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🍅🥕🥔🍆🌶️🥒Il Peperone🍅🥕🥔🍆🌶️🥒

Pubblicato 15 luglio 2018 da Laura

Eccomi qua,  e’ da un po’ di tempo che non pubblico ricette nel mio bel blog, l’ultimo post risale al 30 di marzo, cosa ho combinato in questi mesi? Nel mese di aprile ho incominciato a far pulizia nell’orticello e con mio marito abbiamo preparato il terreno per essere coltivato, lui poi ha seminato pomodori, cipolle rosse, cipolle bianche, basilico, prezzemolo…. Il mese di maggio e’ partito male, al primo e’ mancata una mia amica di gioventu’, con lei ho passato tante belle domeniche in discoteca insieme a Meri l’amica del cuore,  abbiamo girato per il Monferrato con i motorini, serate alle feste di paese, ho ricordi bellissimi di lei, ❤ La notizia della sua scomparsa mi ha colto di sorpresa, sono stata malissimo, vorrei tornare indietro per poter stare di piu’ con lei, e’ quello che non ho fatto negli ultimi anni ma come si fa a pensare una cosa del genere, adesso non mi resta che ricordare il tempo passato, sono sicura che lei adesso e’ una stella bellissima in cielo, ❤ Giugno e questi primi quindici giorni di luglio ho girato tantissimo in moto, ho preso anche tanta pioggia, infatti oggi sono bloccata con la schiena, qua il tempo non e’ sempre soleggiato e cambia temperatura facilmente, si lo so, ho una certa eta’ ma chi si ferma e’ perduto, lo diceva sempre mia mamma, ❤ Tornando al mio amato blog queste non sono scuse per non avere pubblicato nulla per tanto tempo ma io quando sto male, mi riferisco alla mia amica, non riesco a scrivere neanche una ricetta, cosa cosi’ semplice, non e’ certo un poema e poi perche’ intristire voi cari lettori che mi leggete, preferisco regalarvi serenita’ e tenermi dentro il dolore di una perdita cosi’ cara, ormai mi conoscete ma adesso sono qua, serena con il mal di schiena e voglio scrivervi una ricetta, anzi qualche ricetta di un ortaggio bello, colorato e  buonissimo che dall’orticello arriva in tavola per essere preparato in poco tempo, signore e signori ecco a voi: il Peperone! Intanto vi dico che questo buonissimo ortaggio e’ originario del Centro Sud America. In Italia si coltiva sopratutto nelle regioni meridionali (io vivo al nord ma anche se in ritardo a causa del tempo piovoso lo semino nell’orto, mal che vada la mia amica, bravissima, ne ha sempre di buonissimi nel suo orto al coperto!). Lo troviamo d’estate in pieno campo e d’inverno coltivato in serra al coperto. La parte commestibile e’ costituita dal frutto. Caratterizzato da un elevatissimo contenuto di vitamina C ha un bassissimo contenuto calorico. Stimola i processi digestivi e la secrezione gastrica, protegge l’elasticita’ delle arterie ed evita la fragilita’ dei capillari sanguigni. Ha proprieta’ antiossidanti che prevengono forme tumorali e patologie cardiovascolari. Ed ora eccovi un po’ di ricettine semplici e veloci con peperoni gialli e rossi! Intanto per pulirli fate cosi’: se usate questi ortaggi con la pelle, tagliate la calotta a cui è attaccato il picciolo, poi asportate la parte centrale con i semi e gran parte delle nervature bianche con un movimento rotatorio. A questo punto avrete un peperone intero pronto da farcire, lavatelo e asciugatelo con carta assorbente. Se dovete tagliare il peperone a pezzetti, dividetelo in 4 parti dopo aver tolto la calotta, asportate i semi e con un coltellino togliete le nervature bianche interne. Quindi, dividete ogni quarto in falde e tagliatelo come indicato nella ricetta scelta. Se invece, avete bisogno di spellarlo, infilatelo intero sui rebbi di una forchetta e rigiratelo a lungo sulla fiamma, fino a quando la pellicola che lo ricopre è abbrustolita. Per eliminarla facilmente, passate il peperone sotto l’acqua corrente, strofinandolo delicatamente con le dita. Oppure, chiudetelo per qualche minuto in un sacchetto di carta: il vapore farà sollevare la pellicina che si staccherà quasi da sola (dalla rivista Sale&Pepe). A voi alcune ricette:

Peperoni ripieni: scaldare il forno a 250° C. (lo so fa caldo per il forno ma qua ci sono giornate che fa piacere accenderlo, :D) Sistemare le falde di peperone su una teglia leggermente unta di olio e disporre su ciascuna una fettina di fontina valdostana, un filetto di acciuga e due o tre capperi. Infornare per 30 minuti. Troppo buoni, potete prepararli al mattino per la sera, 😉

Peperoni alla marinara: frullare 50 g di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, 2 filetti di alici dissalate, 50 g di olio extravergine, 1 cucchiaino di aceto rosso, sale e pepe. Condire i peperoni con questa salsa dopo averli tagliati a filetti; lasciare marinare per 1 ora. 

Peperoni alla bagna cauda: soffriggere leggermente in padella due spicchi di aglio nell’olio. Passarvi velocemente i peperoni e toglierli. Mettere in padella le acciughe a pezzetti e, a fiamma bassa, farle disfare. Rimettere i peperoni e passarli nella salsa per 2 minuti.

Peperoni in agrodolce: passare velocemente i peperoni in padella a fuoco vivo in poco olio. Accantonarli e aggiungere in padella un cucchiaio di zucchero e due di aceto, mescolando vivacemente e lasciando sobbollire per 2 minuti. Aggiungere i peperoni e lasciarli insaporire per altri 2 minuti.

Peperoni al forno: scaldare il forno a 250° C. Disporre le falde di peperone su una teglia leggermente unta d’olio. Salare e cospargere con origano. Infornare per 20 minuti.

Ora vi metto un po’ di foto di noi, di paesaggi, di Willy (Affy se mi leggi le foto di Willy le dedico a te, se qualcuno sa dove e’ finita me lo fa sapere? Tengo molto a lei ed e’ troppo tempo che non si legge, <3)

paesaggio in collina,paesaggio con intrusoanche questo bel panorama e’ in collina con tempo nuvoloso, qua abbiamo trovato la nebbiaoggi putroppo neanche con il potente binocolo si possono vedere le montagnetante nuvole e tanto verde,ossigeno assicurato, anche la pioggia, 😀Willy nella giungla del giardino, 😀 Willy visto da vicino (quando lavoriamo nell’orto lui si mette sotto la pampas e dorme beato, 😀 )qua si vede da lontano!Willy controlla tutti i suoi possedimenti, 😀riposino pomeridiano.

Ed ora vi racconto cosa ci e’ successo in uno dei nostri viaggi, siamo finiti a Brobdingnag (avete letto il libro, I viaggi di Gulliver, ecco proprio in quella terra dove le persone sono dei giganti, infatti se la scala di Lilliput era 1:12, quella di Brobdingnag è l’opposto, 12:1. con fatica ci siamo seduti su una panchina del posto, 😀 poi i nostri baldi cavalieri sono riusciti a trovare la via per tornare a casa!!! 😀 Vi abbraccio tanto, grazie per essere sempre presenti nel mio blog nonostante vi trascuro, auguro a tutti voi che mi leggete delle vacanze serene, al mare, in montagna, ai laghi o a casa, l’importante e passarle al meglio, :*  io vi prometto che cerchero’ di fare il possibile , anche Willy ❤

Buone vacanze

🍴🍚🍴 Spaghetti Rummo con le cozze🍴🍚🍴

Pubblicato 7 novembre 2015 da Laura

                    Rummo_TeigwarenRummo_Teigwaren

La sua storia: era il 1846 quando, con i nostri cavalli Bruto, Baiardo e Bello iniziammo a percorrere le terre del Sannio alla ricerca dei migliori grani duri. Ogni viaggio iniziava e finiva a Benevento, sullo storico ponte di San Cosimo che permetteva alla via Appia di superare il fiume Sabato e raggiungere il nostro antico mulino.
Le acque dei fiumi muovevano le macine dei mulini e la famiglia Rummo, sfruttando con ingegno e passione i doni naturali della terra, iniziò con Antonio Rummo a produrre la pasta proprio in via Dei Mulini.
Nei secoli passati Benevento era zona strategica per l’antico mestiere dei mugnai. I commercianti dell’epoca, che trasferivano il loro grano dalla “Capitanata” (l’odierna provincia di Foggia) a Napoli, passando per Benevento ne approfittavano per trasformarlo in semola di altissima qualità.
Oggi, dopo più di 160 anni, l’antico pastificio Rummo di Via dei Mulini è diventato parte del cuore storico della città di Benevento e testimonianza di un’antica tradizione.
È grazie a questa lunga tradizione e all’esperienza di sei generazioni di maestri pastai che è nata Rummo Lenta Lavorazione®. (storia presa dal loro sito, questo, 🙂 )

La mia ricetta:

300 g di Spaghetti Rummo

250 g di cozze

100 g di pomodorini

uno spicchietto d’aglio

prezzemolo tritato

se vi piace un po’ di peperoncino piccante (piace a mio marito)

olio extravergine d’oliva

sale q.b.

Ora fate cosi’ : mettete le cozze in una padella con l’olio, una manciata di prezzemolo tritato e fatele aprire. Una volta aperte, rimuovete i molluschi dal guscio, lasciando le più belle intere che vi serviranno per decorazione, poi filtrate il fondo di cottura delle cozze. In un’altra padella, fate rosolare nell’olio caldo uno spicchio d’aglio e il peperoncino e, quando l’aglio inizia a prendere colore, unite i pomodorini. Nel frattempo fate lessare gli spaghetti al dente in abbondante acqua salata bollente. Dopo qualche minuto unite anche le cozze e lasciatele cuocere per un paio di minuti a fiamma alta mescolando bene per farle insaporire, salate come piace a voi. Scolate gli spaghetti e conditeli con il sugo appena realizzato, aggiungete infine il prezzemolo tritato. 150917_121830Servite gli spaghetti aggiungendo le cozze di decorazione e un filo di olio! Sono ottimi!! Se non vi piace il pesce ho preparato sempre con la pasta Rummo, questa volta ho utilizzato i fusilli, un piatto buonissimo, la pasta alla Norma, qua trovate la semplice ricetta, ❤151105_120131 Ho dei tag da postare ma li mettero’ piu’ avanti, promesso, intanto vi abbraccio, con tanto affetto, ❤10274

Sono sicura che a Silva questa vignetta sarebbe piaciuta, un abbraccio a lei, immenso, ovunque si trovi, ❤  Pensando a lei ho fatto la sua torta di zucca, qua trovate la sua ricetta, e’ buonissima, 151102_222915ho usato lo stampo in silicone, viene morbidissima, ho cotto la zucca senza togliere la buccia, 151031_200112tagliata a pezzi e cotta al forno151031_200850naturalmente potete metterla intera nel forno, a 200°, ci vuole solo piu’ tempo per renderla morbida, 40 minuti intera, mezz’oretta come ho fatto io! Provate a farla, io con quella zucca ho fatto due torte e con il rimanente il pane, buonissimo, postero’ piu’ avanti la ricetta, ❤

Bagnèt (bagnetto verde alla piemontese)

Pubblicato 3 settembre 2014 da Laura

Oggi che giornata stupenda, il sole ha fatto da padrone appena e’ sorto e non voleva piu’ andarsene, 🙂 io ho passato tutta la giornata a lavorare in giardino e nell’orto, pantaloncini corti, canotta, cappellino, nonostante il tempo ad agosto non sia stato bello nell’orto c’e’ di tutto, nel cortile c’e’ anche l’erbaccia e cosi’ accovacciata per terra, grattando ed estirpando dalle fughe della pavimentazione ogni filo d’erba che vedevo ho fatto un ripulisti! E’ un lavoraccio, lo so, ma non voglio usare il diserbante nel cortile perche’ ho Willy che e’ cosi’ curioso, trotterella annusando qua e la’, oggi ha catturato tre lucertole, si e’ rotolato nell’erba nel suo angolino, veniva spesso a prendersi le coccole e ogni tanto mi nascondeva le infradito, pensando che cosi’ china stavo giocando anch’io, 😀  Ho raccolto insalata, pomodori, basilico, erba cipollina….. e tanto prezzemolo per fare il bagnetto! Prima di scrivervi la ricetta del bagnetto piemontese vi racconto un po’ di storia che ho trovato gironzolando nel web! Intanto vi dico che la prima volta che ho visto portare in tavola questa buonissima salsa verde con il bollito, ero dai miei suoceri, i primi tempi che uscivo con mio marito, naturalmente eravamo “fidanzati”, ai tempi si usava cosi’, 🙂 Era una fredda domenica d’inverno, eravamo nel salone grande e mia suocera, piemontese doc, aveva preparato il gran bollito, io quel giorno ho pensato, mangero’ solo il pezzo piu’ magro, 😀 invece ho mangiato tutto quello che mi e’ stato servito, buonissimo.  Ecco cosa ho trovato curiosando in vari siti piemontesi : “un tempo il bue era impiegato nel lavoro dei campi e per trainare i carri; quando invecchiava, l’animale veniva chiuso nella stalla e alimentato a cereali, fieno e altro, insomma veniva ingrassato per la vendita e la successiva macellazione. A Natale cosi’ si cucinava il gran bollito e il brodo per cuocervi la pasta, di solito maccheroni di grosse dimensioni, anche gli angolotti. Il bollito è un piatto importante della nostra cultura, specialmente di quella padana! Nel Medioevo, la carne per eccellenza non era quella bovina, ma la cacciagione. Quando Carlo Magno, per questioni di salute, venne costretto dai medici a mangiare solo carne bollita, andò in depressione. 😀 Invece, molti secoli dopo, Vittorio Emanuele II  non amava il cibo di corte ma adorava il bollito, il re onorava la regola del «7», quella che sovrintende al gran bollito piemontese: 7 tagli, 7 supporti o «ammennicoli», 7 bagnetti (salse) e 7 contorni.  Sette devono essere i tagli canonici tirati su col forchettone dal brodo bollente: tenerone, muscolo, scaramella, biancostato, cappello da prete, stinco, punta di petto. Sette i cosiddetti ammennicoli: rollata, coda, zampino, lingua, testina, gallina, cotechino. Sette infine le salse: due tipi di bagnetto verde (rustico e ricco), bagnetto rosso, salsa d’àvie (miele e nocciole tritate), cugnà (mostarda d’uva), cren (rafano), senape gialla. I contorni erano le patate bianche lesse, in genere servite intere in modo che ognuno poteva schiacciarle nel piatto e condirle a proprio piacere, con burro fresco e con buon olio, disponibili in tavola, gli spinaci al burro con o senza acciuga, e una insalata di cipolle rosse lesse in aceto, ben croccanti.  Ovviamente nelle nostre tavole d’inverno non si preparano proprio tutti i sette tagli (il cotechino e la gallina non mancano mai! ) ma vi assicuro che e’ buonissima la carne servita con i bagnetti e qua ne ricordo tre (rosso, con la passata di pomodoro, verde rustico, la ricetta che vi propongo e ricco con l’aggiunta di un uovo sodo)oltre la mostarda d’uva, che e’ favolosa (ho l’uva e voglio provare a farla)!!!  Ecco la ricetta del bagnetto verde, io con il mio prezzemolo in questo periodo ancora estivo lo servo con i pomodori, ma e’ ottimo anche con la carne in carpione.

Ingredienti:

prezzemolo140815_104123 (eccolo, quello del mio orto!!)
2 acciughe sotto sale
mollica di pane raffermo
aceto di vino bianco
spicchio d’aglio o scalogno, il vero bagnetto piemontese vuole l’aglio ma non mi piace, io metto lo scalogno e nessuno si lamenta!
olio d’oliva extravergine

Ora fate cosi’:
dopo aver lavato, asciugato e separato le foglie del prezzemolo dai gambi tritatelo abbastanza finemente con la mezzaluna (potete farlo anche con il mixer, lavoro piu’ veloce, mettete tutti gli ingredienti nel bicchiere dosatore e frullate, non troppo) unendo, continuando a tritare, l’aglio o lo scalogno e le acciughe dopo averle ben pulite e deliscate. Versare il trito in una ciotola, unire la mollica di pane raffermo dopo averla imbevuta nell’aceto e poi strizzata. Con un cucchiaio di legno mescolare bene gli ingredienti, aggiungere abbondante olio di oliva evo perchè la salsa raggiunga una consistenza morbida. Questa salsa verde e’ buona per le carni (infatti come ho citato prima accompagna il buon bollito piemontese), ma va provato anche con i pomodori da insalata tagliati a rondelle, con le acciughe e con le uova sode ! ) Ci sono naturalmente delle varianti, a seconda dei gusti e delle ricette di famiglia, per esempio si puo’ aggiungere 1 uovo sodo sbriciolato (bagnetto verde ricco) lo faceva mia suocera), mezzo peperone a dadini ( l’ho letto da qualche parte), 1 cipollotto fresco tritato oppure i capperi, anche un po’ di peperoncino e concentrato di pomodoro (bagnetto rosso). Io ho provato tutte le varianti, sono ottime, un consiglio, gustatelo anche solo con una fetta di pane abbrustolito,140817_124700 e’ buonissimo 🙂 oppure con il coniglio alla cacciatora che ho preparato stasera!! In questo modo 140831_122848avrei accontentato, sia Carlo Magno che Vittorio Emanuele II, 😀 😀 😀

Papas Renellas.

Pubblicato 31 gennaio 2014 da Laura

Io utilizzo internet da parecchio tempo, prima era il mio lavoro, in agenzia ero spesso al pc, poi quando sono stata a casa ho incominciato, con l’aiuto di mia figlia, lei e’ bravissima, ad usarlo per fare altre cose, intanto saperne di piu’,  e poi per navigare, iscrivermi ai forum, non solo di cucina, lei mi ha iscritta a dei social network, quanto ridere all’inizio, li ho ancora, ho messo tante foto, ho ancora qualche amicizia che ho mantenuto negli anni, anche se ora li utilizzo pochissimo se non per mettere qualche mia ricetta e fare auguri e saluti alle care persone conosciute. Quando Kiaretta e’ partita noi due chattavamo su skype, lei mi raccontava di tutto,  e devo dire che il web per questo mi e’ stato molto utile, potevamo vederci e parlare, anche se mi mancava tantissimo. Ora internet ci permette di leggere un libro anche se io al digitale preferisco il cartaceo, sono una nostalgica, 🙂 chissa’, la differenza e’ solo quella, lo trovo comunque molto utile, un e_book non pesa certo come tanti libri, pensate all’universita’ e costa senz’altro molto meno! Dopo un po’ di tempo, girovagando qua e la’ per il web, ho poi aperto un blog, la prima volta era su una rivista famosa, poi ho trovato questa piattaforma dove mi trovo tuttora molto bene. In questi anni ho conosciuto tantissime persone, Emilieta, per esempio, spagnola, sono 6 anni che la conosco, ci scriviamo sempre, e’ una bellissima persona. Persone che leggono il mio blog per le ricette, anche solo per curiosita’, ce ne sono tante, mi fa piacere, anche solo sapere che provano le ricette o che condividono qualcosa con me. Fra le tante persone che ho conosciuto tra social network, forum, blog ecc. c’e’ una signora peruviana, Maritza, pensate, lei abita a Lima, naturalmente la cosa che ci ha avvicinato e’ la cucina, la sua e la mia, completamente diverse ma il bello e’ proprio questo, lei prova le mie ricette e io le sue, come questa specialita’ del Peru’ che e’ davvero buonissima. Sono le patate ripiene, Papas Renellas, la mia amica di Lima mi ha detto che e’ la sua ricetta preferita. Ora vi scrivo gli ingredienti e come fare, provatele, sono davvero uniche, come mi scrive lei, perche’ il morbido ma croccante involucro avvolge un gustoso ripieno a base di carne macinata saltata in padella e aromatizzata.
Un kilo di patate lesse e sbucciate, 250 di carne rossa macinata, una cipolla rossa grande tritata, uno spicchietto d’aglio schiacciato, 2 uova crude, 3 uova sode tagliate a spicchi, 6 olive nere denocciolate, se vi piace un po’ di passata di pomodoro, farina,olio,sale e pepe. Con le patate lessate e passate nello schiacciapatate fate un impasto con le uova condendo con il sale e pepe a piacere, un po’ come fate per fare gli gnocchi, senza farina. Mettete da parte a raffreddare. Intanto in una padella fate soffriggere la cipolla e l’aglio con un po’ di sale finche’ non appassiscono. Aggiungete la carne macinata e fate rosolare finche’ la carne non e’ ben cotta. Ora, se vi piace, solo per dare un po’ di colore e sapore, aggiungete una cucchiaiata di conserva di pomodoro, io non l’ho messa. Con l’impasto di patate formate delle palline allungate infarinandole un po’ e mettete dentro al centro un po’ di ripieno di carne con un oliva e 2 spicchi d’uovo sodo, 140128_122648richiudete dando la caratteristica forma ovale. Passate le palline nella farina e lasciate in frigo a rapprendere. Friggete in una pentola las papas fino a completa doratura.140128_182231 Sono da servire calde, con la salsa criolla tipica del posto, e’ un contorno a base di cipolla rossa, peperoncino, limone e prezzemolo. Sono ottime e sono fritte, lo so, ma un pezzetto solo e poi per una volta, 😉


 



 

Tiella di riso e cozze.

Pubblicato 27 gennaio 2014 da Laura

 

Quando ho trovato questa ricetta sul libro di primi piatti, riso e risotti, del “Il cucchiaio d’argento” ho pensato alla simpaticissima Sara e alla sua meravigliosa Puglia. La tiella di riso e cozze e’ una specialita’ di Bari che ha come colonne portanti due ingredienti simbolo della cucina del territorio: pomodorini e cozze. Lo squisito pomodorino compatto a forma di prugna, non manca mai nelle case pugliesi di campagna, appeso a grappoli e corone sui  muri bianchi di calce. Le cozze (rinomate quelle grandi, che a Taranto si cucinano in mille modi) sono un altro “must”. Questa ricetta e’ semplicemente favolosa, l’ho preparata stamattina per mezzogiorno, e’ un piatto unico, c’e’ tutto, primo, contorno e pesce, poi si puo’ mangiare un frutto, un piccolo dolcino con il caffe’ e il pranzo e’ servito!!! 🙂 Nel ricettario questo piatto e’ situato nella categoria timballi, dove ci sono piatti particolarmente saporiti, ricchi di ingredienti e nati con l’intento di stupire l’occhio e …. il palato e invogliare a gustare. Le cozze le ho comprate surgelate, chi abita al mare puo’ prendere quelle fresche, i pomodorini non li ho trovati al supermercato, ho preso quelli in conserva, pugliesi, buonissimi, e per il riso ho usato il mio preferito, il carnaroli. Sempre nella ricetta consigliano di bere Pinot bianco, e noi non diciamo mai di no, neanche ad un buon bicchiere di vino. 🙂 Ingredienti per 4 persone: 500 g di cozze, 300 g di patate, 400 g di pomodorini piccoli, 2 cipolle, 1 ciuffo di prezzemolo, 2 spicchi d’aglio, 40 g di pecorino grattuggiato, 4 cucchiai di olio, sale e pepe. Per i fortunati che trovano le cozze fresche, devono pulirle molto bene, sotto l’acqua corrente, apritele con un coltellino e togliete il mollusco. Tritate il prezzemolo con gli spicchi d’aglio. Ungete una teglia con l’olio, adagiatevi uno strato di cipolle tagliate a fettine, sopra distribuite meta’ pomodori spezzettati, un po’ del trito di prezzemolo e aglio, del pecorino grattugiato, meta’ patate a rondelle e tutto il riso. Sopra adagiate le cozze, cospargete il restante trito di prezzemolo-aglio, i pomodori e le patate. 140127_114409Salate, insaporite con alcuni giri d’olio versato a filo e coprite tutto con l’acqua. Cuocete a 170° per circa venti minuti (io ho lasciato 10 minuti di piu’ a 180°, ma dipende sempre dal forno). Il riso deve comunque risultare al dente, il mio consiglio e’ quello di assaggiare senza scottarvi!!! Una volta cotto il tutto, l’acqua si sara’ asciugata, aspettate cinque minuti prima di servire!! 140127_123141Questo piatto e’ veramente troppo buono!!! Dimenticavo che c’e’ la variante estiva e piu’ leggera di questa buonissima ricetta che prevede la sostituzione delle patate (che rappresentano la tipicita’ del piatto)con le zucchine.

Uova del cervino.

Pubblicato 13 gennaio 2014 da Laura

Stamattina sono andata in posta per pagare il bollettino degli esami del sangue di controllo di mio marito, tutto ok, a parte la somma pagata, esagerata, ma l’importante e’ che lui sta bene. Ho fatto la mia coda parlottando con le persone che conosco del paese, c’era parecchia gente, nel frattempo entra un signore, un postino e l’impiegata immediatamente ci ha detto, adesso dovete aspettare 5 minuti, devo mandare via la posta!! I cinque minuti pero’ si sono prolungati, ma, stiamo scherzando, erano le 11, per la posta c’e’ tempo fino a mezzogiorno, con tutte le persone che c’erano in quel momento non doveva neanche dirlo, se c’e’ uno che deve aspettare e’ il postino, quello e’ il suo lavoro! Sono rimasta male, non solo io, qualcuno si e’ lamentato “gentilmente” ma lei imperterrita ha continuato a parlare con il signore, oltretutto di cose non lavorative!! Sono uscita e sono andata a pagare la mia bolletta dal tabaccaio, io ho lavorato una vita nel privato, certo, lo so e’ diverso, ma prima di tutto ci sono i clienti, le persone non si fanno attendere in quel modo, non e’ il modo di lavorare!! Poi si trovano scuse, i tagli o altro, ma stamattina la persona addetta alla cassa pubblica e’ stata poco professionale e se posso dirlo e’ stata maleducata!!!  Vi scrivo una ricetta sfiziosetta, a noi e’ piaciutissima. Sono delle semplici uova, con formaggio e con contorno di funghi,  presentati nelle cocottine di terracotta, queste, colorate140111_121050 le ho comprate l’altra settimana, 🙂 sono carinissime!! Ecco gli ingredienti e come fare, potete al posto dei funghi utilizzare verdure cotte prima, non troppo, con uova e formaggio viene un mix buonissimo, gia’  provato!!! Occorrono, per quattro cocotte: 400 gr di champignons, 200 gr di fontina, 4 uova, 70 gr di burro, una foglia di alloro, 2 o 3 bacche di ginepro, se piace uno spicchio d’aglio, io non l’ho messo, ho usato lo scalogno, mezzo bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe. Mondate e lavate accuratamente i funghi, tagliateli a fettine e fateli rosolare in un tegame con 50 gr di burro, lo spicchio d’aglio o scalogno a fettine, l’alloro e il ginepro. Salate, pepate e bagnate con il vino e lasciate cuocere a fuoco medio/basso per 15 minuti.  A cottura ultimata togliere l’aglio se lo avete usato, il ginepro, l’alloro, e distribuite i funghi con il loro fondo di cottura in quattro ciotole di terracotta imburrate.  In una padella antiaderente fate dorare il rimanente burro e friggete velocemente le uova in modo che l’albume si rapprenda, ma il tuorlo resti morbido. Adagiate un uovo in ogni ciotola sopra i funghi e distribuite equamente la fontina che avrete precedentemente tagliato a piccoli cubetti.140111_122135Mettete le ciotoline in forno caldo a 240° , per 3-4 minuti in modo che il formaggio si possa sciogliere e coprire l’albume. 140111_124010Se non disponete delle ciotole di terracotta potete usare delle piccole pirofile o addirittura un unico recipiente largo e basso, nel quale farete un “letto” di funghi, mettendo sopra a corona le quattro uova semi-fritte e ricoprendo tutto con il formaggio. Le uova con le cocottine sono molto buone e presentate cosi’ 140111_124043sono anche molto scenografiche, 🙂 Dimenticavo, la fonte di questa ricetta e’ il guida cucina della  mia cara mamma.

La Paella alla Valenciana.

Pubblicato 4 gennaio 2014 da Laura

A me piace tantissimo, e’ un piatto che se riuscite a farlo a regola d’arte soddisfera’ molti palati, io ho proposto questa ricetta alla sera di capodanno, con le cappesante gratinate al forno servite con capricciosa e carotine con piselli in padella, pere al vino e struffoli napoletani. Una cena che e’ piaciuta a tutti, anche mio papa’ ha apprezzato molto e mi ha chiesto se la ricetta era quella della mamma: e si, proprio quella, anzi questa (ricetta che mia mamma e’ riuscita ad avere dallo chef Mandarano Giovanni della Costa Crociere, 😉140104_151623Vi scrivo la ricetta come l’ha scritta lo chef: un pollo tagliato a pezzi, mezzo kg di carne di vitello tagliata a pezzi, mezzo kg di piselli freschi, mezzo kg di peperoni tagliati a pezzi possibilmente rossi, un kg di seppie pulite tagliate a pezzi, un kg di calamari tagliati a pezzi come le seppie, un kg di muscoli( le cozze) puliti e sgusciati, un kg di gamberi senza testa, 2 cipolle tritate, aglio e prezzemolo tritato, 10 bustine di zafferano, 1 kg di pelati, 2 foglie di lauro, vino bianco, sale e peperoncino se lo gradisce. Procedura: in un tegame mettere l’olio e soffriggere la cipolla tritata, quando e’ pronta aggiungere il prezzemolo con l’aglio tritato, mettervi dentro il vitello e farlo rosolare bene e poi aggiungervi il pollo e farlo abbrustolire bene, poi mettervi il vino bianco. >In <una pentola con dell’acqua far bollire le seppie e i calamari e quando sono pronti metterli nel tegame del pollo, aggiungervi a tre quarti di cottura i piselli e i peperoni, mescolare bene il tutto, aggiungervi le bustine di zafferano, dopo i pelati, le due foglie di lauro, sale e peperoncino se lo si gradisce. Quando e’ quasi cotto aggiungervi i gamberi e i muscoli (se il composto e’ troppo asciutto mettervi un po’ d’acqua. Come si prepara il riso: in un tegame mettere un kg di riso giallo (vitaminizzato, e’ uno speciale trattamento per renderlo piu’ resistente alla cottura) dopo aver imburrato tutto il tegame, prendete una cipolla piccola, pulitela e infilateci 8 chiodi di garofano e mettetela nel riso, metteteci un po’ di olio e un po’ di burro, mettete il tegame sul fuoco e girate il tutto bene facendolo rosolare poi aggiungete il composto tenendone un terzo da parte, (il composto dev’essere bollente) girare bene tutto, appena bolle coprire e mettere in forno a 300 gr (250, io non ho il forno da 300 gradi 🙂  e lasciarlo 15 minuti, quando lo togliete dal forno con la forchetta lo sgranate, aggiungete quello che avete lasciato da parte e lo servite mettendoci per guarnizione le buccie dei muscoli ( le cozze). Non e’ semplicissima ma ne vale la pena,131231_122959 provare per credere!!! Qua trovate la ricetta delle cappesante, sul sito, cucchiaio d’argento,131231_192654 facili da fare e ottime con le verdure!!131231_192832Alla prossima, scrivero’ la ricetta di un dolce buonissimo, intanto stasera sono tutta incriccata, faccio prima a dire dove non ho male, quando sono tornata a casa stamattina dalla spesa ho fatto

come lei!!!! 🙂

Gnocchetti con farina cotta al sugo di cozze.

Pubblicato 17 ottobre 2013 da Laura

In cucina c’e’ sempre da imparare, ho visto fare in televisione gli gnocchi con la farina cotta, praticamente si fa la stessa cosa di quando si preparara la pasta choux per poi preparare i bigne’, non li avevo mai fatti, per me gli gnocchi si intendono fatti con le patate o la variante con la ricotta. Io ho usato la farina 0, mi e’ venuto un impasto morbidissimo, gli gnocchi sono venuti perfetti, sono cosi’ buoni che si sciolgono in bocca e sopratutto non si disfano. Navigando nel web ho trovato anche la ricetta degli gnocchi alla parigina, fatti proprio con la pasta choux e passati poi in forno, la prossima volta provo a farli cosi’, adesso vi scrivo la ricetta di questo semplicissimo modo di preparazione, provate, io li ho conditi con un bel sughetto di cozze, sono piaciutissimi a tutti!!!

Ingredienti per gli gnocchi

 300 g di acqua

300 g di farina 0

sale

Per il sugo di cozze

Aglio, uno spicchietto, prezzemolo fresco, cozze, 300 gr, 100 gr di passata  di pomodoro, sale, pepe, olio.

Ora fate cosi : per prima cosa preparate il sughetto, se avete la fortuna di trovare le cozze fresche, chi abita al mare, ehhhh, io compro spesso quelle surgelate che non sono la stessa cosa, comunque, dovete pulire le cozze molto bene (ho in mente mia mamma quando lo faceva, a lei piacevano tantissimo), metterle in una pentola e cuocerle a fiamma vivace finche’ non si aprono. In genere ci vogliono 8 minuti, piu’ o meno, poi sgusciatele, buttate via quelle chiuse, tenete il liquido di cottura e filtratelo. Lavate il prezzemolo, e tritatelo con lo spicchietto d’aglio, io non amo l’aglio ma qua ci vuole proprio, ne ho usato pochissimo. Mettete il trito nella padella larga con l’olio, fate soffriggere senza bruciare l’aglio, unite la passata di pomodoro, un po’ del liquido di cottura filtrato delle cozze, un po’ di sale, pepe, e fate cuocere a fiamma non troppo alta per una decina di minuti. Poi quando il sugo si e’ un po’ ristretto aggiungete le cozze e fate cuocere per poco, 5 minuti, spegnete e lasciate coperta la padella. Ora fate gli gnocchi. Fate bollire la quantita’ di acqua con il sale, buttate in un colpo solo la farina e mescolate veloce, con un cucchiaio di legno. Si forma cosi’ una palla che si stacca dalle pareti della pentola, prendete l’impasto e trasferitelo sulla spianatoia, e senza bruciarvi, lavoratelo velocemente finche’ non ottenete una palla liscia 131013_113818

ed omogenea. Poi fate gli gnocchi131013_114936 e cuoceteli in acqua abbondate salata, tirateli su con la schiumarola e buttateli nel sughetto preparato prima, muovete un po’ la padella,131013_120636 come fanno i grandi chef, 🙂 e gli gnocchi sono pronti, buonissimi!!!!040202_153044Oggi, dopo aver pulito bene nel mio cortile, mi sono concessa un po’ di relax, in lettura e al sole, una giornata stupenda, e siamo ad ottobre, sperem!!!! 🙂

 

Pomodorini verdi sott’olio.

Pubblicato 13 ottobre 2013 da Laura

Vi scrivo la ricetta dei pomodorini sott’olio, io ho usato quelli dell’orto che ormai ho dovuto togliere, sto pulendo tutto e quello che raccolgo metto via, ho fatto di nuovo le confetture, qui abbiamo fatto un assaggio della confettura d’uva,131002_092410e’ una bonta’. La mia vicina ieri mi diceva che si puo’ fare anche la marmellata di pomodorini verdi, i miei ormai non maturano piu’ e mi dispiace buttarli via, sono belli, sodi e sani. Io ho preferito metterli sott’olio perche’ so che piaceranno parecchio a mio marito, li ho fatti oggi.  Le dosi che vi scrivo sono per un kg di pomodorini, ho usato due barattoli di vetro lavati e sterilizzati, ricordatevi che l’aceto deve coprire tutti i pomodori messi a marinare, il sale grosso va usato con moderazione e l’olio deve coprire i pomodorini nel barattolo, aspettate prima di chiuderli, per vedere se dovete aggiurgene ancora un po’. Queste ricette sono quelle di mia mamma, lei preparava tantissime conserve per l’inverno e io quando ero piccola, non avevo ancora sei anni, l’aiutavo a pulire la frutta e la verdura, a riempire i barattoli e mi divertivo tantissimo!

Ingredienti:

1 kg. di pomodorini verdi

sale grosso

aceto di vino bianco

olio d’oliva extra vergine

1 spicchi d’aglio, se vi piace

origano 

Ora fate cosi’:

Lavate ed asciugate con molta cura i pomodorini verdi, poi tagliateli a meta’ controllando che siano tutti integri, metteteli in una teglia e cospargeteli di sale grosso.131012_121658 Lasciateli riposare per 3 ore. Scolateli dall’acqua in eccesso, versateci sopra l’aceto fino a coprirli completamente, poi lasciateli riposare una giornata. Scolate i pomodorini dall’aceto, metteteli in barattoli perfettamente puliti e sterilizzati,131013_142050 aggiungete gli spicchi di aglio tagliati a fettine e dell’origano. Ricoprite completamente con l’olio d’oliva, cercando di evitare la formazione di bolle d’aria.131013_142142 Chiudete ermeticamente e fate bollire in acqua per venti minuti,  poi lasciateli raffreddare nella pentola. Quest’inverno saranno un ottimo contorno per carni e pesce!!!! Oggi mentre io lavoravo ecco il mio cagnolino dolcissimo cosa faceva, 🙂131008_153449

Filetto di branzino in panure di erbe aromatiche.

Pubblicato 22 novembre 2012 da Laura

Oggi al supermercato un signore si e’ avvicinato  e mi ha chiesto un consiglio su un prodotto in scatola, io senza pensarci due volte gli ho detto semplicemente che se aveva tempo poteva benissimo preparare la stessa cosa con il prodotto fresco ma che il risultato sarebbe stato migliore perche’ i prodotti in scatola hanno comunque dei conservanti, al limite si puo’ benissimo prendere lo stesso prodotto surgelato,  conserva le vitamine e il gusto e’ comunque buono, basta cuocerlo cosi’, appena tolto dal freezer con poca acqua, per esempio gli spinaci , i piselli o qualunque verdura surgelata.  Quel signore mi ha ringraziata per il buon consiglio ed ha comprato il prodotto fresco. A volte, quando compriamo, ci fidiamo della marca famosa o di cosa c’e’ nella figura della confezione ma bisogna fare molta attenzione, ci sono persone allergiche a certi conservanti e se si mangia continuamente prodotti in scatola povera la nostra salute. Pensare che ci vuole poco per preparare cose semplicissime e sane. Per esempio il pesce, io lo compro fresco da chi mi fido, altrimenti  lo compro surgelato, non abito vicino al mare.  L’altro giorno ho preparato il branzino a filetti in panure, vi dico che e’ piaciuto tantissimo a mio padre che con il pesce non va molto d’accordo. Sono riuscita a trovare una ricetta molto veloce e semplice che piace a tutti. Ecco come fare e gli ingredienti….4 filetti di branzino, si puo’ fare con altro pesce bianco come l’orata, il pesce persico….tre cucchiai di olio d’oliva, basilico, prezzemolo, timo, aglio tritato speziato, lo vendono gia’ pronto, altrimenti usate uno spicchietto fresco schiacciato che poi toglierete, 1 limone, il succo e poi tagliate qualche spicchietto da guarnire, dimenticavo il pangrattato. Ora per prima cosa prendete una pirofila anzi meglio una cocotte, ungetela bene con l’olio, mettete i filetti di pesce allineati e bagnateli bene con l’olio d’oliva. In una ciotola a parte mescolate il pane grattugiato, l’aglio tritato, il prezzemolo, il timo, il succo del limone e il sale. Cospargete questo miscuglio sui filetti di pesce e passate in forno per 8/10 minuti a 180° . Dipende dallo spessore del pesce, controllate, ci vuole poco per il branzino, a parte fate una salsina con olio, basilico e timo e limone, e bagnate di nuovo, cuocete ancora 10 minuti circa. E’ buonissimo!!!

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