Primi…pasta..riso…ravioli e gnocchi…

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🎅🎄🎁⛄Menu’ di Natale e tanti auguri di Buone Feste🎅🎄🎁⛄

Pubblicato 24 dicembre 2018 da Laura

Ci siamo quasi,  e’ tutto pronto per le feste piu’ amate di tutto l’anno, albero, presepe, preparativi, eccovi un po’ di idee, io ho fatto delle prove e i miei cari sono sempre contenti di questo mio pasticciare 😀 il menu’ finale e’ pronto, solo da stampare, 🙂  e da cucinare, oggi ho preparato i ravioli con i miei aiutanti, Chiara e Stefano, ❤

Antipasti caldi: Tortini di cardi con fonduta, li ho mangiati al pranzo della leva e li ho trovati fantastici:

1-1,5 kg cardi (piccoli e bianchi)

2 uova

4 cucchiai di parmigiano grattugiato,

40 g di burro

40 g di farina

400 ml di latte

noce moscata, sale, pepe bianco

burro e pangrattato per gli stampi

per la fonduta di parmigiano:

50 g di burro

50 g di farina

500 ml di latte

100-150 parmigiano grattugiato

Ecco come preparali: pulire i cardi, eliminate i filamenti con un pelapatate, lavateli, tagliateli a trancetti e metteteli a bagno in acqua acidulata con succo di limone. Tuffateli in acqua bollente non salata e fateli cuocere finché non saranno teneri (a seconda della dimensione, possono volerci dai 35 ai 50 minuti). Scolateli e strizzateli molto bene e frullateli fino a ridurli in una poltiglia. Trasferite il tutto in una padella con un pezzettino di burro e fate rosolare finché non si sarà asciugata bene l’acqua di vegetazione. A parte preparate una besciamella densa: fate sciogliere a fiamma moderata il burro, unite la farina e fate cuocere finché non diventerà dorato. Aggiungete il latte freddo poco per volta, insaporite con un pizzico di sale e una generosa grattugiata di noce moscata e mescolate finché la salsa non si sarà ben addensata (deve essere piuttosto soda). Trasferitela in una ciotola e fatela raffreddare con un velo di pellicola appoggiato a filo, per evitare che si formi la crosticina. Unite i cardi tritati alla besciamella e mescolate bene. Aggiungete il parmigiano (potete anche metterne di più, va un po’ a gusto) e i tuorli d’uovo. Assaggiate e solo a questo punto regolate di sale ed eventualmente di pepe. Montate gli albumi a neve ben ferma e incorporateli delicatamente al composto, mescolando dal basso verso l’alto con una spatola. Imburrate gli stampini e spolverateli con pangrattato, dividete il composto negli stampi (non fino all’orlo, crescerà durante la cottura per poi sgonfiarsi mentre si raffredda), spolverizzate la superficie con pangrattato e un pizzico di parmigiano e sistemate gli stampini in una teglia grande. Versate acqua fino a circa metà degli stampi e fate cuocere a bagnomaria in forno per circa 40 minuti a 180 °C. Sfornate e fateli raffreddare fuori dall’acqua.

Per la fonduta di parmigiano: preparate con farina, burro e latte una besciamella (come quella per lo sformato). Mettetela in un contenitore alto e unitevi il parmigiano grattugiato e un pizzico di sale. Frullate con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una consistenza cremosa. Se si formano dei grumi, passate la salsa al colino. Se la preparate in anticipo, copritela con pellicola a filo e scaldatela prima di servirla. Capovolgete gli sformatini appena tiepidi e coprite con una o due cucchiaiate di fonduta calda. Servite subito. Per circa 8 sformatini. Sono una meraviglia!

Paninetti gamberi e limone: io faccio l’impasto di pane ma potete usare i panini al latte che trovate dal panettiere, serviteli come antipasto caldo. Tagliateli a meta’ e spalmate burro o maionese, tritate grossonalamente i gamberetti cotti, mischiateli con la buccia di limone grattugiato e voila’, pronti, ricordate: i panini devono essere mignon altrimentri ci si riempie solo di quelli, 😀

Ravioli con spinaci e ricotta:qua c’e’ la ricetta , io penso ogni anno a qualcosa di diverso ma poi finisco sempre per preparare i ravioli di magro perche’ sono quelli che preferiscono,

Pesce spada al cartoccio con carote e peperoni, buonissimo qua la ricetta, 🙂

Crostata con marmellata al gusto che preferite, io ho utilizzato quella di cachi, favolosa!! Qua trovate la ricetta, ho solo cambiato il ripieno, 🙂

Tronchetto di Natale, quest’anno ho fatto il ripieno di ricotta e cioccolato Qua la ricetta, buonissimo, 🙂

Biscotti di frolla con cioccolatovedi la ricetta e’ qua 🙂

Vi faccio tanti auguri di Buone Feste, passate questi giorni con serenita’ e che la gioia continui per tutto il resto dell’anno nuovo, ❤ ❤ ❤ 

Lei e’ la mia gioia,

idem lui

Quando gli animali dimostrano la loro felicita’ sono meravigliosi, 😀

 

 

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🍴🍚🍴 Spaghetti Rummo con le cozze🍴🍚🍴

Pubblicato 7 novembre 2015 da Laura

                    Rummo_TeigwarenRummo_Teigwaren

La sua storia: era il 1846 quando, con i nostri cavalli Bruto, Baiardo e Bello iniziammo a percorrere le terre del Sannio alla ricerca dei migliori grani duri. Ogni viaggio iniziava e finiva a Benevento, sullo storico ponte di San Cosimo che permetteva alla via Appia di superare il fiume Sabato e raggiungere il nostro antico mulino.
Le acque dei fiumi muovevano le macine dei mulini e la famiglia Rummo, sfruttando con ingegno e passione i doni naturali della terra, iniziò con Antonio Rummo a produrre la pasta proprio in via Dei Mulini.
Nei secoli passati Benevento era zona strategica per l’antico mestiere dei mugnai. I commercianti dell’epoca, che trasferivano il loro grano dalla “Capitanata” (l’odierna provincia di Foggia) a Napoli, passando per Benevento ne approfittavano per trasformarlo in semola di altissima qualità.
Oggi, dopo più di 160 anni, l’antico pastificio Rummo di Via dei Mulini è diventato parte del cuore storico della città di Benevento e testimonianza di un’antica tradizione.
È grazie a questa lunga tradizione e all’esperienza di sei generazioni di maestri pastai che è nata Rummo Lenta Lavorazione®. (storia presa dal loro sito, questo, 🙂 )

La mia ricetta:

300 g di Spaghetti Rummo

250 g di cozze

100 g di pomodorini

uno spicchietto d’aglio

prezzemolo tritato

se vi piace un po’ di peperoncino piccante (piace a mio marito)

olio extravergine d’oliva

sale q.b.

Ora fate cosi’ : mettete le cozze in una padella con l’olio, una manciata di prezzemolo tritato e fatele aprire. Una volta aperte, rimuovete i molluschi dal guscio, lasciando le più belle intere che vi serviranno per decorazione, poi filtrate il fondo di cottura delle cozze. In un’altra padella, fate rosolare nell’olio caldo uno spicchio d’aglio e il peperoncino e, quando l’aglio inizia a prendere colore, unite i pomodorini. Nel frattempo fate lessare gli spaghetti al dente in abbondante acqua salata bollente. Dopo qualche minuto unite anche le cozze e lasciatele cuocere per un paio di minuti a fiamma alta mescolando bene per farle insaporire, salate come piace a voi. Scolate gli spaghetti e conditeli con il sugo appena realizzato, aggiungete infine il prezzemolo tritato. 150917_121830Servite gli spaghetti aggiungendo le cozze di decorazione e un filo di olio! Sono ottimi!! Se non vi piace il pesce ho preparato sempre con la pasta Rummo, questa volta ho utilizzato i fusilli, un piatto buonissimo, la pasta alla Norma, qua trovate la semplice ricetta, ❤151105_120131 Ho dei tag da postare ma li mettero’ piu’ avanti, promesso, intanto vi abbraccio, con tanto affetto, ❤10274

Sono sicura che a Silva questa vignetta sarebbe piaciuta, un abbraccio a lei, immenso, ovunque si trovi, ❤  Pensando a lei ho fatto la sua torta di zucca, qua trovate la sua ricetta, e’ buonissima, 151102_222915ho usato lo stampo in silicone, viene morbidissima, ho cotto la zucca senza togliere la buccia, 151031_200112tagliata a pezzi e cotta al forno151031_200850naturalmente potete metterla intera nel forno, a 200°, ci vuole solo piu’ tempo per renderla morbida, 40 minuti intera, mezz’oretta come ho fatto io! Provate a farla, io con quella zucca ho fatto due torte e con il rimanente il pane, buonissimo, postero’ piu’ avanti la ricetta, ❤

🍴🍄🍴Risotto ai funghi porcini 🍴🍄🍴

Pubblicato 16 settembre 2015 da Laura

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Questo e’ il periodo dei funghi che non amo particolarmente perche’ ho paura di mangiarli, sono sempre stata cosi’, ma sono troppo buoni quindi dove vado a far spesa, quando ci sono i porcini, li compro perche’ mi fido ma andare per funghi proprio non riesco! Pensare che mia mamma era bravissima! Quando ero ragazzina, in questo periodo, andavamo in montagna, dove i miei genitori avevano un pezzo di terra, passavamo il weekend e si andava per funghi! Mia mamma era quella che portava a casa i funghi piu’ belli, naturalmente nel posto c’era chi la consigliava sul raccolto, mi ricordo di un signore che si chiamava Gianni che voleva sempre mia mamma insieme a lui, diceva che era tanto brava quanto fortunata, le bastava spostare delle foglie secche sotto gli alberi per trovare dei porcini grandi come zucchini e il suo cesto era sempre strapieno! I funghi sono ottimi preparati al verde come contorno, come condimento per la pasta cotti nel sugo ma, secondo me, utilizzati nella preparazione del risotto danno il massimo, sono una vera goduria, vi scrivo la ricetta del risotto che mia mamma preparava per tutti, e’ di una bonta’ unica, non vi dico di utilizzare i funghi coltivati perche’ non e’ la stessa cosa, ci vogliono proprio i porcini per questa bonta’! Ecco la ricetta di Lidia, la mia mamma ❤ (nel corso degli anni in questo blog ho gia’ postato due volte o piu’ la ricetta del risotto con i funghi porcini, non importa, mi piace troppo, 😀 ) Ingredienti: 250 gr di riso superfino Arborio o Vialone+200 g di funghi porcini+1/4 di cipolla+1/2 spicchio d’aglio, io uso lo scalogno+un mazzetto di prezzemolo+40 g di burro+1/2 bicchiere di vino bianco secco+1/2 litro abbondante di brodo+3 cucchiai di formaggio grana grattugiato+sale+pepe. Ecco come prepararlo: pulite e lavate la cipolla, tritatela finemente e fatela appassire in una padella con 20 g burro, versarvi il riso e farlo insaporire a fuoco vivace mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, bagnare con il vino bianco e farlo evaporare. Aggiungere, poco alla volta, il brodo bollente mescolando di tanto in tanto e far cuocere per circa 15/18 minuti. Nel frattempo, pulire i funghi eliminando la parte terrosa dal gambo, strofinarli delicatamente con un telo pulitissimo e tagliarli a fettine. In un pentolino far scaldare il burro rimasto con lo spicchio d’aglio. Aggiungere i funghi e farli cuocere per 2/3 minuti a fuoco vivace. Salare, pepare, eliminare l’aglio, aggiungere il prezzemolo tritato e amalgamare i funghi al riso qualche minuto prima di toglierlo dal fuoco. Rimestare la preparazione con un cucchiaio di legno, spegnere il fuoco, aggiungere il formaggio grana grattugiato, mescolare nuovamente per distribuirlo bene e servirlo in tavola ben caldo, troppo buono!!!        Ecco i tag di questo mese: questo,  BRONZO – ARGENTO  – ORO TAG    “FIGURACCE” e’ di Carla, https://ladimoradelpensiero.wordpress.com lei e’ l’ideatrice, lo dedico a tutti voi, e’ troppo divertente, ecco le mie figuracce: bronzo, andavo a scuola ad Alessandria con la mia amica, Mery. Per raggiungere la scuola c’era il pullman, abitiamo tuttora in un paese che dista dalla citta’ 13 km. D’inverno si sa, quando nevica si forma una patina di ghiaccio per terra e quindi bisogna stare attenti a come si cammina. Uscite da scuola, in ritardo come al solito, andavamo a passo svelto, quando siamo arrivate alla stazione, alla fermata dei pullman la mia amica e’ salita sopra tranquilla mentre io sono scivolata e sono finita per terra mentre tutte le persone mi guardavano divertite, 😦 Argento: quando avevo Chiara piccina ho lavorato per un periodo di tempo, part time, alla scuola materna del mio paese. Un pomeriggio, dopo il pisolino, ho preparato la merenda ai piccoli, pane e marmellata, poi ci siamo seduti a cerchio sulle seggioline per mangiare, ho raccomandato a tutti i bimbi di non schiacciare troppo il panino e di stare attenti a non far uscire il ripieno, per prima ho dato un morso al mio panino e poi tutti i bambini hanno fatto uguale a me, i bimbi sono stati bravissimi mentre io ho fatto cadere tutta la marmellata per terra, 😀 😀 😀 Oro: ero giovane, lavoravo in un’agenzia di viaggio, in ufficio dovevo scrivere le note debito con la macchina da scrivere, mi davo tanto da fare, ero brava e andavo veloce, finito il lavoro sono andata dal capo, lui era al telefono e mi ha fatto cenno di rimanere e di aspettare, ho posato la cartellina con le note debito da firmare e mentre aspettavo, non ricordo bene perche’ l’ho fatto, ho appoggiato le mani sulla scrivania con i polsi all’infuori, cosi’ per intenderci, 5-2dx  e mi sono allungata dondolandomi, sono scivolata e sono finita bella lunga con la pancia sulla scrivania facendo cadere tutto per terra con lui che mi guardava esterefatto 😀 non mi ha licenziata ma che figuraccia!!!! Ecco il tag che ho preso da Cix,  (senti Tyron, siccome ho fatto il tuo gioco tu fai quello sopra, 🙂 ) io l’ho gia’ fatto ma le sue domande mi piacciono tanto, eccole:

1) Credi nell’oroscopo e segni zodiacali? non ci credo, pero’ a volte li leggo, sono divertenti!
2) A Natale qual’è la cosa che più ti fa sentire in atmosfera di festa? stare tutti insieme anche se mi ammazzo di lavoro, 🙂
3) La vera vacanza è … siccome a Natale si passa in famiglia tutti insieme, in vacanza desidero stare con lui in un isola deserta! 😀
4) Ti piace più fare regali o riceverli? farli, mi piace tantissimo!
5) Descrivimi le tue 4 stagioni: facilissimo, autunno, IMG000160 (foto personale), inverno il-maglione-per-l-inverno-freddo, primaveralalla in un campo. jpg, estate!images 😀 (foto prese dal web)
6) Ti piace giocare? a nascondino, tantissimo!! 😀
7) Se potessi esaudire un desiderio, quale esaudiresti? un desiderio solo, tutto per mia figlia, tanta felicita’, per sempre!!
8) Qual’è il piatto che più ti piace e quale più ti rappresenta? i dolci, io sono la torta del diavolo, 😉
9) Tra fit-watch, orologi da polso, pendolo, cucu, cellulare, quale preferisci e perchè? il cucu mi piace tantissimo, mi ricorda quando andavo da mia nonna al mare, che bello, quanta felicita’!
10) Qual’è la cosa più “schifosa” che tu abbia mai visto. Schifosa, Cix, non saprei, Alien, mi hanno portato al cinema a forza, non volevo andare, mi ha fatto troppo schifo quando ho visto quel coso uscire dalla pancia dell’astronauta, 😦 E per finire un po’ di pucciosita’, 150913_105821ieri mattina ha fatto un temporale con tuoni e lampi, io stavo stirando, Willy che ha paura dei tuoni e’ salito sul tavolo ed ha aspettato attento, guardate che bello, fino alla fine del temporale, poi tranquillo e’ sceso e si messo nel posto piu’ comodo per dormire, 150912_173207😀 😀 😀

🌻 Spaghetti dorati con code di gamberi 🌻

Pubblicato 14 maggio 2015 da Laura

Sono a dieta, come faccio a fare questo post, ho una fame, 😀 😀 😀 Perche’ io sono golosa di dolci ma posso farne a meno, quando ci vuole, con gli zuccheri non si deve esagerare, non tocco dolci anche se li preparo, poi mi consolo con mele, pere, banane, ciliegie, fragole, mirtilli, arance, ananas che sono dolci in natura e non fanno male! Ma la pasta, come si fa, noi non la mangiamo tutti i giorni ma quando preparo un bel piatto di pastasciutta la faccio proprio buona, come va fatta, al dente e con ingredienti sani, al sugo di pomodoro, al pesto, alla norma, con le zucchine…… Questa settimana ho preparato un primo piatto delizioso, gli spaghetti con le code di gamberi. Ho preparato questo piatto pensando a Silva, questa ricetta la dedico a lei e non posso non citare anche Affy e Bea, che prima di me hanno dedicato la loro ricetta alla dolcissima Silva! Questa e’ la ricetta di Silva: http://silvarigobello.com/2015/04/17/sugo-di-gamberi-al-succo-di-lime-e-peperoncino/ questa e’ la ricetta di Bea https://viaggiandoconbea.wordpress.com/2015/04/30/gamberi-in-padella-al-profumo-di-agrumi/ e questa https://afinebinario.wordpress.com/2015/05/02/oggi-code-di-gambero/  e’ quella di Affy! Ora, siccome come Silva anch’io dovevo far spazio nel freezer, 😀150512_113918vi racconto la mia ricetta, 🙂  Ingredienti per 4 persone: 300 g di spaghetti, 200 g di code di gamberi, 1 porro, 1 bustina di zafferano (ormai lo sapete che adoro questa spezia, purtroppo e’ anche la piu’ costosa!), 40 g di burro, 50 g di panna da cucina, sale, pepe, un bel ciuffetto di prezzemolo tritato fine! Ora fate cosi’: fate scaldare in un tegamino 20 g di burro, aggiungete il porro tagliato a lamelle, fate cuocere a fuoco moderato, deve ammorbidirsi senza dorare. Far sciogliere lo zafferano in poca panna e aggiungerlo al porro, insieme alla restante panna e un pizzico di sale e pepe. Portare ad ebollizione e togliere dal fuoco. In un altro tegamino far scaldare il burro rimasto ed aggiungere le code di gamberi sgusciate e ben pulite (ricordatevi sempre di togliere quel filetto nero, il gambero pulito150512_115843devo risultare cosi’!)  🙂 un pizzico di sale, il pepe e farli rosolare per qualche minuto, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno! Nel frattempo far cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata in ebollizione, scolarli al dente condirli con la salsa allo zafferano, i gamberetti e una manciata di prezzemolo appena tritato, mescolare e servire subito,  150512_120644sono una bonta’!! Adesso vi regalo un po’ di ricette spaghettate: 😀 , tanto per rimanere in tema ecco la pasta con le cozze e le vongole, mio marito quando la preparo e’ felicissimo, e’ praticamente ai miei piedi, 😀 posso fare tutto quello che voglio, piu’ o meno 😀 150509_122425la ricetta e’ questa (nella ricetta non ci sono le vongole potete aggiungerle o utilizzare solo le cozze); preferite gli spaghetti alla polpa di granchio, spaghetti alla polpa di granchioqua la ricetta, gli spaghetti con piselli, seppioline e cipolline caramellate sono buonissimi, spaghetti con seppioline, piselli e cipolline caramellate....qua la ricetta e che ne dite di un bel piatto di spaghetti al pesto di basilico e prezzemolo, appena raccolti dall’orticello, un profumo,spaghetti al pesto e prezzemoloeccoli e qua la ricetta, 😉 Ora vi presento gli spaghetti alla boscaiola, spaghetti  alla boscaiola...mio papa’ li adora, quando il tempo e’ piu’ fresco (le previsioni dicono che venerdi qua ci sara’ un temporale, io spero di no, sto troppo bene!) si possono preparare, ecco qua la ricetta! Gli spaghetti sirena, quelli con il tonno spaghetti sirenache buoni, 🙂 qua la ricettina; adesso incomincia la stagione, io non le ho ancora, parlo delle zucchine, ecco la foto, spaghetti alle zucchine e qua la ricetta, spaghetti con le zucchineuna delizia! Avete mai provato a fare gli spaghetti tricolore, con sugo di pomodoro e pesto, sono molto buoni, eccoli s6300270qua la semplice ricetta, 🙂 Gli spaghetti con le acciughe e pangrattato, Spaghetti con le acciughe e pangrattato!li faceva mia suocera, semplici e gustosissimi, la ricetta e’ qua, 🙂 Ecco una pasta che adoro, le linguine, io quando non vado di “prescia” le faccio in casa, altrimenti sono buonissime quelle comprate, il salmone, buonissimo, eccovi qua la ricetta delle linguine al salmone e pesto alla rucola, spaghetti con salmone al pesto di rucola una meraviglia. La pasta alla Norma,pasta alla normache dire, una bonta’,  naturalmente si possono anche usare gli spaghetti, la ricetta, qua .Gli spaghetti con il sugo di pomodoro e le polpettine Come Lilly e il vagabondo!!!!!qua la ricetta e adesso basta, vado a farmi gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, 😀Immagine 001sono semplici, veloci da fare e piacciono a tutti, io non amo l’aglio ma la fame puo’ tutto, 😀 😀 😀 qua la ricetta, 😉

Adesso vi parlo di Crom Award, un premio inventato da Gianni (solo lui poteva inventarselo! 😀 ) questo premio mi e’ stato regalato da Laura del blog https://raccontidalpassato.wordpress.com/2015/05/05/crom-award/e da Carla del blog https://ladimoradelpensiero.wordpress.com/2015/05/06/il-crom-award-novita/ Che fare se si riceve la nomination? Minimo bere da una coppa di bronzo, combattere con spade a due mani, leggere fantasy di quella dura, mandare al diavolo chi non ci sta bene, affrontare serpenti di quindici metri … (Gianni!!!! 😀 😀 😀 ) la coppa ce l’ho ma e’ dorata, e’ di mio marito quando faceva le gare, correva! Le spade, a si, ho le spade che ho comprato a Barcelona, il libro fantasy,  sto aspettando Laura del blog, racconti del passato, che pubblichi il suo fantasy intanto leggo i racconti di Gianni, 🙂 mandare al diavolo qualcuno, non riesco, al limite lo ignoro, affrontare serpenti di quindici metri, non ci penso proprio!!!!

Cosa dire? Niente, qui non si ringrazia nessuno 🙂 Niente assegnazioni pari merito, niente scuse per chi non si premia. Si deve solo mettere il link a chi vi ha segnalato a Crom! Ho messo i link ed io ringrazio lo stesso e nomino tutti!!! (ditelo a Gianni, no, ci parlo io, 😀 )

Altro? Sì rispondere, SEMPRE, a questa domanda:  Avete un libro o un film, o tutti e due, che vi ha portato a leggere? Citateli e dite cosa è successo dopo. Piccole donne, me lo leggeva la sera mia mamma prima di addormentarmi, ❤ che bel ricordo, grazie a tutti voi per avermi fatto tornare indietro, mia mamma era dolcissima e anche se era stanca si sedeva sul letto e ci raccontava il libro scelto da noi, a me piaceva piccole donne, a mio fratello 20.000 leghe sotto i mari di Verne (al pomeriggio dopo i compiti giocavamo, mio fratello aveva fatto con una tenda il Nautilus, io ero il marinaio Ned e lui Capitano Nemo, 😀 😀 😀 ) Ecco il roseto adesso, e’ bellissimo, b11177e1-5ec5-4d21-b015-e5f0b133807fil mio cucciolo che anche quando dorme corre, 😀 150513_135113il suo nuovo giochino, una ciabattina che suona, 150508_171916il mio comodino 150507_135908il suo comodino150513_135101😀 😀 😀

🌷 Riso speziato ai gamberetti 🌷

Pubblicato 24 febbraio 2015 da Laura

Nel luccicore delle piantagioni allagate dove l’acqua riflette la mutevolezza del cielo, i contadini cinesi hanno, a volte, la suggestiva impressione di seminare il riso nelle nuvole. Questa immagine cosi’ poetica, evocata dai versi di una loro popolare canzone, potrebbe far credere meno duro il lavoro che, in realta’, la coltivazione del riso in quel Paese ancora richiede: la schiena piegata, le mani e i piedi per lunghe ore immersi nell’acqua, il volto disfatto per i vapori dell’umidita’, il sole dardeggiante, gli sciami d’irriducibili insetti. Da noi, fortunatamente, l’industrializzazione ha fatto lavorare, come dire?, tutti piu’ dritti. Insomma, non si vedono piu’ chine nei campi allagati le famose mondine, e si e’ persa l’eco dei canti con i quali ritmavano il loro pesante lavoro. E, oggi, la bilancia italiana “pesa” circa otto milioni di quintali di riso lavorato ogni anno. Ma ne consumiamo soltanto tre milioni e gli altri li esportiamo nel Nord Europa. Proprio cosi’. Il riso nel nostro Paese e’ d’uso quotidiano soltanto nelle regioni del Nord ed e’ quasi sconosciuto da Bologna in giu’, se non per alcuni piatti particolari come il sartu’ napoletano, i suppli’ romani, gli arancini siciliani. Eppure il riso e’ uno degli alimenti piu’ ricchi di sostanze nutritive e, in particolare quello italiano, offre il valore aggiunto che dovrebbe indurci a consumarne di piu’: non abbiamo infatti risi Ogm, i famigerati organismi geneticamente modificati. Dunque la qualita’ e’ garantita. E, di consequenza, il piatto ride. Il riso e’ un trasformista eccezionale. Sa cuocersi al vapore, alla creola, pilaf, all’inglese, alla cinese, alla valenciana, alla milanese. Sa essere una corona come un overture, un piedistallo per gli ossibuchi, una benedizione per le insalate variegate dell’estate. Inoltre e’ buono caldo, e’ buono freddo. E’ buono dolce, ma anche salato. Puo’ bastare? 🙂 ( Clelia D’Onofrio, dal libro il Cucchiaio d’Argento, riso e risotti!) Io l’ho scritto altre volte, adoro il riso cucinato in tutti i modi, lo mangerei anche in bianco condito con un filo d’olio d’oliva extravergine e parmigiano reggiano ma con un libro di riso e risotti come quello che ho citato prima non si puo’ che scegliere una ricetta per prepararsi un piatto da vero chef! Quello che vi consiglio oggi e’ buonissimo, l’ho preparato l’altro giorno, semplice e veloce da fare, eccovi la ricetta presa dal libro:  ingredienti per 4 persone: 320 g di riso, io ho usato il carnaroli, 150 g di gamberetti sgusciati, 1 bicchiere di vino bianco secco, brodo, scalogno, zafferano, curry, paprica, burro, olio, sale. Ora fate cosi’: in una casseruola scaldate due cucchiai di olio e una noce di burro, fatevi appassire lo scalogno tritato. Dopo alcuni minuti unite il riso. Mescolatelo, fatelo colorire bene, spruzzatelo con il vino e lasciate evaporare. Portate alla cottura versando un mestolo di brodo caldo alla volta. Volendo si possono aggiungere a meta’ cottura un peperone rosso tagliato a filetti e dopo 10 minuti 150 g di pisellini (io non l’ho fatto perche’ con i miei uomini era chiedere troppo, uno non ama i piselli, 😀 l’altro i peperoni, allora non li ho messi, ma ci stanno proprio bene, credetemi) Diluite lo zafferano con poco brodo e versatelo sul riso, mescolate, aggiungete mezzo cucchiaino di paprica e mezzo di curry e, infine, i gamberetti. Mantecate con una noce di burro e servite eccolo150217_120601impiattato, buonissimo 🙂 Naturalmente vi do altre idee, per esempio, questa, risotto, peperoni e crema di zola, che dire, fantastico, risotto peperons e zolae che ne dite di questa ricetta, risotto ai funghi porcini, s6300062il tempo lo permette ancora anche se stiamo aspettando la primavera, ieri qua c’era un bel sole anche se l’aria era decisamente fredda, oggi invece piove! Adoro la paella, e’ un po’ lunga e laboriosa da preparare, io la preparo in due modi, o cosi’  di solo pesce o altrimenti utilizzo l’altra ricetta dello chef Mandarano Giovanni della C.C., questa, buonissima, con l’aggiunta del pollo 🙂 Con il riso si possono fare d’estate delle buonissime insalate di riso, condite sempre in modo diverso e il riso cantonese, a me piace tantissimo, quando l’ho mangiato al ristorante ho cercato piu’ volte di farlo uguale ma non e’150113_111144facile perché fare il riso alla cantonese non è solo unire uovo, piselli e prosciutto cotto al riso e dargli una ripassata veloce nel saltapasta, secondo me ci sono dei segreti base per renderlo cosi’ particolare, dopo tanto girare nel web ho trovato la ricetta di Pei-san in cookaround, devo dire che non e’ male, bisogna solo trovare l’olio di sesamo (io l’ho trovato alla coop, ha un gusto intenso, quasi mandorlato, che ben si presta alle ricette etniche e alle fritture molto rapide), ma va bene anche quello di arachide, bisogna ricordarsi di cuocere il riso molto prima e farlo raffreddare per renderlo asciutto! Eccovi la ricetta se volete provare: 160g di riso Basmati, 240g di acqua (1 volta e 1/2 il peso del riso), 80g di cubetti di prosciutto cotto di Praga,80g di piselli congelati, 1 uovo (1 uovo ogni due persone), olio di sesamo o arachidi, sale, pepe. Ora fate cosi’: sciacquate il riso sotto l’acqua corrente velocemente,  versatelo in una pentola, aggiungeteci l’acqua e mettete sul fuoco a fiamma viva coprendo il riso con un coperchio che aderisca bene, possibilmente trasparente, così da poter controllare la cottura, non mettete il sale. Non appena l’acqua comincia a bollire, abbassate la fiamma al minimo e attendete che il riso abbia assorbito tutta l’acqua (ci vogliono all’incirca 10-12 minuti). A questo punto togliete dal fuoco, versate il riso in un contenitore e mettetelo da parte fino a quando sarà ora di utilizzarlo. Nel wok, versate un paio di cucchiai di olio, di sesamo o di arachide e fatelo scaldare bene. In una terrina sbattete l’uovo e poi versatelo nel wok mescolando spesso per strapazzarlo. Salate e pepate l’uovo. Sciacquate i piselli sotto l’acqua e poi asciugateli benissimo. Tagliate il prosciutto a piccoli cubetti, buttateli nella padella insieme all’uovo e cuocete a fuoco molto alto finché sara’ molto rosolato. Mettete ora da parte il tutto, versate un cucchiaio di olio nel wok e quando sarà caldissimo buttateci il riso e fatelo friggere, aggiungete il sale.
Quando alcuni chicchi di riso cominceranno ad essere abbrustoliti e a scurirsi, aggiungete il condimento di piselli, uovo e prosciutto e saltate per circa 30 secondi, dopodiché servite aggiungendo mezzo cucchiaino di olio. E’ ottimo, provatelo, non e’ esattamente come quello che servono al ristorante ma si avvicina molto, 🙂

Polenta taragna con baccala’ alle cipolle di tropea.

Pubblicato 22 novembre 2014 da Laura

Esiste una vera e propria cultura della Polenta, e’ un cibo che ci rimanda alle nostre origini contadine e quindi al passato, un tempo era il cibo dei poveri, ma oggi questo piatto e’ totalmente rivalutato: ai giorni nostri non e’ piu’ un piatto povero ma sono persino nati itinerari gastronomici per degustare la polenta. Fu Cristoforo Colombo che porto’ in Europa insieme ai fagioli e ai pomodori, alcuni semi di una pianta chiamata “MAHIZ” (Granoturco) che gli indigeni usavano insieme alla farina per preparare polente arricchite da vari ingredienti come le salse, i legumi, la carne o i formaggi. Questo permetteva loro di non ammalarsi come succedeva invece ai nostri antenati di pellagra. La malattia colpiva principalmente le popolazioni montane che consumavano tale cibo quotidianamente senza l’apporto di altri elementi molto importanti come le vitamine indispensabili ad una dieta equilibrata. Ogni regione fa della polenta la sua specialità: in Lombardia la polenta “concia” si farcisce a cottura ultimata utilizzando parmigiano o gorgonzola. In Piemonte si condisce aggiungendo in cottura la fontina e la toma fresca, insaporendo poi il tutto con aglio e pepe. La polenta “pasticciata” è una vera bonta’: si mettono le fette di polenta avanzata in una tortiera imburrata, si condisce con parmigiano grattugiato e Gruyère, sopra si mette il sugo ai funghi o alla salsiccia, si mette tutto in forno per una ventina di minuti, provatela, 😉 in Friuli per celebrare il Premio Nonino, l’ultima domenica di gennaio, fra tante prelibatezze, non manca mai la classica polenta gialla. A Treviso viene servita per tradizione anche polenta di mais bianco, viene accompagnata da gustosi e ricchi piatti di selvaggina.  Nel Bergamasco, in Val Brembana e Val Seriana, viene servita con ottimi brasati, funghi, cacio di malga e formaggi d’alpeggio. Piatto tradizionale del passato era “polenta e oseij” ora soppiantato dagli “uccelletti scappati” a base di fegato, codeghi (cotechini) e salsiccia. A Cavour, in provincia di Torino, proprio all’inizio dell’inverno, si celebrano i festeggiamenti di “Polenta Passione”, dove i convegni si alternano a tipiche degustazioni insieme ad assaggi gustosissimi proposti con varietà di polente derivanti da farine sapientemente ricuperate (dal “Marano” e dal “Biancoperla”). In alcuni paesi del Monferrato e dell’Astigiano, dove abito io,  si rievoca tale manifestazione allestendo nelle piazze polente di alcuni quintali, 🙂 ovviamente ben condite. Famose fra tante quella di Ponti (Acqui Terme) che si tiene la domenica precedente il carnevale e quella di Monastero Bormida che si svolge la seconda domenica di maggio, dove nei vicoli del centro storico sono ricreati gli antichi mestieri (e’ bellissimo!). Altre polente vengono allestite a Bubbio (Asti) la prima domenica dopo la Pasqua ed a Cassinasco (Asti) la seconda domenica di Maggio. Le farine per polenta si distinguono in “gialla”, la più usata che proviene dal mais (chiamato anche granoturco) che può essere macinata in grana grossa (sbramato) o in grana fine e in “bianca” (varietà “Biancoperla”) attualmente poco usata, ma giustamente difesa da Slow Food (è una associazione internazionale no profit impegnata a ridare valore al cibo). La farina di grano saraceno, “grigiastra”, è priva di glutine (preziosa quindi per i celiaci), e’ questa la farina usata per la polenta “taragna”. Queste informazioni le ho trovate gironzolando nel web, ora ci vuole la mia ricetta, posso dirvi che a casa mia, quand’ero piccina, la polenta non la mangiavamo spesso, mentre quando andavamo in montagna in vacanza la polenta era servita in mille modi a tavola! Il ricordo che ho di questo piatto particolare che, per me, e’ di una bonta’ unica e’ la vecchina che rimestava la polenta nel paiolo di rame sulla stufa, il suo sembrava quasi un gesto simbolico, girava la polenta sempre nello stesso senso, poi aiutata da mani forti, giravano il paiolo con la polenta fumante sopra un enorme tagliere di legno, ognuno si serviva a piacere, c’erano sughi ai funghi, alla salsiccia, formaggi, c’era la focaccia cotta nel forno a legna ancora calda, io ero piccola, avro’ avuto cinque, sei anni, ma i ricordi di questi momenti li ho impressi nella mia mente come quei sapori di un tempo cosi’ genuini che sapevano di buono! Ecco come preparare la polenta, potete comprare quella che preferite, bianca o gialla. Ingredienti per sei persone circa: 350 g di polenta rustica (bianca o gialla), 2 lt di acqua e sale(2 cucchiaini). Riempite la pentola con l’acqua che porterete ad ebollizione a fuoco vivace ed aggiungete il sale, io vi consiglierei di usare un paiolo di rame ma va benissimo una pentola a bordi alti! Quando il sale si sara’ sciolto e l’acqua sta bollendo, spegnete la fiamma (non preoccupatevi, cosi’ facendo eviterete le ustioni causate dalle bolle della polenta). Sempre con la fiamma spenta, iniziate con una mano a versare la farina di polenta a pioggia con dei gesti circolari (per non far attaccare la polenta alla pentola) poco alla volta, con l’altra mano mescolate continuamente sempre nello stesso senso (per non far formare dei grumi). Continuate a mescolare fino a che non avrete versato tutta la polenta, riaccendete la fiamma a fuoco lento e fate bollire di nuovo, mescolate sempre nello stesso senso alternato da precisi movimenti traversali per circa 40 minuti (o il tempo indicato nella confezione), poi con un gesto deciso rovesciate la polenta sul tagliere di legno, eccola, buona, 141113_123801fumante! Ora naturalmente ci vuole il condimento, qua ho fatto un bel sugo 141025_121842ai funghi, si puo’ versare direttamente sulla polenta 141025_121825oppure ognuno dei commensali si versa con il mestolo la sua porzione nel piatto! Un altro modo di servirla e’ con il sugo alla salsiccia, ottimo, oppure si puo’ servirla al forno: si fa freddare nel tagliere la polenta e il giorno dopo si divide in rombi uguali, si mettono in un tegame a strati alternando sugo e formaggio filante, si inforna giusto il tempo per far sciogliere il formaggio, una goduria, credetemi! Altro modo, questo, 141113_123748con il gorgonzola, ne ho parlato prima, e’ una preparazione tipica della Lombardia, a me cosi’ piace tantissimo!!! Io in genere la preparo con il coniglio alla cacciatora qua trovate la ricetta! L’altro giorno ho preparato la polenta taragna, buonissima, quella che preferisco, con il baccala’ alle cipolle di tropea, mio marito ed io, quel giorno era il nostro anniversario: abbiamo festeggiato 33 anni di matrimonio, ci siamo guardati e insieme abbiamo pronunciato la stessa esclamazione di gradimento per il buon cibo che stavamo godendoci! 😉 Ora vi scrivo la ricetta del baccala’: naturalmente per la polenta potete usare anche quella gialla, l’insieme e’ comunque buonissimo! Il baccala’ con la polenta taragna e’ una tipica ricetta del bergamasco, della Valle Brembana. Il merluzzo sotto sale (baccalà) o essiccato (stoccafisso o pesce ‘stocco’) è sempre stato tradizionalmente il “pesce” dei bergamaschi, assieme a quello nostrano di laghi e fiumi, qui da noi in Piemonte si trova facilmente, mia mamma quando preparava la polenta, lei usava quella gialla, la accompagnava spesso con il baccala’, questa e’ la sua ricetta: mezzo kg di baccala’ sotto sale oppure un pacchetto di filetti sempre dello stesso peso, 500 gr di pomodori, va benissimo anche la passata, 400 gr di cipolle di tropea, mezzo litro di latte, mezzo bicchiere di olio, farina, sale e olio da frittura. Dissalate e ammolate il baccala’ per 24 ore, (per dissalare il baccalà: porre il baccalà sotto un getto di acqua corrente per togliere il sale in eccesso. Riporlo in una bacinella capiente e ricoprirlo di acqua fresca. Lasciarlo in ammollo per 24-36 ore, cambiando l’acqua il più sovente possibile (l’acqua deve essere molto fresca affinché il pesce si mantenga sodo), in questo caso, dopo due/tre risciacqui con acqua all’ultimo risciacquo usate il latte e lasciatelo ammollare con esso 141120_113601Nella padella da frittura con l’olio che fuma immergete i pezzi di baccala’ infarinati,141121_112638 friggeteli e sgocciolateli dorati e croccanti. In una teglia larga versate il mezzo bicchiere di olio e fatevi dorare e macerare le cipolle141121_112827 tagliate a fettine, ponete in questa teglia le fette di baccala’ fritte, aggiungete i pomodori pelati, salate se occorre, io non uso mai sale quando preparo il baccala’, e fate cuocere per 30 minuti. 141121_115304Preparate la polenta mentre cuoce il pesce141121_121902quella che preferite, e servitela con il pesce, 141121_123051e’ un piatto fantastico, garantisco, 🙂 Mentre sto scrivendo il post guardate un po’ il mio cagnolino, 141116_180004come dorme tranquillo, pero’ se scatto la foto141116_180047apre subito l’occhietto, 😀 😀





 

Pansoti con spinaci e ricotta.

Pubblicato 6 marzo 2014 da Laura

Nella mia famiglia ci sono due salernitani, i miei genitori, alessandrini, mio fratello maggiore ed io e naturalmente i nostri figli tutti e due nati ad Alessandria; i felizzanesi sono mio fratello minore e mio marito, i miei suoceri che erano, lei piemontese , lui veneto , poi c’e’ il fidanzato della Chiara, genovese. Conosco tutti i dialetti, non so parlarli, purtroppo, mi e’ sempre piaciuto ascoltare la loro musicalita’, e mi piace la cucina, campana, veneta, piemontese e genovese, non escludendo tutte le altre ricette regionali, imparo sempre qualcosa da tutti, quando sono andata in Sardegna dalla mia cara amica, per esempio, ho mangiato dei dolci squisiti fatti con la ricotta e quando sono tornata a casa ho provato a copiarli, sono di una bonta’ unica, certo che la loro ricotta fa la differenza. Li faro’ nuovamente e postero’ la ricetta, intanto vi scrivo la ricetta dei pansoti con gli spinaci e ricotta che, pensate un po’, preparava mia mamma che come ho detto era campana, ma sono una ricetta tipica della Liguria, io li ho conditi con burro e formaggio ma dovete assolutamente provarli con il sugo di noci. La ricetta non e’ di mia mamma, l’ho presa dal libro, il cucchiaio d’argento. Vi scrivo anche la ricetta del sugo di noci. Ingredienti per la pasta: 400 g di farina, 3 uova, due cucchiai di vino bianco secco; per il ripieno: 800 g di spinaci o erbette o scarola, 200 g di ricotta, 2 uova, formaggio grana grattugiato. Per condire: 150 g di gherigli di noce, mollica di pane, latte, 50 g di formaggio grattugiato, 20 g di burro, olio, sale. A Genova usano anche l’aglio sia nel ripieno che nel sugo di noci, io nel ripieno non l’ho messo. Ora fate cosi’ : preparate la pasta con la farina, uova, se serve aggiungete un po’ di acqua, il vino e il sale, lasciatela riposare mezz’ora. Lessate gli spinaci o altre verdure scelte,  tritateli con il mezzo spicchio d’aglio, se l’usate, e mescolateli con la ricotta, le uova e tanto formaggio grattugiato quanto basta per dare consistenza al composto. 140304_115557Stendete la pasta a sfoglia, distribuitevi sopra il ripieno a mucchietti. Intorno a ogni mucchietto ritagliate con il coppapasta un rotondo di pasta e ripiegate in due a mezzaluna, fermate la pasta ai bordi con i rebbi della forchetta. Potete fare la forma che volete, a triangolo o a tortellone, unendo i lembi. Devono comunque essere piuttosto grandi per fare onore al loro nome. 140304_135114Preparate la salsa: sbollentate i gherigli di noce, togliete loro la pellicina e pestateli con mezzo spicchio d’aglio, qua ci vuole,  un po’ di mollica di pane bagnata nel latte e strizzata. Quindi diluite il composto con l’olio fino a ottenere una salsa fluida, eventualmente aggiungete uno/due cucchiai d’acqua di cottura degli spinaci o erbette. Lessate i pansoti in abbondante acqua salata, scolateli. Conditeli con la salsa alle noci, alcuni fiocchetti di burro e abbondante formaggio grattugiato. Mescolate e servite. Fare la pasta in casa non e’ difficile, ci vuole del tempo, questo sicuro ma e’ troppo divertente, se avete a disposizione due belle braccia forti, fatevi aiutare, 🙂 mio marito e’ sempre disponibile, non so se lo fa per la pasta, che mangia cruda o per stare con me, 🙂 provate,  assaggiateli appena pronti con olio e una grattata di formaggio grana, quello buono, chiudete gli occhi e godetevi la meraviglia che avete appena preparato!!140304_123640A proposito di famiglia, pucu3-1ecco una foto che adoro, la conservo gelosamente, le quattro generazioni (la bisnonna, mia suocera, io e la mia Kiaretta a 4 anni!!!)

Le mille curiosità

Imparare cose nuove è bello, trasmettere ciò che si ha imparato lo è ancora di più

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