281/

bomboloni alla crema, da morire, ricetta, quacastagnole, fatte ieri, buonissimissime, la ricetta e’ qua! Ora mi fermo, e’ meglio,  😀 scegliete voi la ricetta che preferite, ❤

Ecco qualche foto del mio cagnolino, relax sul divanoWilly nella poltroncina, un peluche stropicciatoe qua e’ un tutt’uno con il divano,

Willy con il suo fratellino Tommy, ❤ ❤ ❤

Eccovi il sito (https://pianetabambini.it/) di un bellissimo blog che ha postato la storia e le immagini di tutte le maschere, le ho copiaincollate per Voi ma andate a leggere che meraviglia (in tema del post di oggi) di blog, e’ dedicato ai bambini e agli insegnanti ma anche a persone curiose come me, 🙂

Arlecchino

Maschera di Arlecchino da ritagliare

C’era una volta un bambino bergamasco chiamato Arlecchino, viveva in povertà con la sua mamma in una piccola casetta. Per Carnevale la sua scuola organizzò una festa in occasione della quale tutti i bambini dovevano vestirsi in maschera. Le mamme cucirono splendidi vestiti per i propri bambini ma non quella di Arlecchino: non aveva i soldi necessari per comprare la stoffa. Il giorno della festa era ormai prossimo e vedendo Arlecchino così triste, le mamme degli altri scolari decisero di regalare un pezzo della stoffa dei loro vestiti al bambino. L’abito di Arlecchino divenne così il più colorato ed originale mai realizzato grazie alla generosità altrui.

Questa che vi abbiamo appena narrato è la favola legata proprio alla maschera di Arlecchino che, in realtà, affonda le sue radici nell’antica ritualità agricola e prende forma vera e propria con la Commedia dell’Arte discendendo direttamente da Zanni. Tra le maschere più famose ed amate, Arlecchino è un servo decisamente pigro ma, al tempo stesso, agile, vivace e dalla battuta pronta, in alcuni casi persino sboccato; con il suo fare burlone e scapestrato si ingegna nell’architettare truffe e imbrogli destando sempre una certa simpatia visti i continui fallimenti incontrati.

Brighella

Maschera di Brighella da ritagliare

Proprio come Arlecchino, anche Brighella è nato a Bergamo ed è qui che diviene un servo astuto, opportunista e senza scrupoli. Come suggerisce il suo stesso nome è un attaccabrighe, bugiardo come pochi e sempre intento ad escogitare inganni e frodi per raggirare il prossimo. Brighella è inoltre un abile musicista, cantante e ballerino, si destreggia perfettamente in diversi ruoli, cambiando spesso anche mestiere, ed è perennemente al centro di intrighi e complotti.

La maschera di Brighella deriva anch’essa dal celebre volto dello Zanni e, tra i personaggi principi della Commedia dell’Arte, si evolve ulteriormente fino al settecento quando il teatro lo trasforma in un fedele domestico attento ai desideri del padrone.

Balanzone

Maschera di Balanzone da ritagliare

Forse meglio conosciuto come il Dottor Balanzone, questa maschera è originaria di Bologna ed incarna pedanteria e superbia. Balanzone, a seconda dei casi, può essere un medico oppure un giurista, indossa la toga e si esprime non soltanto in dialetto bolognese ma ama citazioni in lingua antica, latina in particolare, che tuttavia spesso si rivelano scorrette o più semplicemente “maccheroniche”.

Questo simpaticissimo personaggio si esprime in maniera prolissa convinto di essere un grande letterato conoscitore di molteplici scienze umane, dispensa consigli, offre insegnamenti ma, in realtà, il più delle volte ama utilizzare parole dotte infilandole l’una dietro l’altra senza un nesso logico. Brontolone per eccellenza, Balanzone non perde occasione per dare il via ai suoi leggendari sproloqui spesso del tutto fuori contesto.

Bartoccio

Maschera di Carnevale Bartoccio

Maschera tipicamente umbra, nonché simbolo della città di Perugia, Bartoccio è conosciuto soprattutto per il suo mettere alla berlina cattivi amministratori e costumi attraverso le celebri bartocciate. Nata intorno al ‘600, questa maschera di Carnevale si ispira alla figura di un contadino benestante con corpetto rosso e soprabito verde, un po’ rozzo ma allo stesso tempo saggio.

Beppe Nappa

Maschera di Beppe Nappa da ritagliare

Servo sciocco e svogliato che non perde occasione per combinare guai, Peppe Nappa è una maschera siciliana amante del cibo e con una certa predilezione per la scrocconeria affermandosi come il fannullone per eccellenza. Viene spesso punito per le sue marachelle ed indossa una casacca con maniche lunghissime alquanto datata.

Si tratta di una delle maschere più antiche dalla tradizione della Commedia dell’Arte e si afferma proprio in concomitanza con la sua nascita, all’incirca nella seconda metà del XVI secolo. Il nome “nappa” deriva dal dialetto siciliano e vuol dire “toppa” riferendosi agli abiti laceri e rattoppati simbolo per eccellenza della povertà. Beppe Nappa è la maschera simbolo del Carnevale di Sciacca che annualmente gli dedica un carro in occasione della tradizionale sfilata.

Burlamacco

Maschera di Burlamacco da ritagliare

C’era una volta un disegnatore che desiderava creare una maschera di Carnevale da regalare alla sua città, Viareggio. Nonostante gli sforzi il desiderio non prendeva forma ma, una notte, in sogno, ecco comparire tutte le maschere più conosciute ed amate, da Pulcinella ad Arlecchino fino a Rugantino, Pierrot, Balanzone e Capitan Spaventa, intente a divertirsi e danzare insieme prima di volgere lo sguardo sui suoi inutili sforzi. Insieme le maschere decisero di aiutare il disegnatore donando ognuna un elemento del proprio costume. Dalla loro generosità nacque quindi Burlamacco, amato e omaggiato dall’intera Viareggio. (Favola di Elisabetta Salvatori)

Burlamacco è la maschera ufficiale del celebre Carnevale di Viareggio ed è anche la più recente delle maschere italiane. Viene rappresentato come un pagliaccio con indosso elementi propri di altri personaggi provenienti dalla Commedia dell’Arte ossia un abito a scacchi bianchi e rossi, un copricapo rosso ed un mantello nero.

Capitan Spaventa

Maschera di Capitan Spaventa da ritagliare

Con ogni probabilità si tratta della maschera più vanagloriosa della tradizione teatrale ed il suo creatore, Francesco Andreini, fa in modo che così si presenti al pubblico: “Io sono il Capitano Spavento da Valle Inferna, soprannominato il Diabolico, Principe dell’ordine equestre, Termigisto cioè grandissimo bravatore, grandissimo feritore e grandissimo uccisore, domatore e dominator dell’universo, figlio del Terremoto e della Saetta, parente della Morte, e amico strettissimo del gran Diavolo dell’Inferno.”

Capitan Spaventa è originario della Liguria, è uno spadaccino vanitoso sempre pronto a donarsi all’amore. Indossa un vestito dai toni accessi con strisce gialle e arancio, il suo berretto è decorato con piume ed ovviamente non si separa mai dalla sua spada.

Cassandro

Maschera di Cassandro da ritagliare

Solitamente terzo incomodo nelle storie d’amore e bersagliato dalle prese in giro, di indole avara ed anche presuntuosa, Cassandro è stato vittima di così tante burle che, ormai invecchiato, a qualsiasi domanda ha preso l’abitudine di rispondere con un “non è vero“.

Il personaggio di Cassandro nasce a Siena nel lontano ‘500 e, scomparso per un po’ dai teatri, rinasce due secoli dopo tra l’Italia e la Francia configurandosi proprio come la maschera con il cappello a tricorno adagiato su di una parrucca gialla.

Colombina

Maschera di Colombina da ritagliare

Fidanzata e moglie di Arlecchino, Colombina è spesso al centro delle attenzioni di Pantalone. Servetta furba ed adulatrice, è particolarmente vicina alla sua padrona (Rosaura) prendendo di frequente parte a sotterfugi domestici ed amorosi, si diverte inoltre a beffeggiare chi la circonda.

La maschera di Colombina è originaria di Venezia ed incarna proprio la furbizia delle ancelle, la sua storia affonda le radici nelle opere di Plauto e si afferma poi nuovamente intorno al ‘500 grazie alla Compagnia degli Intronati.

Corallina

Maschera di Corallina da ritagliare

Per caratteristiche molto simile a Colombina, è in un certo senso una sua evoluzione. Anche Corallina è infatti una serva maliziosa ed adulatrice, dalla lingua sciolta, furba e complice della padrona.

Corallina nacque a Parigi dal personaggio portato a teatro dall’attrice italiana Anna Veronese che, nel 1744, si esibì accanto a suo padre in una commedia intitolata “Il doppio matrimonio di Arlecchino“.

È una ragazza graziosa dai capelli biondi, innamorata del giovane Florindo con il quale comunica anche grazie alla complicità di Colombina.

Fagiolino

Maschera di Fagiolino da ritagliare

Maschera bolognese per eccellenza, Fagiolino è un semplice popolano dal temperamento un po’ monello, di indole agguerrita che lo vede sempre pronto a prendere a bastonate chi se lo merita.È alla continua ricerca di denaro e fortuna che lo portano a vivere mille avventure.

Il personaggio di Fagiolino trae origine da un burattino e diviene in seguito famoso nella Commedia dell’Arte ricordando anche lui il celebre Zanni.

Farinella

Maschera di Carnevale Farinella

Maschera pugliese tipica del Carnevale di Putignano, Farinella viene oggi rappresentata con un abito multicolore ed un cappello che ricorda quello di un giullare. In passato i colori caratterizzanti erano invece il rosso e il blu, simboli della città, ed il suo cappello presentava tre punte, allegoria dei tre colli sui quali sorge Putignano. Il suo nome è ispirato alla farina ricavata da ceci e orzo tipica del luogo ed incarna il carattere delle genti del luogo.

Fracanapa

Maschera di Carnevale Fracanapa

Nata nei primi dell’800 come marionetta, la maschera di Fracanapa è originaria di Verona. Mostra sempre un aspetto curato, ama il vino e la buona tavola e, a seconda delle rappresentazioni, può essere ricco o povero, stolto oppure furbo. Ha una parlata molto particolare volta ad enfatizzare le sillabe.

Frappiglia

Maschera di Frappiglia del Carnevale Abruzzese

È la maschera tradizionale abruzzese, un contadino saggio proveniente da un ambiente semplice. Il suo nome è una descrizione dell’ospitalità della regione: “fra” vuol dire “frate” e “piglia” indicata “prendere”, tipica espressione utilizzata dal padrone di casa offrendo ristoro agli ospiti. Si racconta che riuscì ad ingannare anche il diavolo vendendogli l’anima per del cibo e riuscendo a stipulare un contratto che gliela restituisse. Ritornato dagli inferi, porta ancor in volto i segni della sua permanenza tra i dannati.

Gianduja

Maschera di Gianduja da ritagliare

Indossa un panciotto giallo bordato di rosso così come la sua giacca marrone, porta una parrucca con codino e il caratteristico cappello a tricorno, stiamo ovviamente parlando di Gianduja. Questa maschera nasce a Torino nel ‘700 e rappresenta il più classico dei popolani del luogo: bonario, amante del vino e della buona tavola, sempre allegro ed altrettanto distratto.

Il nome del personaggio deriva dall’espressione piemontese “Gioan d’la douja” (Giovanni del boccale) e con ogni probabilità va a sostituire il precedente Gerolamo. In origine era infatti proprio questo il nome della maschera ma, quando Napoleone prese il potere, si decise di cambiarlo per evitare eventuali allusioni a Gerolamo Bonaparte, parente dell’Imperatore.

Giangurgolo

Maschera di Carnevale di Giangurgolo

Ci spostiamo adesso in Calabria per scoprire la figura di Giangurgolo che incarna alla perfezione le caratteristiche di una persona dedita alle chiacchiere, all’ingordigia e sempre ridotta alla fame. Intorno al ‘600 il suo intento primario era quello di prendersi gioco dei dominatori spagnoli e aragonesi anche se viene spesso deriso per il suo aspetto fisico.

Gioppino

Maschera di Gioppino da ritagliare

Ha tre grossi gozzi dei quali va molto fiero, tanto da definirli “coralli” oppure “granate”, indossa un morbido cappello e non si separa mai dal suo bastone. Gioppino è un contadino rubicondo e buffo, utilizza un linguaggio rozzo e sempliciotto, ma in realtà è di indole piuttosto scaltra non disdegnando guadagni facili. Ama il buon vino ed il buon cibo e si dichiara apertamente innamoratissimo della moglie Margì, dalla quale ha avuto un figlio di nome Brontolì.

Gioppino è una maschera bergamasca che prende vita all’incirca nell’800 partendo da una tradizione burattinaia che lo eleva a protagonista di varie produzioni per il teatro.

Mamuthones

Maschera Mamuthones del Carnavale sardo

I Mamuthones sono le maschere tipiche del Carnevale di Mamoiada in Sardegna. Si tratta di maschere antichissime che da secoli sfilano danzando tra le strade cittadine sebbene il loro significato rimanga ancor oggi un mistero. Indossano sul viso una maschera nera realizzata in legno, sul corpo pelli di pecora nera mentre sulla schiena portano degli enormi campanacci.

Meneghino

Maschera di Meneghino da ritagliare

È la maschera milanese per eccellenza ed incarna diversi ruoli a seconda delle occasioni: ora servo ora padrone, mercante astuto o contadino sciocco. Meneghino ha l’abitudine di burlarsi di nobili ed aristocratici per i loro vizi e difetti, è dotato di buon senso, dignità ed anche di una certa dose di saggezza. Meneghino non indossa la maschera ma si mostra sempre a viso scoperto privo di qualsiasi trucco.

Le origini di questa maschera sono piuttosto incerte, potrebbero affondare direttamente nel “Menecmi” di Plauto oppure riferirsi semplicemente alla denominazione dei servi utilizzati in occasione della domenica, i “domenighini”. La sua consacrazione teatrale risale in ogni caso al ‘600 quando Carlo Maria Maggi creò il personaggio che oggi tutti conosciamo.

Meo Patacca

Maschera di Meo Patacca da ritagliare

Attaccabrighe, nonché incline alla rissa e allo scontro, Meo Patacca è il classico esempio del bullo di quartiere. Adora utilizzare la fionda come arma e non si separa mai dal suo coltello, parla in dialetto romanesco ed ha un carattere un po’ difficile e scontroso ma riscuote sempre grande simpatia.

Il suo nome deriva dalla “patacca” ossia la misera paga del soldato (corrispondente a cinque carlini) e rappresenta il quartiere di Trastevere, il più popolare di Roma.

Mezzettino

Maschera di Mezzettino da ritagliare

Servo astuto, imbroglione e spregiudicato, sempre pronto a servirsi degli altri a proprio vantaggio. È anche un abile musicista, grande amatore e disposto ad aiutare il proprio padrone nel risolvere intricate vicende amorose. Indossa un costume a strisce verticali bianche e rosse e non porta la maschera.

Mezzettino, che fa la sua comparsa sulle scene teatrali sul finire del seicento, potrebbe rappresentare in realtà l’ennesima variazione delle maschere di Arlecchino e Brighella e, infatti, anche in questo caso, si ispira al personaggio dello Zanni.

Mosciolino

Maschera di Carnevale Mosciolino

Mosciolino è la maschera della città di Ancona e la sua storia narra di un ragazzino orfano dedito alla pesca dei mitili, sempre in spiaggia con indosso vestiti sbiaditi dal sole, con pezzi di reti e gusci sempre in tasca nonché diverse alghe tra i capelli. Un giorno sentendo un gran frastuono Mosciolino si reca in città e scopre che si sta festeggiando il Carnevale e si sta cercando il vincitore del concorso che premia la più bella maschera. Il ragazzo rimane nascosto a lungo finché non scorge un carro dedicato a Nettuno, incuriosito esce alla scoperto e viene trascinato del palco per essere insignito del premio tanto ambito da tutti. Nonostante spieghi che il suo non è un travestimento viene ugualmente premiato dando vita così ad una nuova maschera, quella di Mosciolino.

Pantalone

Maschera di Pantalone da ritagliare

Ricco mercante veneziano, Pantalone è estremamente avaro e, nonostante sia un po’ in là con gli anni, ama la compagnia di giovani donne e infatti non perde occasione per lanciarsi alla conquista di cortigiane e servette. Viene anche definito Magnifico per i modi ricchi di fascino con i quali si rivolge alle donne ma in realtà sa essere anche burbero ed incline ai borbottii.

Pantalone è una delle maschere più longeve della Commedia dell’Arte e, nata intorno al ‘500, sopravvive attraverso i secoli riscuotendo sempre grande successo. Indossa una tuta rossa con una zimarra nera e non si separa mai dalla sua borsa carica di monete.

Pierrot

Maschera di Pierrot da ritagliare

Ricorda l’amore malinconico per la sua espressione triste ed è sicuramente la maschere più incline a vivere intense emozioni invece di darsi al divertimento ed alla buona tavola. Pierrot è un servo di grande intelligenza e pigrizia, spinto a cercare il giusto ed a risolvere i problemi in cui si caccia il proprio padrone.

Il personaggio di Pierrot nasce in Italia sul finire del cinquecento con il nome di Pedrolino e viene poi portato in Francia dalla Compagnia dei Gelosi come ennesima variazione dello Zanni. Oltralpe riscosse un successo enorme entrando a far parte a pieno titolo delle commedie francesi con il nome rivisitato di Pierrot.

Pulcinella

Maschera di Pulcinella da ritagliare

Servo di indole decisamente furba, Pulcinella si adatta a svariati ruoli e, tra i vicoli di Napoli, diviene fornaio, mercante, contadino ed ovviamente anche truffatore e ciarlatano.È sempre alla ricerca del giusto metodo per guadagnare qualche soldo, anche se ciò vuol dire ingannare il prossimo, in fondo è però anche un credulone ed incapace di mantenere il minimo segreto.

Con ogni probabilità Pulcinella è una delle maschere tradizionali italiane più antiche, la sua origine potrebbe affondare le radici in epoca romana per poi risorgere con il Teatro dell’Arte e diventare il simbolo della città di Napoli.

Rosaura

Maschera di Rosaura da ritagliare

Figlia di Pantalone, Rosaura ha sotto il suo servizio la già citata Colombina. Suo padre è un ricco mercante e infatti Rosaura vive in uno splendido palazzo che si affaccia sul Canal Grande di Venezia.

Rugantino

Maschera di Rugantino da ritagliare

In origine Rugantino rappresentava il bullo romano per eccellenza, di indole provocatoria ed insolente ma, nel corso del tempo, il personaggio si è modificato andando ad incarnare i sentimenti di quella Roma popolare incline alla giustizia ed alla solidarietà assumendo un carattere decisamente più pigro e bonario.

Il nome di questa maschera, sicuramente la più famosa di Roma, deriva proprio dal termine romanesco “ruganza”, ossia l’arroganza. Rugantino nasce quindi come caricatura della gendarmeria, indossando anche gli abiti di un gendarme, per poi divenire cittadino comune, un popolano redento.

Sandrone

Maschera di Sandrone da ritagliare

È un contadino ignorante ma decisamente furbo, grossolano ma al tempo stesso scaltro ed alla continua ricerca del giusto affare. Rappresenta il popolo umile, spesso maltrattato, ed desideroso di un riscatto sociale: ad esempio Sandrone cerca sempre di esprimersi in italiano con risultati decisamente comici.

La maschera nasce a Modena dalla tradizione burattinaia e soltanto dall’800 venne impersonato da attori di teatro. Indossa una giubba scura con gilè a pois e viene ritratto sempre in compagnia di un fiaschetto di vino.

Scaramuccia

Maschera di Scaramuccia da ritagliare

Un linguaggio colorito ed in alcuni casi decisamente volgare, donnaiolo, vanitoso e millantatore, queste sono alcune caratteristiche del celebre personaggio Scaramuccia che, nato in Italia, ottenne un grandissimo successo in Francia.

Il suo obiettivo primario rimane quello di conquistare giovani donne, spesso tramite l’inganno, e infatti viene ritratto insieme al suo inseparabile mandolino, ed in una mise elegante e fascinosa.

Stenterello

Maschera di Stenterello da ritagliare

Servo, marito tradito, chiacchierone, saggio e ingegnoso ma al tempo stesso pauroso ed impulsivo. Stenterello rappresenta il popolano fiorentino, pronto ad affrontare le avversità con un sorriso nonostante sia sempre messo a dura prova da ingiustizie di ogni genere.

Stenterello è la maschera tradizionale di Firenze, creata da Luigi Del Buono nel ‘700 che, dopo aver assistito al successo riscosso da Pulcinella tra i napoletani, volle dare ai fiorentini un personaggio nel quale identificarsi e che li rappresentasse.

Tartaglia

Maschera di Tartaglia da ritagliare

Questo personaggio ricorda per certi versi il Dottor Balanzone e Pantalone e, infatti, si mostra in alcuni casi pedante rivestendo anche il ruolo di avvocato. Tartaglia è decisamente goffo, soffre di una forte miopia, di balbuzie e si mostra inoltre povero di contenuti umani.

A seconda delle scene diviene servo, avvocato o mercante ma, indipendentemente dal ruolo, le sue caratteristiche comiche rimangono invariate.

Grazie al sito https://pianetabambini.it/

Un abbraccio amici cari, ci sentiamo presto, siete sempre tanti, Vi ringrazio di cuore della vostra presenza e della vostra pazienza, ❤

🎅🎄🎁⛄Menu’ di Natale e tanti auguri di Buone Feste🎅🎄🎁⛄

Pubblicato 24 dicembre 2018 da Laura

Ci siamo quasi,  e’ tutto pronto per le feste piu’ amate di tutto l’anno, albero, presepe, preparativi, eccovi un po’ di idee, io ho fatto delle prove e i miei cari sono sempre contenti di questo mio pasticciare 😀 il menu’ finale e’ pronto, solo da stampare, 🙂  e da cucinare, oggi ho preparato i ravioli con i miei aiutanti, Chiara e Stefano, ❤

Antipasti caldi: Tortini di cardi con fonduta, li ho mangiati al pranzo della leva e li ho trovati fantastici:

1-1,5 kg cardi (piccoli e bianchi)

2 uova

4 cucchiai di parmigiano grattugiato,

40 g di burro

40 g di farina

400 ml di latte

noce moscata, sale, pepe bianco

burro e pangrattato per gli stampi

per la fonduta di parmigiano:

50 g di burro

50 g di farina

500 ml di latte

100-150 parmigiano grattugiato

Ecco come preparali: pulire i cardi, eliminate i filamenti con un pelapatate, lavateli, tagliateli a trancetti e metteteli a bagno in acqua acidulata con succo di limone. Tuffateli in acqua bollente non salata e fateli cuocere finché non saranno teneri (a seconda della dimensione, possono volerci dai 35 ai 50 minuti). Scolateli e strizzateli molto bene e frullateli fino a ridurli in una poltiglia. Trasferite il tutto in una padella con un pezzettino di burro e fate rosolare finché non si sarà asciugata bene l’acqua di vegetazione. A parte preparate una besciamella densa: fate sciogliere a fiamma moderata il burro, unite la farina e fate cuocere finché non diventerà dorato. Aggiungete il latte freddo poco per volta, insaporite con un pizzico di sale e una generosa grattugiata di noce moscata e mescolate finché la salsa non si sarà ben addensata (deve essere piuttosto soda). Trasferitela in una ciotola e fatela raffreddare con un velo di pellicola appoggiato a filo, per evitare che si formi la crosticina. Unite i cardi tritati alla besciamella e mescolate bene. Aggiungete il parmigiano (potete anche metterne di più, va un po’ a gusto) e i tuorli d’uovo. Assaggiate e solo a questo punto regolate di sale ed eventualmente di pepe. Montate gli albumi a neve ben ferma e incorporateli delicatamente al composto, mescolando dal basso verso l’alto con una spatola. Imburrate gli stampini e spolverateli con pangrattato, dividete il composto negli stampi (non fino all’orlo, crescerà durante la cottura per poi sgonfiarsi mentre si raffredda), spolverizzate la superficie con pangrattato e un pizzico di parmigiano e sistemate gli stampini in una teglia grande. Versate acqua fino a circa metà degli stampi e fate cuocere a bagnomaria in forno per circa 40 minuti a 180 °C. Sfornate e fateli raffreddare fuori dall’acqua.

Per la fonduta di parmigiano: preparate con farina, burro e latte una besciamella (come quella per lo sformato). Mettetela in un contenitore alto e unitevi il parmigiano grattugiato e un pizzico di sale. Frullate con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una consistenza cremosa. Se si formano dei grumi, passate la salsa al colino. Se la preparate in anticipo, copritela con pellicola a filo e scaldatela prima di servirla. Capovolgete gli sformatini appena tiepidi e coprite con una o due cucchiaiate di fonduta calda. Servite subito. Per circa 8 sformatini. Sono una meraviglia!

Paninetti gamberi e limone: io faccio l’impasto di pane ma potete usare i panini al latte che trovate dal panettiere, serviteli come antipasto caldo. Tagliateli a meta’ e spalmate burro o maionese, tritate grossonalamente i gamberetti cotti, mischiateli con la buccia di limone grattugiato e voila’, pronti, ricordate: i panini devono essere mignon altrimentri ci si riempie solo di quelli, 😀

Ravioli con spinaci e ricotta:qua c’e’ la ricetta , io penso ogni anno a qualcosa di diverso ma poi finisco sempre per preparare i ravioli di magro perche’ sono quelli che preferiscono,

Pesce spada al cartoccio con carote e peperoni, buonissimo qua la ricetta, 🙂

Crostata con marmellata al gusto che preferite, io ho utilizzato quella di cachi, favolosa!! Qua trovate la ricetta, ho solo cambiato il ripieno, 🙂

Tronchetto di Natale, quest’anno ho fatto il ripieno di ricotta e cioccolato Qua la ricetta, buonissimo, 🙂

Biscotti di frolla con cioccolatovedi la ricetta e’ qua 🙂

Vi faccio tanti auguri di Buone Feste, passate questi giorni con serenita’ e che la gioia continui per tutto il resto dell’anno nuovo, ❤ ❤ ❤ 

Lei e’ la mia gioia,

idem lui

Quando gli animali dimostrano la loro felicita’ sono meravigliosi, 😀

 

 

🍔 Il panino di Spanglish 🍔

Pubblicato 14 novembre 2018 da Laura

Tads (questo il suo bellissimo blog) mi ha scritto che non sa piu’ dove andare a mangiare, 😀 allora vi scrivo un po’ di ricette, dolci e salate. Per prima cosa voglio parlarvi di questo buonissimo panino che io propongo ogni tanto al posto della pizza del sabato sera, tanto per cambiare, adesso che siamo in autunno fa piacere riunirsi intorno al tavolo e mangiare cibi nutrienti e sfiziosi! A propostito di tempo brutto qua piove sempre, oggi primo giorno senza pioggia, stiamo aspettando qualche giornata di sole per incominciare i lavori perche’ il vento forte che c’e’stato due settimane fa ci ha portato via la tettoia della mansarda ma non e’ niente al confronto dei disastri che ci sono stati in queste settimane! Parliamo di cibo, il panino che vi propongo e’ ottimo e la colpa e’ di mio fratello che ogni tanto mi fa delle richieste sul cibo che preparo ed io sono ben felice di accontentarlo perche’ sono come lui, curiosa e golosa, 😀 Questa volta mi ha chiesto se potevo preparare il panino che l’attore Adam Sandler si gusta in una scena del film “Spanglish, quando in famiglia sono troppi a parlare”. E’ una commedia americana uscita nel 2005, in senso letterale, Spanglish e’ una combinazione di spagnolo e inglese, un dialetto parlato da circa 40 milioni di “Latinos” che vivono negli Stati Uniti. Io questo film l’ho visto piu’ volte ma del panino non ne avevo memoria finche’ mio fratello mi ha fatto vedere la succolenta seguenza:

che riprendeva la preparazione del panino cosi’ mi sono incuriosita e ho cercato su internet la ricetta! Detto, fatto, ecco come prepararlo, io non ho usato il burro perche’ secondo me non serve ma vi scrivo tutti gli ingredienti, vi dico che se siete dei golosi questo panino e’ davvero ottimo, pensate che è stato inventato, su insistenza del regista, appositamente per questo film, dallo chef stellato Thomas Keller. Non e’ altro che del pane tostato🍞, pancetta croccante🥓, pomodoro🍅, lattuga🥗, formaggio fuso e uovo fritto🍳, 😉

Ingredienti 

3/4 fette di bacon

2 fette di formaggio Monterey Jack (formaggio californiano molto difficile da reperire in Italia e quindi sostituibile con asiago o caciotta).

2 fette abbastanza spesse di pane bianco casereccio (o in mancanza di pane per sandwich), tostato e caldo

1 cucchiaio di maionese

4 fette di pomodoro

2 foglie di lattuga

1 noce di burro

1 uovo

Procedimento 

Per prima cosa, lavate le foglie di lattuga e il pomodoro e quest’ultimo affettatelo sottilmente.

Cuocete poi il bacon fino a renderlo croccante, asciugatelo su carta assorbente per alimenti e mettete da parte.

Coprite col formaggio una fetta di pane leggermente tostato e passatelo al grill o sulla piastra, fino a farlo sciogliere.

Spalmate l’altra fetta di pane tostato con un po’ di maionese e aggiungete gli strati di bacon, le fette di pomodoro e le foglie di lattuga.

In una padella antiaderente, fate sciogliere il burro a fuoco medio. Friggete l’uovo, girandolo rapidamente quando il bianco diventa solido (tenete il tuorlo poco cotto!).

Adagiate l’uovo fritto sopra la lattuga.  Coprite con l’altra fetta di pane tostato al formaggio. Ponete il sandwich su un piatto, schiacciatelo leggermente e tagliatelo a metà, lasciando colare il tuorlo sul panino. E’ buonissimo, provatelo, 😉 (La ricetta e’ di Elena Vigni, bravissima) Con un panino cosi’ ci vuole una fetta di dolce, se c’e’ dentro la frutta meglio ancora, allora eccovi la ricetta di una torta alle pere, potete mettere altra frutta se volete, viene molto soffice. Ingredienti:

Pere 4
Uova 2
Zucchero 100 g
Farina 150 g
Lievito in polvere per dolci 1/2 bustina
Limone 1
Vanillina 1 bustina
Latte 100 ml
Zucchero a velo (per decorare)

Preparazione:Lavate il limone, asciugatelo e grattugiatene la scorza. Spremetene anche il succo.

Pelate le pere, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine sottili, raccogliendole in una ciotola.

Irroratele con il succo del limone e tenetele da parte.

Sbattete le uova con lo zucchero.

Aggiungete il latte, la scorza grattugiata del limone, farina, vanillina e lievito setacciati.

Quando avrete un composto omogeneo unite le fettine di pere sgocciolate.

Imburrate e infarinate una tortiera da 24 cm di diametro e versatevi il composto preparato, livellandolo.

Infornate in forno caldo a 180°, per trenta, trentacinque minuti.

Sfornate, lasciate raffreddare, quindi servite la vostra torta di pere morbida decorandola di zucchero a velo a piacere. Deliziosa! (La ricetta di questa torta e’ di Chez Bibia, troppo brava, l’adoro ❤ )

Un po’ di foto che ho fatto in questi mesi, ecco il mio Willy dolcissimoa passeggio,in relax nel salone

Willy in stretching 😀 in montagna al mare,

pianura

collina, la vendemmia, che buona l’uva, con l’uva fragola ho fatto la marmellata, troppo buona, qua trovate la ricetta, ecco i piccoli vasetti da chiuderein questi giorni ho fatto la marmellata di mele cotogne, buonissimamele tagliate a pezzetti, farle bollire un’oretta, aggiungere zucchero, limone, frullare tutto ed eccola, cremosa, buona da svenire, 😀 provatela! Oggi invece ho fatto la confettura di cachi, devo ancora invasarla, questi frutti bellissimi me li ha dati la mia amica Meri, usate la frutta matura ma non troppo, con un kg di cachi ci vogliono 3 mele, un limone, 200 gr di zucchero di canna, se la preferite piu’ dolce mettete 50 gr di zucchero in piu’ ma tenete presente che i cachi sono gia’ dolci di suo! Pulite i cachi e tagliateli a pezzi, le mele uguale, spremete il limone e mettete a bollire. Al primo bollore fate cuocere per cinque minuti. Frullate tutto, aggiungete lo zucchero e se vi piace la vaniglia, fate cuocere a fuoco lento per 40 minuti circa, girate ogni tanto, eccola pronta da mettere nei vasetti, e’ buonissima!!! Eccovi ancora del buon cibo, spaghetti alle cozze, qua la ricetta, mi piacciono tantissimo, Con i fiori di zucca che avevo ancora nel mio orticellosi possono fare delle buonissime frittelle oppure una frittata soffice e gustosa, ecco la ricetta, a noi e’ piaciutissima, i fiori ormai non ci sono piu’ ma la frittata potete farla senza, ecco gli ingredienti:

• 4 uova – fiori di zucca (facoltativi)
• 2 cucchiai di latte
• 1 cucchiaio di farina
• sale
• pepe
• 50 g di pancetta
• 1 mozzarella o altro formaggio che preferite
• erba cipollina

Per sfornare una perfetta frittata soffiata al forno utilizzate uova a temperatura ambiente. In una ciotola, sbattete i tuorli con il latte e la farina. Aggiungete sale e pepe (se preferite anche del parmigiano grattugiato). Montate gli albumi a neve ferma – questa è la peculiarità della frittata soffiata e il passaggio più importate – e incorporteli al composto precedentemente preparato. Versate delicatamente il composto in una tortiera di cm 24 di diametro. Infornare a 180° per circa 15 minuti. Vi suggeriamo di utilizzare uno stampo antiaderente di ottima qualità, così non sarà necessario ungerlo con olio.Quando la frittata sarà pronta,  sfornatela e lasciarla completamente raffreddare. Utilizzate pancetta e stracchino per farcirla!Se preferite servirla tiepida, mettetela in forno per un paio di minuti.  Prima di servire la frittata soffiata al forno, aggiungete dell’erba cipollina.

Provatela, la frittata lo dice il nome stesso va fritta in padella ma vi garantisco che cotta al forno e’ ottima, 🙂 Ho ancora tante buone ricette da proporvi ma ci sentiamo fra un mesetto piu’ o meno, vi abbraccio tanto, lo so siamo agli inizi ma io sono gia’ stanca di questo tempo, 😀 mi mancano i miei 

giretti in moto, 😉 In questa foto sono uguale a Mister Magoo,  😀  Un caro saluto anche dal mio cagnolino sempre affamato, 😀

 

🍅🥕🥔🍆🌶️🥒Il Peperone🍅🥕🥔🍆🌶️🥒

Pubblicato 15 luglio 2018 da Laura

Eccomi qua,  e’ da un po’ di tempo che non pubblico ricette nel mio bel blog, l’ultimo post risale al 30 di marzo, cosa ho combinato in questi mesi? Nel mese di aprile ho incominciato a far pulizia nell’orticello e con mio marito abbiamo preparato il terreno per essere coltivato, lui poi ha seminato pomodori, cipolle rosse, cipolle bianche, basilico, prezzemolo…. Il mese di maggio e’ partito male, al primo e’ mancata una mia amica di gioventu’, con lei ho passato tante belle domeniche in discoteca insieme a Meri l’amica del cuore,  abbiamo girato per il Monferrato con i motorini, serate alle feste di paese, ho ricordi bellissimi di lei, ❤ La notizia della sua scomparsa mi ha colto di sorpresa, sono stata malissimo, vorrei tornare indietro per poter stare di piu’ con lei, e’ quello che non ho fatto negli ultimi anni ma come si fa a pensare una cosa del genere, adesso non mi resta che ricordare il tempo passato, sono sicura che lei adesso e’ una stella bellissima in cielo, ❤ Giugno e questi primi quindici giorni di luglio ho girato tantissimo in moto, ho preso anche tanta pioggia, infatti oggi sono bloccata con la schiena, qua il tempo non e’ sempre soleggiato e cambia temperatura facilmente, si lo so, ho una certa eta’ ma chi si ferma e’ perduto, lo diceva sempre mia mamma, ❤ Tornando al mio amato blog queste non sono scuse per non avere pubblicato nulla per tanto tempo ma io quando sto male, mi riferisco alla mia amica, non riesco a scrivere neanche una ricetta, cosa cosi’ semplice, non e’ certo un poema e poi perche’ intristire voi cari lettori che mi leggete, preferisco regalarvi serenita’ e tenermi dentro il dolore di una perdita cosi’ cara, ormai mi conoscete ma adesso sono qua, serena con il mal di schiena e voglio scrivervi una ricetta, anzi qualche ricetta di un ortaggio bello, colorato e  buonissimo che dall’orticello arriva in tavola per essere preparato in poco tempo, signore e signori ecco a voi: il Peperone! Intanto vi dico che questo buonissimo ortaggio e’ originario del Centro Sud America. In Italia si coltiva sopratutto nelle regioni meridionali (io vivo al nord ma anche se in ritardo a causa del tempo piovoso lo semino nell’orto, mal che vada la mia amica, bravissima, ne ha sempre di buonissimi nel suo orto al coperto!). Lo troviamo d’estate in pieno campo e d’inverno coltivato in serra al coperto. La parte commestibile e’ costituita dal frutto. Caratterizzato da un elevatissimo contenuto di vitamina C ha un bassissimo contenuto calorico. Stimola i processi digestivi e la secrezione gastrica, protegge l’elasticita’ delle arterie ed evita la fragilita’ dei capillari sanguigni. Ha proprieta’ antiossidanti che prevengono forme tumorali e patologie cardiovascolari. Ed ora eccovi un po’ di ricettine semplici e veloci con peperoni gialli e rossi! Intanto per pulirli fate cosi’: se usate questi ortaggi con la pelle, tagliate la calotta a cui è attaccato il picciolo, poi asportate la parte centrale con i semi e gran parte delle nervature bianche con un movimento rotatorio. A questo punto avrete un peperone intero pronto da farcire, lavatelo e asciugatelo con carta assorbente. Se dovete tagliare il peperone a pezzetti, dividetelo in 4 parti dopo aver tolto la calotta, asportate i semi e con un coltellino togliete le nervature bianche interne. Quindi, dividete ogni quarto in falde e tagliatelo come indicato nella ricetta scelta. Se invece, avete bisogno di spellarlo, infilatelo intero sui rebbi di una forchetta e rigiratelo a lungo sulla fiamma, fino a quando la pellicola che lo ricopre è abbrustolita. Per eliminarla facilmente, passate il peperone sotto l’acqua corrente, strofinandolo delicatamente con le dita. Oppure, chiudetelo per qualche minuto in un sacchetto di carta: il vapore farà sollevare la pellicina che si staccherà quasi da sola (dalla rivista Sale&Pepe). A voi alcune ricette:

Peperoni ripieni: scaldare il forno a 250° C. (lo so fa caldo per il forno ma qua ci sono giornate che fa piacere accenderlo, :D) Sistemare le falde di peperone su una teglia leggermente unta di olio e disporre su ciascuna una fettina di fontina valdostana, un filetto di acciuga e due o tre capperi. Infornare per 30 minuti. Troppo buoni, potete prepararli al mattino per la sera, 😉

Peperoni alla marinara: frullare 50 g di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, 2 filetti di alici dissalate, 50 g di olio extravergine, 1 cucchiaino di aceto rosso, sale e pepe. Condire i peperoni con questa salsa dopo averli tagliati a filetti; lasciare marinare per 1 ora. 

Peperoni alla bagna cauda: soffriggere leggermente in padella due spicchi di aglio nell’olio. Passarvi velocemente i peperoni e toglierli. Mettere in padella le acciughe a pezzetti e, a fiamma bassa, farle disfare. Rimettere i peperoni e passarli nella salsa per 2 minuti.

Peperoni in agrodolce: passare velocemente i peperoni in padella a fuoco vivo in poco olio. Accantonarli e aggiungere in padella un cucchiaio di zucchero e due di aceto, mescolando vivacemente e lasciando sobbollire per 2 minuti. Aggiungere i peperoni e lasciarli insaporire per altri 2 minuti.

Peperoni al forno: scaldare il forno a 250° C. Disporre le falde di peperone su una teglia leggermente unta d’olio. Salare e cospargere con origano. Infornare per 20 minuti.

Ora vi metto un po’ di foto di noi, di paesaggi, di Willy (Affy se mi leggi le foto di Willy le dedico a te, se qualcuno sa dove e’ finita me lo fa sapere? Tengo molto a lei ed e’ troppo tempo che non si legge, <3)

paesaggio in collina,paesaggio con intrusoanche questo bel panorama e’ in collina con tempo nuvoloso, qua abbiamo trovato la nebbiaoggi putroppo neanche con il potente binocolo si possono vedere le montagnetante nuvole e tanto verde,ossigeno assicurato, anche la pioggia, 😀Willy nella giungla del giardino, 😀 Willy visto da vicino (quando lavoriamo nell’orto lui si mette sotto la pampas e dorme beato, 😀 )qua si vede da lontano!Willy controlla tutti i suoi possedimenti, 😀riposino pomeridiano.

Ed ora vi racconto cosa ci e’ successo in uno dei nostri viaggi, siamo finiti a Brobdingnag (avete letto il libro, I viaggi di Gulliver, ecco proprio in quella terra dove le persone sono dei giganti, infatti se la scala di Lilliput era 1:12, quella di Brobdingnag è l’opposto, 12:1. con fatica ci siamo seduti su una panchina del posto, 😀 poi i nostri baldi cavalieri sono riusciti a trovare la via per tornare a casa!!! 😀 Vi abbraccio tanto, grazie per essere sempre presenti nel mio blog nonostante vi trascuro, auguro a tutti voi che mi leggete delle vacanze serene, al mare, in montagna, ai laghi o a casa, l’importante e passarle al meglio, :*  io vi prometto che cerchero’ di fare il possibile , anche Willy ❤

Buone vacanze

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