🎈Torta Pasqualina in monoporzione e tanti auguri di Buona Pasqua🎈

La torta Pasqualina e’ una ricetta tipica del periodo di Pasqua, a noi piace molto, io la preparo in genere per il lunedi’ di Pasquetta, se andiamo a fare il merendino la taglio a fette prima di partire cosi’ e’ piu’ comoda da servire  🙂  Volete un po’ di storia: questa torta dalle origini antiche (se ne parla gia’ nel XV secolo), è una famosa specialità genovese, chiamata così perchè si usava (e si usa ancora adesso) prepararla e mangiarla soprattutto a Pasqua. Questa torta salata si prepara anche con i carciofi, ma la tradizionale torta Pasqualina è fatta solo con le bietole, poiché nel periodo pasquale i carciofi non erano a buon mercato, mentre le umili bietole di campagna erano in pieno germoglio e tutti potevano permettersi di acquistarne in quantità. Tradizione vuole che i fogli di pasta che compongono la torta pasqualina siano esattamente 33, in ricordo degli anni di Gesù, ma in pratica  ci si accontenta anche di meno, io in genere faccio 3 sfoglie sottili di pasta di pane. Non solo: come spesso accade nei piatti tipici di origini molto antiche gli ingredienti della torta Pasqualina, uova e formaggio, erano alimenti pregiati che venivano consumati solo nelle grandi ricorrenze. In Liguria, al posto della ricotta, si utilizza la prescinseua, una sorta di cagliata di latte molto leggera, reperibile in alcune gastronomie particolarmente fornite. Il segreto della riuscita della ricetta sta nella preparazione della pasta che va fatta senza uova e dev’essere veramente sottilissima. La torta Pasqualina è buona sia tiepida che fredda (presa dal sito, Museo del gusto). La torta Pasqualina e’ molto buona, la classica, come ho scritto prima,  e’ quella con le bietole, ricotta e uova e con la pasta fatta in casa ma avete mai provato a portarla a tavola o meglio ancora, l’avete messa nel cestino del pic nic di Pasquetta in monoporzione, comodissima da portar via e carinissima da servire a tavola, ecco una mini torta pasqualina 🙂150331_145104 ed ecco la ricetta!

Ingredienti:

utilizzate un panetto di pane da 380 g o anche quello che preparate per la pizza, ricavatene una sfoglia, qua la ricetta

utilizzate i pirottini di alluminio oppure se avete le cocottine monoporzione, io ne ho utilizzati 6

300 g di bietola cotta e ripassata in padella con olio evo e scalogno

200 g di ricotta

1 rosso d’uovo sodo per ogni pirottino, sale e pepe

Ecco come fare: ungere i pirottini con un po’ di burro, se usate le coccottine basta mettere un po’ di olio,  stendere l’impasto di pane in una sfoglia grande e tagliare tanti cerchi quanti sono i pirottini, lasciare un po’ di sfoglia per chiuderli. Ripassate la bietola prima cotta e ben strizzata con olio e lo scalogno tagliato a fettine, fatela raffreddare, poi mettetene un cucchiaio per ogni pirottino con la sfoglia di pasta preparato. A parte mescolate la ricotta con un po’ di olio evo, aggiungete  un pizzico di sale. Mettete il rosso d’uovo sodo sul letto di biete150331_140712 un cucchiaio di ricotta 150331_140800chiudete con l’impasto rimanente 150331_140908 e spennellate con il rosso d’uovo.150331_140959 Infornare a 180° a forno preriscaldato 150331_141753per circa 15/20 minuti, controllate, devono dorare in superficie! 150331_143654Queste mini tortine sono deliziose, guardatene bene una all’interno,  150331_145240non vi ricorda la primavera? 🙂 c’e’ il verde delle bietole che sono i prati,  il bianco della ricotta che sono le nuvole e il giallo delle uova che rappresentano il sole, 🙂 se volete con le dosi che vi ho indicato potete comunque fare una torta unica nello stampo da 22, 🙂 Ed ora un po’ di consigli per torte salate da portare al merendino o da servire a tavola, questo e’ il casatiello, buonissimo, con una fetta di questa torta siete a posto per tutto il giorno!! 😀 qua trovate la ricetta, vi assicuro che non e’ difficile da fare, il ripieno potete sceglierlo voi, con i prodotti che preferite! La torta di biete alla genovese, e’ simile alla torta Pasqualina ma le uova non vanno messe intere,  e’ buonissima, qua trovate la ricetta, mi piace la pasta che ho preparato per questa torta salata, provatela!! E se volete usare la pasta sfoglia, piu’ veloce che mettersi ad impastare, ecco una torta salata preparata sempre con le biete in versione strudel, qua la ricetta,  questa torta salata e’ con formaggio e prosciutto, naturalmente potete usare altre verdure, come i carciofi, gli spinaci o le erbette e altri formaggi e salumi! 🙂 Eccovi la torta di scarola e stracchino, e’ da provare,  qua la ricetta, questa torta salata la preparo spesso al mio papa’, lui adora la scarola che rimane sempre un po’ amarognola ma con lo stracchino vi assicuro che il gusto e’ delizioso! Questa torta, come del resto lo sono tutte, e’ buonissima sia tiepida che fredda se la portate al pic nic, 🙂 In questi giorni c’e’ stato finalmente il sole e Willy ha potuto correre e rotolarsi nel prato tutto il giorno, ogni tanto ha fatto una pausa controllando i suoi possedimenti 150330_113708😀 😀 e poi la sera si e’ addormentato stanchissimo nel suo divanetto, ❤150330_000646😀 Quest’anno a Pasqua festeggiamo anche il compleanno di mio papa’, 84 anni (lo so, e’ un anno che dico quest’eta’ ma e’ lui che mi confonde le idee, 😀 ) preparo un dolce buonissimo che sono sicura piacera’ a tutti, nel prossimo post quindi ci saranno tanti dolci, preparatevi, lo so che dopo le feste non si vuole piu’ sentir parlare di cibo ma io sono “cattiva” come dice sempre Carla, 😀 😀 😀  Dimenticavo, a Pasquetta non ci sono per nessuno, non vi dico dove andro’ 😀 neanche a mio marito, 😀 e quindi non ci saro’ a fare il merendino pero’ vi lascio una foto eccola lalla in relax anzi, eccomi, sono io a Pasquetta 😀 😀 😀 rilassatissima!!! Auguri di Buona Pasqua a tutti voi, un mare di serenita’ , ❤

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🌾🌻🌺🌼Polpette di lenticchie🌾🌻🌺🌼

 

Ho fame!!!

Ho fame!!!

Lui e’ la mia polpetta di pelo, 😀 nel momento in cui ho fatto questa foto, finalmente sono riuscita ad inquadrare il suo musetto furbo e simpatico, mi stava chiedendo la pappa, guardatelo bene: occhi dolci, orecchie all’ingiu’, il corpicino teso, come si fa non soddisfare il suo desiderio, io del resto stavo preparando il pollo, il suo cibo preferito! ❤ lo adoro e lui lo sa, 😀 Allora eccovi una ricetta sana e talmente buona che non resisterete: le polpette alle lenticchie sono strepitose! Intanto se siete come me, io non amo particolarmente la carne, vi garantisco che queste polpette non hanno niente da invidiare a quelle fatte con la carne macinata (vi linkero’ anche la ricetta con la carne, i maschietti a casa mia sono carnivori, 😦 ), hanno piu’ o meno le stesse proprieta’ nutritive, anzi, prima della ricetta, vi racconto un po’ delle loro proprieta’ benefiche: intanto sono ricche di fibre, sali minerali e vitamine, poi sono considerate, fin dai tempi antichi, la carne dei poveri. Sono legumi appartenenti alla famiglia delle Papilionacee e la loro storia inizia molti secoli fa. Alcuni studi condotti su reperti fossili, riferiscono che le lenticchie sono il legume più antico coltivato dall’uomo. Le prime tracce della loro esistenza risalgono addirittura al 7000 a.C, epoca in cui già risultano coltivazioni, specialmente in Asia e soprattutto nella regione che oggi corrisponde alla Siria e da questa zona si diffusero facilmente in tutto il mediterraneo. Per quanto riguarda il consumo, le notizie riferiscono che in Turchia erano soliti farne uso già dal 5.500 a.C. Dunque la sua storia inizia già in tempi molto remoti: alcune testimonianze dell’uso delle lenticchie si trovano anche nella Bibbia, ma non solo: nella tavole degli antichi romani e greci, non mancavano mai anche se venivano utilizzate principalmente dalle classi più povere, in virtù del loro potere nutritivo ed energetico. In particolar modo, essendo un alimento facilmente reperibile e poco costoso, specialmente nel Medioevo e in periodi di forti carestie quando il cibo scarseggiava, questo piatto sostituiva facilmente un pasto completo fornendo proteine e vitamine e migliorando anche le condizioni di salute e quindi la resistenza alle malattie. Ecco, allora perche’ non mangiarle e non solo nelle feste, io ho avanzato un pacco di questo prezioso e sano cibo e ne ho fatto polpette, il resto l’ho usato come contorno, cotte in padella con cipolla e un po’ di pomodoro. Eccovi la ricetta:

Ingredienti:

3 patate medie

250 g di lenticchie lessate

1 fetta di pane

1 scalogno

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

sale un pizzico

1 cucchiaino di timo essiccato

Ora fate cosi’: fate soffriggere in padella con l’olio, lo scalogno e le spezie  (il timo, se vi piace mettete anche un po’ di peperoncino o un pizzico di pepe), versate le lenticchie già lessate, aggiungete poco sale e lasciare insaporire per circa 5 minuti. Versate il composto nel contenitore alto del mix e frullate fino ad ottenere una crema densa. Aggiungete il pane ammollato in poco latte, strizzato e spezzettato con le mani. Frullate ancora e poi aggiungete le patate lessate, sbucciate e schiacciate con la forchetta, il pangrattato e mescolate fino ad ottenere un impasto sodo. Ricavate delle polpette, giratele ancora nel pangrattato, poi mettetele sulla teglia ricoperta di carta da forno e infornate cuocendo per circa 20 minuti a 180°, passate ancora le polpette nella padella del soffritto e fatelo dorare altri 10 minuti aggiungendo poco olio. Quando la crosticina sarà croccante saranno pronte per essere servite. Eccole, 150308_132317le ho servite con le lenticchie avanzate (cotte con cipolla e un po’ di pomodoro) e un soffice pure’. Sono buonissime!! 🙂 Ora vi linko un po’ di ricette che riguardano le polpette, io le adoro, queste sono con le melanzane, sono buonissime, le faccio spesso e piacciono proprio a tutti, polpette-di-melanzane-frittequa la ricetta, queste sono polpette sempre di verdura,  polpettine-di-verdurequa trovate la ricetta, le ho preparate al forno accompagnate con una salsina allo yogurt, sono deliziose, trovate anche la ricetta della buonissima salsina ! Volete farle di carne, eccole, polpette-di-carne-e-spinaci ma con gli spinaci, mia suocera le faceva proprio in questo modo! Avete mai provato a mettere le polpette nella frittata, 😀 provate questa buonissima ricetta di Sergio Barzetti,  ecco la foto,frittata-di-sergio-barzetti e’ una soffice frittata con le polpettine all’interno! Avete mai provato a fare le morbidelle, qua trovate la semplice ricetta,morbidelle-al-philadelphia🙂 sono polpette morbide al philadelphia (potete usare lo stracchino se lo preferite) sono molto buone! Ho una ricetta semplicissima di polpette (se le fate piu’ grandi e le schiacciate diventano degli hamburger) fatte con il salmone, io le preparo domani, qua c’e’ la ricetta, sono di una bonta’ unica, hamburgher di salmone al limonePer finire ecco delle deliziose Knell di ricotta con prosciutto ed erba cipollina, qua la ricettapolp di patatesono delle polpettine morbide che si sciolgono in bocca, sono talmente buone che finiscono subito, 😀

 

🌷 Riso speziato ai gamberetti 🌷

Nel luccicore delle piantagioni allagate dove l’acqua riflette la mutevolezza del cielo, i contadini cinesi hanno, a volte, la suggestiva impressione di seminare il riso nelle nuvole. Questa immagine cosi’ poetica, evocata dai versi di una loro popolare canzone, potrebbe far credere meno duro il lavoro che, in realta’, la coltivazione del riso in quel Paese ancora richiede: la schiena piegata, le mani e i piedi per lunghe ore immersi nell’acqua, il volto disfatto per i vapori dell’umidita’, il sole dardeggiante, gli sciami d’irriducibili insetti. Da noi, fortunatamente, l’industrializzazione ha fatto lavorare, come dire?, tutti piu’ dritti. Insomma, non si vedono piu’ chine nei campi allagati le famose mondine, e si e’ persa l’eco dei canti con i quali ritmavano il loro pesante lavoro. E, oggi, la bilancia italiana “pesa” circa otto milioni di quintali di riso lavorato ogni anno. Ma ne consumiamo soltanto tre milioni e gli altri li esportiamo nel Nord Europa. Proprio cosi’. Il riso nel nostro Paese e’ d’uso quotidiano soltanto nelle regioni del Nord ed e’ quasi sconosciuto da Bologna in giu’, se non per alcuni piatti particolari come il sartu’ napoletano, i suppli’ romani, gli arancini siciliani. Eppure il riso e’ uno degli alimenti piu’ ricchi di sostanze nutritive e, in particolare quello italiano, offre il valore aggiunto che dovrebbe indurci a consumarne di piu’: non abbiamo infatti risi Ogm, i famigerati organismi geneticamente modificati. Dunque la qualita’ e’ garantita. E, di consequenza, il piatto ride. Il riso e’ un trasformista eccezionale. Sa cuocersi al vapore, alla creola, pilaf, all’inglese, alla cinese, alla valenciana, alla milanese. Sa essere una corona come un overture, un piedistallo per gli ossibuchi, una benedizione per le insalate variegate dell’estate. Inoltre e’ buono caldo, e’ buono freddo. E’ buono dolce, ma anche salato. Puo’ bastare? 🙂 ( Clelia D’Onofrio, dal libro il Cucchiaio d’Argento, riso e risotti!) Io l’ho scritto altre volte, adoro il riso cucinato in tutti i modi, lo mangerei anche in bianco condito con un filo d’olio d’oliva extravergine e parmigiano reggiano ma con un libro di riso e risotti come quello che ho citato prima non si puo’ che scegliere una ricetta per prepararsi un piatto da vero chef! Quello che vi consiglio oggi e’ buonissimo, l’ho preparato l’altro giorno, semplice e veloce da fare, eccovi la ricetta presa dal libro:  ingredienti per 4 persone: 320 g di riso, io ho usato il carnaroli, 150 g di gamberetti sgusciati, 1 bicchiere di vino bianco secco, brodo, scalogno, zafferano, curry, paprica, burro, olio, sale. Ora fate cosi’: in una casseruola scaldate due cucchiai di olio e una noce di burro, fatevi appassire lo scalogno tritato. Dopo alcuni minuti unite il riso. Mescolatelo, fatelo colorire bene, spruzzatelo con il vino e lasciate evaporare. Portate alla cottura versando un mestolo di brodo caldo alla volta. Volendo si possono aggiungere a meta’ cottura un peperone rosso tagliato a filetti e dopo 10 minuti 150 g di pisellini (io non l’ho fatto perche’ con i miei uomini era chiedere troppo, uno non ama i piselli, 😀 l’altro i peperoni, allora non li ho messi, ma ci stanno proprio bene, credetemi) Diluite lo zafferano con poco brodo e versatelo sul riso, mescolate, aggiungete mezzo cucchiaino di paprica e mezzo di curry e, infine, i gamberetti. Mantecate con una noce di burro e servite eccolo150217_120601impiattato, buonissimo 🙂 Naturalmente vi do altre idee, per esempio, questa, risotto, peperoni e crema di zola, che dire, fantastico, risotto peperons e zolae che ne dite di questa ricetta, risotto ai funghi porcini, s6300062il tempo lo permette ancora anche se stiamo aspettando la primavera, ieri qua c’era un bel sole anche se l’aria era decisamente fredda, oggi invece piove! Adoro la paella, e’ un po’ lunga e laboriosa da preparare, io la preparo in due modi, o cosi’  di solo pesce o altrimenti utilizzo l’altra ricetta dello chef Mandarano Giovanni della C.C., questa, buonissima, con l’aggiunta del pollo 🙂 Con il riso si possono fare d’estate delle buonissime insalate di riso, condite sempre in modo diverso e il riso cantonese, a me piace tantissimo, quando l’ho mangiato al ristorante ho cercato piu’ volte di farlo uguale ma non e’150113_111144facile perché fare il riso alla cantonese non è solo unire uovo, piselli e prosciutto cotto al riso e dargli una ripassata veloce nel saltapasta, secondo me ci sono dei segreti base per renderlo cosi’ particolare, dopo tanto girare nel web ho trovato la ricetta di Pei-san in cookaround, devo dire che non e’ male, bisogna solo trovare l’olio di sesamo (io l’ho trovato alla coop, ha un gusto intenso, quasi mandorlato, che ben si presta alle ricette etniche e alle fritture molto rapide), ma va bene anche quello di arachide, bisogna ricordarsi di cuocere il riso molto prima e farlo raffreddare per renderlo asciutto! Eccovi la ricetta se volete provare: 160g di riso Basmati, 240g di acqua (1 volta e 1/2 il peso del riso), 80g di cubetti di prosciutto cotto di Praga,80g di piselli congelati, 1 uovo (1 uovo ogni due persone), olio di sesamo o arachidi, sale, pepe. Ora fate cosi’: sciacquate il riso sotto l’acqua corrente velocemente,  versatelo in una pentola, aggiungeteci l’acqua e mettete sul fuoco a fiamma viva coprendo il riso con un coperchio che aderisca bene, possibilmente trasparente, così da poter controllare la cottura, non mettete il sale. Non appena l’acqua comincia a bollire, abbassate la fiamma al minimo e attendete che il riso abbia assorbito tutta l’acqua (ci vogliono all’incirca 10-12 minuti). A questo punto togliete dal fuoco, versate il riso in un contenitore e mettetelo da parte fino a quando sarà ora di utilizzarlo. Nel wok, versate un paio di cucchiai di olio, di sesamo o di arachide e fatelo scaldare bene. In una terrina sbattete l’uovo e poi versatelo nel wok mescolando spesso per strapazzarlo. Salate e pepate l’uovo. Sciacquate i piselli sotto l’acqua e poi asciugateli benissimo. Tagliate il prosciutto a piccoli cubetti, buttateli nella padella insieme all’uovo e cuocete a fuoco molto alto finché sara’ molto rosolato. Mettete ora da parte il tutto, versate un cucchiaio di olio nel wok e quando sarà caldissimo buttateci il riso e fatelo friggere, aggiungete il sale.
Quando alcuni chicchi di riso cominceranno ad essere abbrustoliti e a scurirsi, aggiungete il condimento di piselli, uovo e prosciutto e saltate per circa 30 secondi, dopodiché servite aggiungendo mezzo cucchiaino di olio. E’ ottimo, provatelo, non e’ esattamente come quello che servono al ristorante ma si avvicina molto, 🙂

Bagnèt (bagnetto verde alla piemontese)

Oggi che giornata stupenda, il sole ha fatto da padrone appena e’ sorto e non voleva piu’ andarsene, 🙂 io ho passato tutta la giornata a lavorare in giardino e nell’orto, pantaloncini corti, canotta, cappellino, nonostante il tempo ad agosto non sia stato bello nell’orto c’e’ di tutto, nel cortile c’e’ anche l’erbaccia e cosi’ accovacciata per terra, grattando ed estirpando dalle fughe della pavimentazione ogni filo d’erba che vedevo ho fatto un ripulisti! E’ un lavoraccio, lo so, ma non voglio usare il diserbante nel cortile perche’ ho Willy che e’ cosi’ curioso, trotterella annusando qua e la’, oggi ha catturato tre lucertole, si e’ rotolato nell’erba nel suo angolino, veniva spesso a prendersi le coccole e ogni tanto mi nascondeva le infradito, pensando che cosi’ china stavo giocando anch’io, 😀  Ho raccolto insalata, pomodori, basilico, erba cipollina….. e tanto prezzemolo per fare il bagnetto! Prima di scrivervi la ricetta del bagnetto piemontese vi racconto un po’ di storia che ho trovato gironzolando nel web! Intanto vi dico che la prima volta che ho visto portare in tavola questa buonissima salsa verde con il bollito, ero dai miei suoceri, i primi tempi che uscivo con mio marito, naturalmente eravamo “fidanzati”, ai tempi si usava cosi’, 🙂 Era una fredda domenica d’inverno, eravamo nel salone grande e mia suocera, piemontese doc, aveva preparato il gran bollito, io quel giorno ho pensato, mangero’ solo il pezzo piu’ magro, 😀 invece ho mangiato tutto quello che mi e’ stato servito, buonissimo.  Ecco cosa ho trovato curiosando in vari siti piemontesi : “un tempo il bue era impiegato nel lavoro dei campi e per trainare i carri; quando invecchiava, l’animale veniva chiuso nella stalla e alimentato a cereali, fieno e altro, insomma veniva ingrassato per la vendita e la successiva macellazione. A Natale cosi’ si cucinava il gran bollito e il brodo per cuocervi la pasta, di solito maccheroni di grosse dimensioni, anche gli angolotti. Il bollito è un piatto importante della nostra cultura, specialmente di quella padana! Nel Medioevo, la carne per eccellenza non era quella bovina, ma la cacciagione. Quando Carlo Magno, per questioni di salute, venne costretto dai medici a mangiare solo carne bollita, andò in depressione. 😀 Invece, molti secoli dopo, Vittorio Emanuele II  non amava il cibo di corte ma adorava il bollito, il re onorava la regola del «7», quella che sovrintende al gran bollito piemontese: 7 tagli, 7 supporti o «ammennicoli», 7 bagnetti (salse) e 7 contorni.  Sette devono essere i tagli canonici tirati su col forchettone dal brodo bollente: tenerone, muscolo, scaramella, biancostato, cappello da prete, stinco, punta di petto. Sette i cosiddetti ammennicoli: rollata, coda, zampino, lingua, testina, gallina, cotechino. Sette infine le salse: due tipi di bagnetto verde (rustico e ricco), bagnetto rosso, salsa d’àvie (miele e nocciole tritate), cugnà (mostarda d’uva), cren (rafano), senape gialla. I contorni erano le patate bianche lesse, in genere servite intere in modo che ognuno poteva schiacciarle nel piatto e condirle a proprio piacere, con burro fresco e con buon olio, disponibili in tavola, gli spinaci al burro con o senza acciuga, e una insalata di cipolle rosse lesse in aceto, ben croccanti.  Ovviamente nelle nostre tavole d’inverno non si preparano proprio tutti i sette tagli (il cotechino e la gallina non mancano mai! ) ma vi assicuro che e’ buonissima la carne servita con i bagnetti e qua ne ricordo tre (rosso, con la passata di pomodoro, verde rustico, la ricetta che vi propongo e ricco con l’aggiunta di un uovo sodo)oltre la mostarda d’uva, che e’ favolosa (ho l’uva e voglio provare a farla)!!!  Ecco la ricetta del bagnetto verde, io con il mio prezzemolo in questo periodo ancora estivo lo servo con i pomodori, ma e’ ottimo anche con la carne in carpione.

Ingredienti:

prezzemolo140815_104123 (eccolo, quello del mio orto!!)
2 acciughe sotto sale
mollica di pane raffermo
aceto di vino bianco
spicchio d’aglio o scalogno, il vero bagnetto piemontese vuole l’aglio ma non mi piace, io metto lo scalogno e nessuno si lamenta!
olio d’oliva extravergine

Ora fate cosi’:
dopo aver lavato, asciugato e separato le foglie del prezzemolo dai gambi tritatelo abbastanza finemente con la mezzaluna (potete farlo anche con il mixer, lavoro piu’ veloce, mettete tutti gli ingredienti nel bicchiere dosatore e frullate, non troppo) unendo, continuando a tritare, l’aglio o lo scalogno e le acciughe dopo averle ben pulite e deliscate. Versare il trito in una ciotola, unire la mollica di pane raffermo dopo averla imbevuta nell’aceto e poi strizzata. Con un cucchiaio di legno mescolare bene gli ingredienti, aggiungere abbondante olio di oliva evo perchè la salsa raggiunga una consistenza morbida. Questa salsa verde e’ buona per le carni (infatti come ho citato prima accompagna il buon bollito piemontese), ma va provato anche con i pomodori da insalata tagliati a rondelle, con le acciughe e con le uova sode ! ) Ci sono naturalmente delle varianti, a seconda dei gusti e delle ricette di famiglia, per esempio si puo’ aggiungere 1 uovo sodo sbriciolato (bagnetto verde ricco) lo faceva mia suocera), mezzo peperone a dadini ( l’ho letto da qualche parte), 1 cipollotto fresco tritato oppure i capperi, anche un po’ di peperoncino e concentrato di pomodoro (bagnetto rosso). Io ho provato tutte le varianti, sono ottime, un consiglio, gustatelo anche solo con una fetta di pane abbrustolito,140817_124700 e’ buonissimo 🙂 oppure con il coniglio alla cacciatora che ho preparato stasera!! In questo modo 140831_122848avrei accontentato, sia Carlo Magno che Vittorio Emanuele II, 😀 😀 😀

Risotto giallo con le mazzancolle.

La vita e’ fatta di scelte, io ho scelto di stare a casa e ho lasciato un lavoro che mi piaceva abbastanza, perche’ ho preferito seguire il mio cuore, mancando mia mamma ho scelto di fare quello che faceva lei, coccolare la famiglia, ora mi prendo cura di mio papa’, ormai anziano, ho una grande responsabilita’ per la nostra casa che e’ una “casona” 🙂 , molto impegnativa, sia per la gestione che per la pulizia, ci ho pensato parecchio prima di prendere quella decisione, direi un po’ sofferta, e adesso che sono a casa, ormai da 9 anni, se ci penso non sarei stata ancora in pensione con le nuove leggi, sono contenta e serena. In questa mia nuova “societa’ ” i miei famigliari mi chiamano “il capo”, 🙂  io non mi sento tale, perche’ lavoro parecchio e per quanto ne so io, un capo comanda e fa lavorare gli altri, 🙂 io invece al limite chiedo aiuto quando ho veramente tante cose da fare, non ho il dono dell’ubiquita’, anche se a volte ho dei dubbi, 🙂 Nonostante io sia molto organizzata, sara’ il lavoro che svolgevo prima di stare a casa, ci sono dei giorni che vorrei fermare il mondo e scendere perche’ vorrei fare le cose con calma, del resto io sono cosi’, sono tranquilla, le cose le voglio far bene e per farle cosi’ ci vuole tempo, invece no, sono sempre di corsa, ma siamo tutti cosi’, corriamo troppo, io penso che tutti i piccoli problemi di salute che abbiamo siano dovuti a questo modo di vivere, troppo frenetico, e io che pensavo che stando a casa avrei avuto modo di fare le cose bene e con calma, mah! Mia mamma mi diceva, chi si ferma e’ perduto, 🙂 che saggia!!Pero’ ci sono momenti che ho proprio bisogno di rilassarmi, lalla e pccome adesso che sono al pc a scrivere. Una altra cosa che mi fa star bene e’ leggere un libro, mi siedo sulla poltrona o anche coricata a letto e via, non esiste piu’ nessuno, solo Willy che spunta sopra il libro e che mi avvisa che ha fame!! 🙂 Altra cosa che amo tantissimo e’ andare in giro per shopping, e dico shopping e non spesa alimentare , qua me la prendo davvero con calma, magari non spendo nulla, ma mi rilasso, entrare nei mega store dove ci sono scarpe, abiti, borse divisi in tre piani, oh quando entro in quei posti, non vorrei piu’ uscire, j’adore!!! 🙂 Altra cosa che adoro e’ stare nella mia cucina, ormai lo sapete, so sempre cosa voglio preparare ma a volte invento, sono concentrata, preparo tutti gli ingredienti con cura, e incomincio ad elaborare la ricetta, mi piace troppo, assaggio, aggiusto il gusto, non solo il mio, perche’ cerco sempre di soddisfare il gusto degli altri che ormai conosco a memoria, mio marito sbircia sempre e mi piace, ma non deve oltrepassare la soglia, 🙂 idem per gli altri, sto creando e non devono disturbarmi, 🙂 la cosa piu’ bella e’ quando tutto e’ preparato e si mangia, il cibo da soddisfazione se e’ preparato con cura e tanto amore. Ecco dopo tutto questo mio cianciare vi scrivo la ricetta di un risotto cosi’ buono e semplice da preparare, l’ho fatto venerdi’ che in genere preparo tutto pesce, e’ piaciuto molto, l’ho servito con un secondo di merluzzo alla mugnaia e fagiolini conditi con olio evo!!! Ingredienti: 320 g di riso, 170 g di mazzancolle pulite, 3 fiori di zucca, brodo, scalogno,prezzemolo, zafferano, formaggio grattugiato, 30 g di burro, 2 cucchiai di olio, sale e pepe. Ora fate cosi’: in una padella lasciate fondere una noce di burro e insaporitevi i fiori zucca tagliati a listarelle. Unite le mazzancolle, il prezzemolo tritato, regolate il sale e il pepe. In una casseruola scaldate due cucchiai d’olio e  una noce di burro e fatevi insaporire lo scalogno tritato finemente. Unite il riso, fatelo colorire e cuocetelo versando un mestolo di brodo caldo alla volta. A cinque minuti dalla fine unite lo zafferano diluito in poco brodo caldo, mescolate in modo che il risotto diventi di un giallo uniforme. A cottura ultimata mantecate con una noce di burro e il formaggio grattugiato, poi unite i fiori di zucca e le mazzancolle. Servite subito a tavola, 140131_124809e’ buonissimo!!!

Uova del cervino.

Stamattina sono andata in posta per pagare il bollettino degli esami del sangue di controllo di mio marito, tutto ok, a parte la somma pagata, esagerata, ma l’importante e’ che lui sta bene. Ho fatto la mia coda parlottando con le persone che conosco del paese, c’era parecchia gente, nel frattempo entra un signore, un postino e l’impiegata immediatamente ci ha detto, adesso dovete aspettare 5 minuti, devo mandare via la posta!! I cinque minuti pero’ si sono prolungati, ma, stiamo scherzando, erano le 11, per la posta c’e’ tempo fino a mezzogiorno, con tutte le persone che c’erano in quel momento non doveva neanche dirlo, se c’e’ uno che deve aspettare e’ il postino, quello e’ il suo lavoro! Sono rimasta male, non solo io, qualcuno si e’ lamentato “gentilmente” ma lei imperterrita ha continuato a parlare con il signore, oltretutto di cose non lavorative!! Sono uscita e sono andata a pagare la mia bolletta dal tabaccaio, io ho lavorato una vita nel privato, certo, lo so e’ diverso, ma prima di tutto ci sono i clienti, le persone non si fanno attendere in quel modo, non e’ il modo di lavorare!! Poi si trovano scuse, i tagli o altro, ma stamattina la persona addetta alla cassa pubblica e’ stata poco professionale e se posso dirlo e’ stata maleducata!!!  Vi scrivo una ricetta sfiziosetta, a noi e’ piaciutissima. Sono delle semplici uova, con formaggio e con contorno di funghi,  presentati nelle cocottine di terracotta, queste, colorate140111_121050 le ho comprate l’altra settimana, 🙂 sono carinissime!! Ecco gli ingredienti e come fare, potete al posto dei funghi utilizzare verdure cotte prima, non troppo, con uova e formaggio viene un mix buonissimo, gia’  provato!!! Occorrono, per quattro cocotte: 400 gr di champignons, 200 gr di fontina, 4 uova, 70 gr di burro, una foglia di alloro, 2 o 3 bacche di ginepro, se piace uno spicchio d’aglio, io non l’ho messo, ho usato lo scalogno, mezzo bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe. Mondate e lavate accuratamente i funghi, tagliateli a fettine e fateli rosolare in un tegame con 50 gr di burro, lo spicchio d’aglio o scalogno a fettine, l’alloro e il ginepro. Salate, pepate e bagnate con il vino e lasciate cuocere a fuoco medio/basso per 15 minuti.  A cottura ultimata togliere l’aglio se lo avete usato, il ginepro, l’alloro, e distribuite i funghi con il loro fondo di cottura in quattro ciotole di terracotta imburrate.  In una padella antiaderente fate dorare il rimanente burro e friggete velocemente le uova in modo che l’albume si rapprenda, ma il tuorlo resti morbido. Adagiate un uovo in ogni ciotola sopra i funghi e distribuite equamente la fontina che avrete precedentemente tagliato a piccoli cubetti.140111_122135Mettete le ciotoline in forno caldo a 240° , per 3-4 minuti in modo che il formaggio si possa sciogliere e coprire l’albume. 140111_124010Se non disponete delle ciotole di terracotta potete usare delle piccole pirofile o addirittura un unico recipiente largo e basso, nel quale farete un “letto” di funghi, mettendo sopra a corona le quattro uova semi-fritte e ricoprendo tutto con il formaggio. Le uova con le cocottine sono molto buone e presentate cosi’ 140111_124043sono anche molto scenografiche, 🙂 Dimenticavo, la fonte di questa ricetta e’ il guida cucina della  mia cara mamma.