🌷 Riso speziato ai gamberetti 🌷

Nel luccicore delle piantagioni allagate dove l’acqua riflette la mutevolezza del cielo, i contadini cinesi hanno, a volte, la suggestiva impressione di seminare il riso nelle nuvole. Questa immagine cosi’ poetica, evocata dai versi di una loro popolare canzone, potrebbe far credere meno duro il lavoro che, in realta’, la coltivazione del riso in quel Paese ancora richiede: la schiena piegata, le mani e i piedi per lunghe ore immersi nell’acqua, il volto disfatto per i vapori dell’umidita’, il sole dardeggiante, gli sciami d’irriducibili insetti. Da noi, fortunatamente, l’industrializzazione ha fatto lavorare, come dire?, tutti piu’ dritti. Insomma, non si vedono piu’ chine nei campi allagati le famose mondine, e si e’ persa l’eco dei canti con i quali ritmavano il loro pesante lavoro. E, oggi, la bilancia italiana “pesa” circa otto milioni di quintali di riso lavorato ogni anno. Ma ne consumiamo soltanto tre milioni e gli altri li esportiamo nel Nord Europa. Proprio cosi’. Il riso nel nostro Paese e’ d’uso quotidiano soltanto nelle regioni del Nord ed e’ quasi sconosciuto da Bologna in giu’, se non per alcuni piatti particolari come il sartu’ napoletano, i suppli’ romani, gli arancini siciliani. Eppure il riso e’ uno degli alimenti piu’ ricchi di sostanze nutritive e, in particolare quello italiano, offre il valore aggiunto che dovrebbe indurci a consumarne di piu’: non abbiamo infatti risi Ogm, i famigerati organismi geneticamente modificati. Dunque la qualita’ e’ garantita. E, di consequenza, il piatto ride. Il riso e’ un trasformista eccezionale. Sa cuocersi al vapore, alla creola, pilaf, all’inglese, alla cinese, alla valenciana, alla milanese. Sa essere una corona come un overture, un piedistallo per gli ossibuchi, una benedizione per le insalate variegate dell’estate. Inoltre e’ buono caldo, e’ buono freddo. E’ buono dolce, ma anche salato. Puo’ bastare? 🙂 ( Clelia D’Onofrio, dal libro il Cucchiaio d’Argento, riso e risotti!) Io l’ho scritto altre volte, adoro il riso cucinato in tutti i modi, lo mangerei anche in bianco condito con un filo d’olio d’oliva extravergine e parmigiano reggiano ma con un libro di riso e risotti come quello che ho citato prima non si puo’ che scegliere una ricetta per prepararsi un piatto da vero chef! Quello che vi consiglio oggi e’ buonissimo, l’ho preparato l’altro giorno, semplice e veloce da fare, eccovi la ricetta presa dal libro:  ingredienti per 4 persone: 320 g di riso, io ho usato il carnaroli, 150 g di gamberetti sgusciati, 1 bicchiere di vino bianco secco, brodo, scalogno, zafferano, curry, paprica, burro, olio, sale. Ora fate cosi’: in una casseruola scaldate due cucchiai di olio e una noce di burro, fatevi appassire lo scalogno tritato. Dopo alcuni minuti unite il riso. Mescolatelo, fatelo colorire bene, spruzzatelo con il vino e lasciate evaporare. Portate alla cottura versando un mestolo di brodo caldo alla volta. Volendo si possono aggiungere a meta’ cottura un peperone rosso tagliato a filetti e dopo 10 minuti 150 g di pisellini (io non l’ho fatto perche’ con i miei uomini era chiedere troppo, uno non ama i piselli, 😀 l’altro i peperoni, allora non li ho messi, ma ci stanno proprio bene, credetemi) Diluite lo zafferano con poco brodo e versatelo sul riso, mescolate, aggiungete mezzo cucchiaino di paprica e mezzo di curry e, infine, i gamberetti. Mantecate con una noce di burro e servite eccolo150217_120601impiattato, buonissimo 🙂 Naturalmente vi do altre idee, per esempio, questa, risotto, peperoni e crema di zola, che dire, fantastico, risotto peperons e zolae che ne dite di questa ricetta, risotto ai funghi porcini, s6300062il tempo lo permette ancora anche se stiamo aspettando la primavera, ieri qua c’era un bel sole anche se l’aria era decisamente fredda, oggi invece piove! Adoro la paella, e’ un po’ lunga e laboriosa da preparare, io la preparo in due modi, o cosi’  di solo pesce o altrimenti utilizzo l’altra ricetta dello chef Mandarano Giovanni della C.C., questa, buonissima, con l’aggiunta del pollo 🙂 Con il riso si possono fare d’estate delle buonissime insalate di riso, condite sempre in modo diverso e il riso cantonese, a me piace tantissimo, quando l’ho mangiato al ristorante ho cercato piu’ volte di farlo uguale ma non e’150113_111144facile perché fare il riso alla cantonese non è solo unire uovo, piselli e prosciutto cotto al riso e dargli una ripassata veloce nel saltapasta, secondo me ci sono dei segreti base per renderlo cosi’ particolare, dopo tanto girare nel web ho trovato la ricetta di Pei-san in cookaround, devo dire che non e’ male, bisogna solo trovare l’olio di sesamo (io l’ho trovato alla coop, ha un gusto intenso, quasi mandorlato, che ben si presta alle ricette etniche e alle fritture molto rapide), ma va bene anche quello di arachide, bisogna ricordarsi di cuocere il riso molto prima e farlo raffreddare per renderlo asciutto! Eccovi la ricetta se volete provare: 160g di riso Basmati, 240g di acqua (1 volta e 1/2 il peso del riso), 80g di cubetti di prosciutto cotto di Praga,80g di piselli congelati, 1 uovo (1 uovo ogni due persone), olio di sesamo o arachidi, sale, pepe. Ora fate cosi’: sciacquate il riso sotto l’acqua corrente velocemente,  versatelo in una pentola, aggiungeteci l’acqua e mettete sul fuoco a fiamma viva coprendo il riso con un coperchio che aderisca bene, possibilmente trasparente, così da poter controllare la cottura, non mettete il sale. Non appena l’acqua comincia a bollire, abbassate la fiamma al minimo e attendete che il riso abbia assorbito tutta l’acqua (ci vogliono all’incirca 10-12 minuti). A questo punto togliete dal fuoco, versate il riso in un contenitore e mettetelo da parte fino a quando sarà ora di utilizzarlo. Nel wok, versate un paio di cucchiai di olio, di sesamo o di arachide e fatelo scaldare bene. In una terrina sbattete l’uovo e poi versatelo nel wok mescolando spesso per strapazzarlo. Salate e pepate l’uovo. Sciacquate i piselli sotto l’acqua e poi asciugateli benissimo. Tagliate il prosciutto a piccoli cubetti, buttateli nella padella insieme all’uovo e cuocete a fuoco molto alto finché sara’ molto rosolato. Mettete ora da parte il tutto, versate un cucchiaio di olio nel wok e quando sarà caldissimo buttateci il riso e fatelo friggere, aggiungete il sale.
Quando alcuni chicchi di riso cominceranno ad essere abbrustoliti e a scurirsi, aggiungete il condimento di piselli, uovo e prosciutto e saltate per circa 30 secondi, dopodiché servite aggiungendo mezzo cucchiaino di olio. E’ ottimo, provatelo, non e’ esattamente come quello che servono al ristorante ma si avvicina molto, 🙂

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🐶 Sfoglia di verdure, porri, ricotta e zafferano 🐶

Le torte salate piacciono tantissimo a tutta la mia famiglia, io le preparo per la cena, metto tantissima verdura, in genere preparo quella di spinaci perche’ mia figlia li adora, qua trovate la ricetta classica con mozzarella oppure per cambiare uso la ricotta, lo stracchino oppure utilizzo gli avanzi, tanti tipi di formaggio, taglio tutto a dadini metto sugli spinaci anch’essi tritati e girati in padella con scalogno tagliato a fettine. Ho preparato la torta salata con gli spinaci anche a strudel, 141222_152022nella forma allungata, 141222_152253ricordatevi sempre di chiudere bene i lati e sopra la pasta sfoglia, di usare sempre sotto la sfoglia del pangrattato, aiuta a non bagnare troppo la sfoglia con l’umido delle verdure, e poi spennellate bene con il tuorlo leggermente sbattuto141222_154001 e fate dei tagli in mezzo,  141209_151629e’ buonissima, mi piace cambiare forma, ho fatto la stella a Natale, guardate il post, questo, e un altra volta ho fatto dei piccoli pacchetti con il fiocchetto ripieni di verdura e formaggio150110_162431troppo carini da servire150110_144544 e devo dire che sono buonissimi cosi’ piccoli!!! Per le torte salate uso spesso la pasta sfoglia, quella gia’ pronta, veloce e pratica da utilizzare,  a volte preparo la pasta di pane, qua la ricetta, avete mai provato a farla con le bietole, e’ di una bonta’ unica! Ieri sera, invece,  ho preparato  una torta salata svuotafrigo, 😀 avevo della verdure avanzate e le ho utilizzate per una cena squisita, per spennellare invece dell’uovo ho utilizzato lo zafferano che adoro, e’ venuta una meraviglia! 141124_152426Eccovi la ricetta: ingredienti, un rotolo di pasta sfoglia, ricotta 250 g, verdure che avete in frigo, io ho usato cavolo cappuccio e un porro ma potete usare altre verdure, parmigiano reggiano grattugiato, due fette di formaggio a fette, va benissimo la fontina, 2 uova, olio e sale. Fate cosi’: tritate finemente il porro e soffriggetelo in padella con un filo d’olio per qualche minuto, aggiungete il cavolo tagliato a listarelle sottili,  un po’ di acqua e un pizzico di sale e proseguite per qualche altro minuto. Frullate con il mixer la ricotta insieme alle uova e al parmigiano fino a ottenere una crema omogenea, poi mettete la crema ottenuta in una terrina e unite le verdure cotte,  regolate di sale e amalgamate bene. Foderate una teglia circolare di 24 cm, va benissimo quella della pizza, con un foglio di carta forno, rivestite il fondo con il disco di pasta e bucherellatelo con i rebbi di una forchetta, mettete del pangrattato in fondo per non bagnare troppo la pasta sfoglia. Distribuite il ripieno di ricotta e verdure in modo uniforme 141124_145840mettete le fettine di formaggio tagliate a listarelle e ripiegate verso il centro la pasta sfoglia in eccesso. Spennellate i bordi con lo zafferano sciolto in un po’ di acqua calda e infornate a 200 gradi per circa mezz’oretta! 141124_152401E’ buonissima, credetemi!! Ieri qua ha fatto bel tempo, c’era un bel sole, sembrava primavera, ho passato una giornata bellissima,  ho passeggiato con il mio cagnolino che era felicissimo di trotterellare senza cappottino, 😀 alla sera poi si e’ addormentato stanchissimo, ha dormito fino a stamattina presto poi mi e’ saltato addosso per svegliarmi, togliendomi le coperte (e’ tremendo, fa di tutto per farmi scendere dal letto! 😀  ) mio marito intanto mi ha preparato il caffe’, io volevo stare ancora un po’ nel letto perche’, al contrario di ieri,  oggi c’e’ stata una nebbia molto fitta quindi si stava benissimo a letto a dormire, ma con Willy cosi’ vivace e’ stato impossibile, 😀 (lui appena sveglio vuole uscire e giocare con la sua palla preferita), 150111_113630ogni tanto si allontanava perche’ mio marito, fischiettando lo chiamava per il biscottino,150111_114023ma dopo ritornava alla carica da me, 😀  150111_114048 non so, 150111_114041ma io ho avuto come l’impressione che quei due stamattina si sono messi d’accordo! 😀

 

Frittata di spinaci allo zafferano.

Adoro lo zafferano, lo userei dappertutto, non solo nella pasta e nel riso, pensate che l’ho usato nella preparazione del tiramisu’, qua trovate la ricetta, e’ buonissimo, ho fatto anche delle crostatine all’ananas con la crema allo zafferano qua la ricetta. Ho un libretto con tutte le ricette usando lo zafferano, ieri ho fatto la  frittata con gli spinaci. Prima di scrivervi la ricetta facile e veloce vi racconto un po’ di storia di questa “polvere d’oro”! Le notizie le ho trovate navigando nel web (taccuini storici.it):  nella storia lo zafferano e’ stato impiegato per diversi usi: per profumare, tingere tessuti, dipingere, curare alcune malattie, colorare alimenti e insaporire vivande. E’ una pianta erbacea originaria dell’Asia minore, e’ stata menzionata, pensate un po’, in un papiro egiziano del 1550 a.C. La mitologia greca ne attribuisce la nascita all’amore ricambiato di un bellissimo giovane di nome Crocus, che viveva al riparo degli Dei, per una ninfa di nome Smilace che però era la favorita del Dio Ermes. Il Nume, per vendicarsi di Crocus, trasformò il giovane in un bulbo. Omero, Virgilio e Ovidio ne parlano spesso nelle loro opere. Ad esempio nel IX e XII libro dell’Iliade si narra di come Isocrate facesse profumare i guanciali con lo zafferano prima di andare a dormire, e di come le donne troiane lo usassero per profumare i pavimenti dei templi. Lo zafferano si coltivava in Cilicia, Barbaria e Stiria. Scano scrive che i Sidoni e gli Stiri ci coloravano i veli delle loro spose ed i sacerdoti vi profumavano i templi per le grandi cerimonie religiose. Durante l’impero romano, aumentò la produzione di zafferano. Il lusso dell’epoca diede al croco una notevolissima importanza, e con esso erano profumate le abitazioni e i bagni imperiali. Con la caduta dell’Impero Romano la popolarità dallo zafferano venne meno, e la sua coltura sopravvisse in Oriente, nell’impero di Bisanzio, e nei paesi arabi. Attorno all’anno mille furono gli Arabi che ne reintrodussero in Europa la coltivazione attraverso la Spagna. Fino al Medioevo le pianta aveva il nome di croco, poi gli arabi lo cambiarono in za’faran (termine derivato dal persiano Sahafran) in riferimento al colore giallo assunto dagli stimmi dopo la cottura. In Italia la coltivazione dello zafferano è documentata dal XIII sec. (Toscana, Umbria, Abruzzo, Sardegna). Allo zafferano venivano attribuite virtù afrodisiache già in epoca classica, come testimoniano sia Dioscoride che Plinio, perché capace d’incrementare l’attività sessuale dei maschi e accrescere la cupidigia delle femmine.  Il cardinale Richelieu usava come eccitante una confettura allo zafferano, e alla fine dello stesso secolo il chirurgo francese Ambrogio Parè consigliava agli impotenti il risotto condito con questa spezia. Durante l’800 il pensiero scientifico era diviso fra chi riteneva la spezia debilitante e chi invece ne constatava gli effetti eccitanti sulla libido. All’inizio del XX sec. lo zafferano veniva ancora consigliato contro la sterilità femminile. Secondo la medicina naturale gli stimmi della pianta erano prescritti contro reumatismi, gotta, mal di denti e come abortivo, applicandolo sia direttamente sull’utero che assumendolo per via orale. Nella cucina medioevale e rinascimentale lo zafferano veniva impiegato oltre che per l’aroma anche per il colore, simile all’oro, quale antidoto contro tutti i mali. Un tempo possedere zafferano era una vera prova di ricchezza, per ottenere un chilo di stimmi necessitano duecentomila fiori, e le madri ne facevano la dote per le figlie. Ancora oggi in alcune aree del sud Italia c’è una tradizione secondo la quale per augurare felicità agli sposi viene cosparso il letto nuziale di fiori di croco. 

immagine presa dal web

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Ingredienti

500 gr di spinaci

4 uova

4 cucchiai di parmigiano reggiano

1 cuore di sedano tritato fine

50 g di burro

2 bustine di zafferano

sale e pepe

Ora fate cosi’: pulite bene gli spinaci e fateli cuocere in padella con un po’ di acqua, scolateli e strizzateli, tagliateli con il coltello a pezzetti. In una ciotola rompete le uova e sbattetele bene con una frusta, versate le bustine di zafferano e mescolate. Unite il parmigiano reggiano, salate e pepate, infine incorporate il sedano tritato e gli spinaci amalgamando tutti gli ingredienti. In una grande padella, sciogliete il burro e versate il composto, 140902_124731fate cuocere dolcemente, coprite la padella,cuocete finche’ la superficie della frittata risulterà cotta in maniera uniforme. Trasferite in un piatto da portata 140902_124947e’ buonissima!! 🙂

Pardulas de arrescottu.

Le pardulas di ricotta sono un dolce tipico della Sardegna che si prepara nelle feste, sopratutto a Pasqua, veramente io le ho assaggiate per la prima volta in estate, ero in vacanza  dalla mia amica Cristina, una sera ci ha portato un vassoio pieno di dolci tipici della Sardegna e fra i tanti buonissimi dolcetti e biscotti io mi sono “innamorata” di un cestino di pasta croccante con all’interno un morbido ripieno di ricotta e zafferano al profumo di limone e naturalmente ho chiesto la ricetta. Ho provato varie volte a riprodurre quella meraviglia, non e’ difficile l’esecuzione, ma la difficolta’ sta nel trovare la ricotta che hanno in Sardegna perche’ vi assicuro che un po’ il gusto cambia! Io ho usato la ricotta a fette, e’ piu’ soda e compatta, sono venuti comunque buonissimi, provate a farli, hanno un sapore unico nella loro semplicita’! Prima della ricetta vi racconto un po’ di storia che ho trovato gironzolando nel web: is Pardulas, dette anche formaggelle sono tra i dolci tipici della tradizione ogliastrina, in genere si preparano per ricorrenze e feste con ingredienti semplici: formaggio fresco, uova, limone, arancia, semola fine, zucchero e strutto. Nella tradizione is pardulas venivano preparate nel periodo pasquale e sono legate alla tradizione pastorale, il formaggio infatti veniva preparato dai pastori proprio nei mesi in cui ricorre la Pasqua e nella preparazione di questi dolci è indispensabile impiegare formaggio fresco di appena un giorno, non salato (chiamato casu e matula). Ingredienti: 500 g di ricotta, 200 g di farina 00 e 200 g di semola finissima (vi dico che se avete solo la farina va bene lo stesso!) 150 g di zucchero, 3 uova, 1 buccia d’arancia ed 1 di limone grattugiate, un pizzico di zafferano, un cucchiaio di strutto (tranquille usate pure il burro), sale. Ora fate cosi’: impastate la farina con la semola, se la usate e lo strutto o il burro, aggiungete un pizzico di sale e con l’acqua tiepida, usatene quanto ne basta, lavorare bene fino ad ottenere un composto compatto e liscio, ma non secco, formate una palla140404_211900 e copritela con un panno lasciandola riposare per 30 minuti. Mentre la pasta riposa setacciate la ricotta in una terrina, aggiungete le uova, lo zucchero, lo zafferano e la buccia dell’arancia e del limone grattugiati. Potete usare le fruste per rendere il composto piu’ cremoso e senza grumi. 140404_211841Mettete il composto in frigo, diventa piu’ sodo e quindi piu’ facile da utilizzare. Stendete l’impasto in sfoglia sottile e ritagliate dei cerchi con un coppapasta con un diametro di 6/8 cm circa. 140404_223910Mettete all’interno dei cerchi un cucchiaino di ripieno lasciando un po’ di spazio nei contorni e sollevando i bordi pizzicate i lati in modo da far rimanere dritto il bordo stesso e creare una sorta di cestino,140404_224209 sono troppo belli, 🙂 sembreranno delle stelle o dei piccoli soli! Sistemate le pardulas nella teglia precedentemente coperta con della carta forno antiaderente140404_225147 e mettetele nel forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti ma dipende dal forno, se sono troppo chiari lasciateli cuocere di piu’, comunque la pasta deve essere colorata e il ripieno dorato.140404_233331 Se vedete che si gonfiano un po’ non preoccupatevi e’ normale. Questi dolci mi piacciono tantissimo, 140404_233405sono molto delicati e quando li infornate sentirete che profumo!!!
 

Risotto giallo con le mazzancolle.

La vita e’ fatta di scelte, io ho scelto di stare a casa e ho lasciato un lavoro che mi piaceva abbastanza, perche’ ho preferito seguire il mio cuore, mancando mia mamma ho scelto di fare quello che faceva lei, coccolare la famiglia, ora mi prendo cura di mio papa’, ormai anziano, ho una grande responsabilita’ per la nostra casa che e’ una “casona” 🙂 , molto impegnativa, sia per la gestione che per la pulizia, ci ho pensato parecchio prima di prendere quella decisione, direi un po’ sofferta, e adesso che sono a casa, ormai da 9 anni, se ci penso non sarei stata ancora in pensione con le nuove leggi, sono contenta e serena. In questa mia nuova “societa’ ” i miei famigliari mi chiamano “il capo”, 🙂  io non mi sento tale, perche’ lavoro parecchio e per quanto ne so io, un capo comanda e fa lavorare gli altri, 🙂 io invece al limite chiedo aiuto quando ho veramente tante cose da fare, non ho il dono dell’ubiquita’, anche se a volte ho dei dubbi, 🙂 Nonostante io sia molto organizzata, sara’ il lavoro che svolgevo prima di stare a casa, ci sono dei giorni che vorrei fermare il mondo e scendere perche’ vorrei fare le cose con calma, del resto io sono cosi’, sono tranquilla, le cose le voglio far bene e per farle cosi’ ci vuole tempo, invece no, sono sempre di corsa, ma siamo tutti cosi’, corriamo troppo, io penso che tutti i piccoli problemi di salute che abbiamo siano dovuti a questo modo di vivere, troppo frenetico, e io che pensavo che stando a casa avrei avuto modo di fare le cose bene e con calma, mah! Mia mamma mi diceva, chi si ferma e’ perduto, 🙂 che saggia!!Pero’ ci sono momenti che ho proprio bisogno di rilassarmi, lalla e pccome adesso che sono al pc a scrivere. Una altra cosa che mi fa star bene e’ leggere un libro, mi siedo sulla poltrona o anche coricata a letto e via, non esiste piu’ nessuno, solo Willy che spunta sopra il libro e che mi avvisa che ha fame!! 🙂 Altra cosa che amo tantissimo e’ andare in giro per shopping, e dico shopping e non spesa alimentare , qua me la prendo davvero con calma, magari non spendo nulla, ma mi rilasso, entrare nei mega store dove ci sono scarpe, abiti, borse divisi in tre piani, oh quando entro in quei posti, non vorrei piu’ uscire, j’adore!!! 🙂 Altra cosa che adoro e’ stare nella mia cucina, ormai lo sapete, so sempre cosa voglio preparare ma a volte invento, sono concentrata, preparo tutti gli ingredienti con cura, e incomincio ad elaborare la ricetta, mi piace troppo, assaggio, aggiusto il gusto, non solo il mio, perche’ cerco sempre di soddisfare il gusto degli altri che ormai conosco a memoria, mio marito sbircia sempre e mi piace, ma non deve oltrepassare la soglia, 🙂 idem per gli altri, sto creando e non devono disturbarmi, 🙂 la cosa piu’ bella e’ quando tutto e’ preparato e si mangia, il cibo da soddisfazione se e’ preparato con cura e tanto amore. Ecco dopo tutto questo mio cianciare vi scrivo la ricetta di un risotto cosi’ buono e semplice da preparare, l’ho fatto venerdi’ che in genere preparo tutto pesce, e’ piaciuto molto, l’ho servito con un secondo di merluzzo alla mugnaia e fagiolini conditi con olio evo!!! Ingredienti: 320 g di riso, 170 g di mazzancolle pulite, 3 fiori di zucca, brodo, scalogno,prezzemolo, zafferano, formaggio grattugiato, 30 g di burro, 2 cucchiai di olio, sale e pepe. Ora fate cosi’: in una padella lasciate fondere una noce di burro e insaporitevi i fiori zucca tagliati a listarelle. Unite le mazzancolle, il prezzemolo tritato, regolate il sale e il pepe. In una casseruola scaldate due cucchiai d’olio e  una noce di burro e fatevi insaporire lo scalogno tritato finemente. Unite il riso, fatelo colorire e cuocetelo versando un mestolo di brodo caldo alla volta. A cinque minuti dalla fine unite lo zafferano diluito in poco brodo caldo, mescolate in modo che il risotto diventi di un giallo uniforme. A cottura ultimata mantecate con una noce di burro e il formaggio grattugiato, poi unite i fiori di zucca e le mazzancolle. Servite subito a tavola, 140131_124809e’ buonissimo!!!

La Paella alla Valenciana.

A me piace tantissimo, e’ un piatto che se riuscite a farlo a regola d’arte soddisfera’ molti palati, io ho proposto questa ricetta alla sera di capodanno, con le cappesante gratinate al forno servite con capricciosa e carotine con piselli in padella, pere al vino e struffoli napoletani. Una cena che e’ piaciuta a tutti, anche mio papa’ ha apprezzato molto e mi ha chiesto se la ricetta era quella della mamma: e si, proprio quella, anzi questa (ricetta che mia mamma e’ riuscita ad avere dallo chef Mandarano Giovanni della Costa Crociere, 😉140104_151623Vi scrivo la ricetta come l’ha scritta lo chef: un pollo tagliato a pezzi, mezzo kg di carne di vitello tagliata a pezzi, mezzo kg di piselli freschi, mezzo kg di peperoni tagliati a pezzi possibilmente rossi, un kg di seppie pulite tagliate a pezzi, un kg di calamari tagliati a pezzi come le seppie, un kg di muscoli( le cozze) puliti e sgusciati, un kg di gamberi senza testa, 2 cipolle tritate, aglio e prezzemolo tritato, 10 bustine di zafferano, 1 kg di pelati, 2 foglie di lauro, vino bianco, sale e peperoncino se lo gradisce. Procedura: in un tegame mettere l’olio e soffriggere la cipolla tritata, quando e’ pronta aggiungere il prezzemolo con l’aglio tritato, mettervi dentro il vitello e farlo rosolare bene e poi aggiungervi il pollo e farlo abbrustolire bene, poi mettervi il vino bianco. >In <una pentola con dell’acqua far bollire le seppie e i calamari e quando sono pronti metterli nel tegame del pollo, aggiungervi a tre quarti di cottura i piselli e i peperoni, mescolare bene il tutto, aggiungervi le bustine di zafferano, dopo i pelati, le due foglie di lauro, sale e peperoncino se lo si gradisce. Quando e’ quasi cotto aggiungervi i gamberi e i muscoli (se il composto e’ troppo asciutto mettervi un po’ d’acqua. Come si prepara il riso: in un tegame mettere un kg di riso giallo (vitaminizzato, e’ uno speciale trattamento per renderlo piu’ resistente alla cottura) dopo aver imburrato tutto il tegame, prendete una cipolla piccola, pulitela e infilateci 8 chiodi di garofano e mettetela nel riso, metteteci un po’ di olio e un po’ di burro, mettete il tegame sul fuoco e girate il tutto bene facendolo rosolare poi aggiungete il composto tenendone un terzo da parte, (il composto dev’essere bollente) girare bene tutto, appena bolle coprire e mettere in forno a 300 gr (250, io non ho il forno da 300 gradi 🙂  e lasciarlo 15 minuti, quando lo togliete dal forno con la forchetta lo sgranate, aggiungete quello che avete lasciato da parte e lo servite mettendoci per guarnizione le buccie dei muscoli ( le cozze). Non e’ semplicissima ma ne vale la pena,131231_122959 provare per credere!!! Qua trovate la ricetta delle cappesante, sul sito, cucchiaio d’argento,131231_192654 facili da fare e ottime con le verdure!!131231_192832Alla prossima, scrivero’ la ricetta di un dolce buonissimo, intanto stasera sono tutta incriccata, faccio prima a dire dove non ho male, quando sono tornata a casa stamattina dalla spesa ho fatto

come lei!!!! 🙂