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Grissini torinesi stirati.

Pubblicato 15 marzo 2012 da Laura

Quando preparo il pane, le focacce o i grissini, devo sbrigarmi a fare le foto perche’ non faccio a tempo di sfornarli e metterli in un piatto di portata che sono gia’ tutti spariti. Questa volta ho preparato i grissini quando erano tutti fuori casa e vi dico che sono proprio una bonta’. Li preparero’ spesso perche’ sono anche molto leggeri. Sono piaciutissimi!!! Ecco la ricetta trovata in vari blog con l’utilizzo di farina 0, quella che si usa  per fare le pizze e le focaccie. Questa in particolare e’ la ricetta delle sorelle Simili, il libro del pane, e’ tutto buonissimo!!In alcune ricette, dicono quelli originali , si prepara il lievito madre ma anche con il panetto e la lievitazione normale vengono squisiti.

Ingredienti:

per l’impasto:

500 g di farina 0

15 g di lievito di birra fresco

50 g di olio extra vergine di oliva

10 g di sale e un cucchiaino di malto di orzo

250/280 g di acqua tiepida, la quantita’ di acqua varia secondo la farina che utilizzate, deve comunque venire un impasto morbido

inoltre da mettere sopra i grissini, olio extra vergine di oliva (da spennellare), farina di semola di grano duro (da spolverare sulla superficie).

Ora fate cosi..

Sciogliete il lievito in poca acqua tiepida con un cucchiano di zucchero, unitelo alla farina messa a fontana sulla spianatoia, aggiungete gli altri ingredienti e lavorate bene fino ad avere un impasto liscio e morbido che non si attacca alla superficie di lavoro. Dopo aver spolverizzato la spianatoia con un po’ di farina di semola di grano duro, stendete l’impasto a forma rettangolare, il più regolare possibile, di circa centimetri 10×30.

Spennellatelo sulla superficie e sui fianchi con olio di oliva e spolverizzate anche sopra con farina di grano duro. Coprite a campana e lasciate lievitare per circa 1 oretta.

Poi senza sgonfiare l’impasto, con un coltello a lama larga tagliate, dal lato corto, dei filoncini dello spessore di circa un dito. Sollevateli al centro e allungateli delicatamente anche verso l’esterno: se vi vengono troppo lunghi, tagliateli e fateli cuocere così come sono. Metteteli sulla placca del forno rivestita con carta forno un po’ distanziati, e cuoceteli a 200°C per una ventina di minuti, io un po’ di piu’, comunque regolatevi dal colore. Che buoni!!!!



Grissini al philadelphia

Pubblicato 2 ottobre 2010 da Laura

Questi grissini sono davvero ottimi, li ho trovati tempo fa nel blog di Sara, naturalmente, mi piace cosa prepara per lei e propone a noi, cose semplici e gustosissime…………come questi grissini cosi’ facili e veloci da fare. Oggi qua e’ nuvoloso …….ufff, ho gia’ messo via la maggior parte delle cose estive….tirato fuori i maglioncini….i fuseaux piu’ pesanti, abiti di lana e…..uffff, insomma tutto quello che non sa di estate…………..non mi piace l’inverno, certo non ci siamo ancora…………..ma l’estate e’ troppo bella e dura davvero poco………troppo poco per me!!!!!!! Allora scrivo la ricettina dei grissini che ho fatto stamattina……..

Ingredienti.

180 gr di farina

due confezioni di philadelphia

olio

sale

formaggio grattuggiato tipo pecorino o grana o tutti e due

spezie se volete………..e sale grosso

Fate cosi’…………………….Impastate bene la farina con i philadelphia aggiungete olio sale e formaggio,

le spezie se volete …fate un panetto e lasciatelo riposare un po’ al fresco, poi stendetelo sulla spianatoia e fate tanti rolotolini che taglierete della lunghezza che voleteungeteli un po’ di olio e rotolateli nel sale grosso………poi metteteli in fila sulla teglia ricoperta di carta da forno, fate cuocere in forno caldo a 180 gradi per 15 minuti, dipende dal forno………..sono ottimi!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Maglietta e fuseaux grigi…………caldi…………..c’era una canzone………..l’estate sta finendo………anzi, se ne e’ andata!!!! Cristina mi ha mandato un messaggio, in Sardegna ci sono 27 gradi, ihhhhhh, grrrr!!!!!!!!!!!!

Shanghai di grissini….

Pubblicato 9 febbraio 2010 da Laura
La ricetta di questi grissini l’ho trovata sul giornale di donna moderna e io li ho gia’ fatti l’anno scorso ma non li avevo ancora scritti qua nel blog, sono deliziosi, e divertenti da fare, metto poi le foto, ecco la ricettina, vanno bene anche da fare a carnevale, ecco una cosa per la tua bimba piccina, non fritta, vedrai che buoni Paola, e belli da vedere!!!!!!!!!
Ingredienti:
Farina 

250 g


8 g di lievito di birra,
50 g di zucchero,
30 g di olio extravergine di oliva,
zuccherini colorati per decorare,
1 arancia non trattata,
1 limone non trattato
Si fa cosi’…………..
Versa la farina a fontana sulla spianatoia, aggiungi il lievito, lo
zucchero, la scorza grattugiata di arancia e limone, 20 g di olio e 1
dl di acqua tiepida. Impasta per 10 minuti fino a ottenere un impasto
soffice. Quindi, stendilo in un rettangolo di 30 centimetri per 10,
spennellalo abbondantemente con l’olio rimasto e coprilo con una teglia
rettangolare più grande della sfoglia (in modo che non tocchi la
superficie). Fai lievitare per 1 ora in luogo tiepido. Ricava, dal lato
corto del rettangolo,dei bastoncini di circa 1/2 centimetro di
larghezza e tirali dalle estremità per ottenere dei grissini non troppo
sottili. Cospargili con la granella di zucchero colorato e disponili,
un po’ distanziati tra loro, su una teglia da forno rivestita con la
carta oleata. Cuoci i grissini nel forno preriscaldato a 200° per circa
10 minuti e poi lasciali raffreddare del tutto prima di giocarci.

Forti vero………………..e chi ci gioca, si mangiano!!!!!!!!!
Il plumcake dietro di me, durato …..mmmmmm, 20 minuti piu’ o meno, avevo i lupi, con la mia bambolotta, che hanno spazzolato tutto!!!Ihhhhhhhhh!!!!!!!!!!Ecco i grissini colorati, che buoniiiiiii!!!!!!!Gnam Gnam!!!! 

🍭🍬🎉 I dolci di Carnevale nel mondo 🍭🍬🎉

Pubblicato 23 febbraio 2020 da Laura

Mie foto

Buongiorno amici miei, eccomi qua, non vi ho dimenticati, oggi parliamo di Carnevale, vi scrivero’ ricette di dolcetti in tema che ho trovato nel web e che ho provato in questo mese, sono dolci che si preparano nel mondo, Francia, Spagna, Svezia ecc. oltre naturalmente alle nostre che postero’ insieme, un mix di ricette e foto mie e prese nel web, quelle che vedete nella foto sopra sono le Bugie che ho preparato l’altro giorno, buonissime ma vi consiglio di provare queste specialita’ che troverete qua sotto e che assomigliano molto alle nostre, in cucina non si finisce mai d’imparare, 🙂 Carnevale si festeggia in tutto il mondo e in tutto il mondo le abitudini sono simili a quelle italiane: unica regola, non farsi mancare assolutamente tanti dolci e dolcetti!

Francia: i bugnes

Foto presa dal web

I bugnes sono i dolcetti tipici di Carnevale in Francia. Il loro gusto e la loro forma, richiamano molto i nostri dolci di Carnevale. Sono delle piccole frittelle preparate con lievito di birra e lasciate lievitare per lungo tempo. Sono ovviamente fritti, hanno la forma di un rombo e sono cosparsi di zucchero a velo. Oltre che profumate sono davvero belle e golose: si presentano infatti come una sorta di anello che una volta fritto si gonfia e diventa bello dorato e arricchito dallo zucchero. Queste frittelle sono caratterizzate da un impasto che le differenzia dalle frittelle tradizionali, poiché realizzato con il lievito di birra: questo fa sì che subiscano una lunghissima lievitazione, anche di 12 ore che ne caratterizza fortemente il risultato finale; proprio il lievito di birra e la lunga lievitazione fanno sì che al momento della frittura si gonfino assumendo il caratteristico aspetto che le rende famose e gustose. Di Bugnes ne esistono due tipi: quelle tipiche della città di Lione dorate, piatte e croccanti,  ottenute tirando l’impasto molto sottile; l’altro tipo è quello di Saint – Etienne, decisamente più soffici, dal colore rossastro e con la pasta piuttosto spessa. Se volete provarle la ricetta e’ qua

Mie foto

Le nostre bugie sono piu’ veloci da preparare e non hanno la lievitazione qua la mia ricetta , sono da provare entrambe, buonissime.

Spagna: 

Foto presa dal web

I churros sono i tipici dolcetti spagnoli, street food che si trovano tutto l’anno, ma che a Carnevale piacciono a grandi e piccini.  I churros vengono preparati con un composto che è simile alla pasta choux: acqua, zucchero, burro e un pizzico di sale. Una volta creato l’impasto, vengono solitamente fritti e cosparsi di zucchero e cannella. C’e anche una versione al forno che rende l’impasto meno croccante ma ugualmente goloso!
In Spagna i churros si acquistano presso le bancarelle agli angoli delle strade, ma è in uso prepararli anche in casa, soprattutto per la colazione domenicale o durante i giorni di festa, intinti in una tazza di cioccolata calda. In Argentina si usa anche gustare i churros ripieni con  il dulce de leche una volta cotti. Per essere gustati al meglio i churros vanno preparati e mangiati al momento ancora tiepidi! Lasciatevi conquistare dalla loro dolcezza. E noi, cosa prepariamo,

Mie foto

vi propongo  questi colorati bastoncini, buonissimi, la ricetta semplicissima, la trovate qua

Svezia: i semla

foto presa dal web

La forma di questi dolce è quella di un panino, ma la protagonista indiscussa è la pasta di mandorle per arrivare poi alla panna montata al loro interno. Il gusto dei semla però è dolce, anzi, dolcissimo, io li adoro. Questi panini (il nome è collegato al latino semilia, semola, pane), diffusi in tutti i paesi nordici, venivano tradizionalmente preparati per il martedì grasso; oggi sono diventati il dolce da consumare a colazione o merenda a partire dai primi giorni dell’anno. Un po’ come da noi chiacchiere e tortelli iniziano a comparire nelle pasticcerie dopo la Befana. Si tratta appunto di panini lievemente dolci, ripieni di pasta di mandorle e abbondante panna montata, da gustare con un caffè nero bollente o, come fanno molti svedesi, affogati in una ciotola di latte caldo. La ricetta originale l’ho trovata qua

mie foto

I miei panini sono deliziosi, se non amate la panna, provate con la marmellata, 🙂

Belgio: gli smoutebollen

foto presa dal web

mie foto

Avete presente i nostri classici bignè? Ecco, gli smoutebollen non sono altro che classici bigne’, sono dolcetti fritti  che vengono dal Belgio. Il loro nome deriva dall’unione dei termini smout-strutto e bollen-palle e racconta già molto di questa delizia proposta come street food in cartoccio, presente sulle tavole di Capodanno e – ovviamente – proposta in occasione del Carnevale. Si tratta dunque di frittelle che nell’impasto lievitato comprendono (a differenza delle “nostre”) anche uova e birra e dovrebbero essere cotte adagiando cucchiaiate di pastella nello strutto bollente.. L’impasto diverso ma troppo buone, sia queste del Belgio che le nostre frittelle con l’uvetta la ricetta e’ qua buonissime!!!

 Svizzera: i fasnacht

foto presa dal web

Strutto, grasso, burro e zucchero: una ricetta dolce direttamente dalla Svizzera che ha una peculiarità, quella di essere preparata con ingredienti poveri e allo stesso tempo però, capace di essere ricca di gusto. Simile ai classici krapfen, i fasnacht però sono vuoti e senza marmellata all’interno. 

Germania: i Quarkbällchen

Un tipico dolce tedesco, perfetto per tante occasioni, ma a Carnevale i Quarkbällchen non possono assolutamente mancaresono frittelle tipiche della Germania ripiene di formaggio quark.  Da non dimenticare il Berliner, krapfen ripieno di marmellata, la preparazione è semplice ed e’ simile ai nostri Krafen,

https://laurarosa3892.wordpress.com/2012/02/18/le-bombe-fritte-i-bomboloni-alla-crema-che-sono-veri-peccati-di-gola/

Gran Bretagna: i pancakes

Un grande classico della cucina anglosassone che, durante il Carnevale, torna ad essere una vera e propria ricetta tradizionale. A Londra, il martedì grasso è anche detto il Pancake Day e per le vie della città si festeggia gustandolo in tutta la sua dolcezza. Nella tradizione inglese il Pancake Day, detto anche Shrove Tuesday( il martedì della confessione)corrisponde al nostro martedì grasso, cioè l’ultimo giorno di carnevale, che in Inghilterra celebrano cucinando pancakes di ogni tipo, seguendo un’antica tradizione che nasce da una storia molto buffa:  si racconta che in un lontano giorno di fine carnevale del 1445, nella città di Olney ( nel Buckinghamshire) una signora stava preparando dei pancake all’interno della propria casa quando sentì il suono delle campane che segnavano l’inizio della messa; allora uscì verso la chiesa in tutta fretta, portando i pancake nella padella per non farli bruciare. Nacque così la tradizione delle Pancake race! Delle vere e proprie gare di corsa da effettuarsi con una padella in mano e una frittella da girare almeno tre volte nel tragitto. Troppo divertente, la ricetta  la trovate qua

Buon Carnevale, Vi mando un bacione grande, ci sentiamo presto, Vi lascio l’immagine beata di Willy che dorme augurandovi altrettanta serenita’, ❤

 

 

⛄❄🎄Brezel⛄❄🎄

Pubblicato 13 dicembre 2015 da Laura

Mi piace impastare il pane e prepararlo in tutte le sue forme, la lievitazione e’ come una magia e adoro il profumo che si sente quando il pane cuoce nel forno! Ho preparato pane di tutti i tipi, se cliccate nel mio blog “pane, panini, focacce, grissini” trovate tante ricette facili, questa volta ho voluto provare a preparare i Brezel, sono sicura che tanti di voi conoscono questo pane buonissimo e particolare. Il brezel, o pretzl, è un tipo di pane diffuso principalmente nei paesi di lingua tedesca quali Austria, Germania, Svizzera oltre a rappresentare un simbolo della tradizione culinaria altoatesina. Composto principalmente da farina di grano tenero, malto, lievito di birra e acqua, con l’aggiunta del bicarbonato di sodio, il brezel viene spesso servito come antipasto e accompagnato ai weißwurst (tipico salame tedesco)  con la senape dolce a contorno. In alcune regioni viene aggiunto anche lo strutto oppure vengono utilizzate farine integrali, di farro o di altri cereali.Prima della cottura i brezel vengono spolverati con l’aggiunta di sale grosso o semi di sesamo, anche se la loro peculiarità risiede, oltre che nella forma, nel metodo di panificazione detto Laugengebäck. Il pane, prima della cottura, viene immerso per qualche secondo in una soluzione di acqua bollente e soda caustica (o bicarbonato di sodio in ambito domestico) che gli conferisce quel tipico aspetto lucente, perdendo la causticità attraverso la cottura in forno.L’aspetto del brezel si intreccia con storia e leggenda, in un nodo indissolubile che rappresenta anche a livello visivo la peculiarità di questo stuzzicante alimento. Il primo di questi racconta che i brezel siano il cibo da merenda più antico del mondo, potendo addirittura far risalire la sua origine ai monasteri del sud della Francia e del nord Italia intorno al 610 d.C. I monaci, a quanto pare, si ispirarono alle braccia intrecciate dei bambini in preghiera per la forma di questo pane che veniva dato loro come ricompensa per aver imparato a memoria versi e preghiere della Bibbia. Non può sfuggire, ai più attenti, che i buchi formati dall’intreccio di pasta sono tre; un numero che, da questa prospettiva, richiama la Santa Trinità.A confermare questa ipotesi, come nelle storie tramandate dall’antichità, sembra pensarci il nome stesso di questo pane. Esso deriva, infatti, dal latino pretiola (ricompensa), italianizzato in seguito come brachiola e, infine, trasformato in brezel dalla diffusione fra le popolazioni di lingua tedesca.Diversa, e ugualmente affascinante, è la storia relativa all’impasto, alla cottura e all’aspetto tostato arricchito dai chicchi di sale come dei timidi fiocchi di neve adagiati sul terreno reso duro dal gelo invernale. Intorno al 1620, secondo la leggenda, i brezel arrivarono negli Stati Uniti nientemeno che a bordo della Mayflower, la nave con la quale i padri pellegrini diedero inizio alla colonizzazione dell’America. In Pennsylvania, dove inizialmente si diffusero, sembra sia nata la variante dura che ancora oggi conosciamo. Si narra che un apprendista fornaio si addormentò durante la cottura dei brezel e, svegliatosi con la convinzione che il pane non fosse ancora pronto a causa dello spegnimento del fuoco, diede loro una seconda cottura, indurendoli. Il titolare del forno, compreso il misfatto, andò su tutte le furie salvo ricredersi dopo aver assaggiato l’involontario risultato. I brezel, infatti, si presentavano ottimi sia di consistenza che di sapore, conservandosi addirittura meglio di quelli morbidi. I brezel, da allora, rappresentano una specialità della Pennsylvania dove nel 1861, a Lititz, venne fondata la prima attività commerciale per la produzione di questo pane che iniziò ad essere servito come accompagnamento ad aperitivi, insalate, zuppe e pietanze a base di carne. In Europa, diversamente, i brezel divennero cibo pasquale in Germania nel 1450 e vennero addirittura ritratti in un libro di preghiere già nel 1190. Ancora oggi, i brezel vengono visti come un augurio di fortuna, prosperità e completezza spirituale, oltre a rappresentare un vero e proprio simbolo della tradizione culinaria di lingua tedesca. Un cibo saporito, stuzzicante ed elegante; perfetto per essere accompagnato ad una selezione di weißwurst con senape dolce, insalata di patate, crauti e, per esaltare il tutto, un bel boccale di Birra Forst. (Queste interessanti informazioni storiche le ho copia/incollate dal sito Trentoblog e le ha scritte il bravissimo Andrea Bonetti.) Adesso vi scrivo la ricetta che ho preso da Sonia di Giallo Zafferano, bravissima, con lei non si sbaglia mai! Ingredienti: per fare il lievitino: 100 g di farina, 55 ml di acqua tiepida, 12 g di zucchero e 4 gr di lievito secco oppure 12 gr di quello fresco, il panetto per intenderci. Per fare 8 bretzel: 400 g di farina, 215 ml di acqua tiepida, sale 12 gr, 50 gr di burro a temperatura ambiente e 30 gr di bicarbonato. Ora fate cosi’: iniziate preparando il lievitino: prendete una ciotola e sciogliete il lievito nell’acqua tiepida, aggiungete lo zucchero, mescolate il tutto e unitelo alla farina setacciata, mescolate velocemente il tempo necessario per raccogliere gli ingredienti e mettete il panetto ottenuto in una ciotola, coprite con la pellicola e fate lievitare, meglio nel forno spento con la luce accesa per almeno un’oretta, finchè il panetto non avrà raddoppiato il suo volume. Ora fate l’impasto: sciogliete il sale nell’acqua, mettete in una ciotola la farina setacciata, unite l’acqua nella quale avete sciolto il sale, il lievitino, il burro ammorbidito a pezzetti  e impastate energicamente con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Fate lievitare questo impasto per due ore sempre nel forno spento con la luce accesa. Quando l’impasto sarà lievitato impastate di nuovo il composto su di una spianatoia leggermente infarinata (l’impasto non si dovrà attaccare alle mani). A questo punto dividete l’impasto in otto parti uguali e dategli la forma di cordoncini della lunghezza di 50 cm circa, 151205_183125lasciando le estremità più strette rispetto al centro, piegate le due estremità 151205_183416verso il basso, formare un cordoncino lungo cm 40 circa e intrecciare le due estremità,lasciando fuori circa 2,5 cm di pasta ,sollevare il cordoncino 151205_183145e premerlo sulla pasta rimasta fuori. Fate lievitare i brezel cosi’ preparati su una teglia da forno ricoperta da un telo asciutto per ancora 20 minuti, poi immergeteli uno ad uno in acqua bollente, 4 litri, con il bicarbonato,151205_204835e lasciateli per qualche secondo per farli diventare lucidi. Una volta scolati metterli su un canovaccio inumidito151205_205131 e poi sulla teglia coperta con la carta da forno, 151205_210030cospargerli con il sale grosso e far cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 25 minuti. Nonostante avessi dei dubbi mi sono venuti bene, certo che comprarli nei posti caratteristici sono un’altra cosa, 🙂151205_211937Ed ora parliamo del tag, e’ troppo carino,

Processed with MOLDIV

e’ di Sara del blog https://iriseperiplo.wordpress.com/ , lei e’ di una simpatia unica, ❤ Ecco Saretta cosa dice

Dal desiderio di far conoscere tutte le pagine social e conoscere tutte le vostre, nasce questo Tag! 

Le regole sono semplicissime:

  • Taggare e ringraziare chi ha ideato il Tag e chi vi ha nominato, grazie Sara!
  • Usare l’immagine qui sopra per creare i vostri post, quei paperotti sono troppo belli!
  • Parlare dei vari profili social che avete, in modo che chi volesse può seguirvi anche li! (se non avete altri profili, parlate del vostro blog)
  • Nominare tutti i follower che vogliono partecipare, ❤ siete tutti taggati! Penso che ormai lo avete fatto questo bel tag, io arrivo sempre tardi!

Allora io sono qua, questo e’ il mio blog di cucina dove scrivo anche un po’ di me e dove ho la possibilita’, questa la cosa piu’ importante, di leggere tantissimi blog, di cucina, di moda, di mamme con bimbi, di poesia, di libri, di racconti, di trucco, di viaggi, di foto, ho amici/amiche americani, tedeschi, spagnoli, cecoslovacchi,  a volte faccio un po’ fatica a fare le traduzioni ma del resto per leggere il post mi tocca, 😀 qua su wp c’e’ vita, ed e’ tutto molto interessante e bellissimo! Io passo le mie serate a leggere e quando posso curioso qua e la’ nei vari blog,  se riesco commento o altrimenti metto un “mi piace” per far sapere che sono passata e che ho apprezzato quello che viene postato da ogni blogger, lo faccio con molto piacere e con tutto il cuore  ❤ Per quanto riguarda i profili social che ho, vi dico che sono poco sfruttati da me perche’ ci navigo pochissimo, comunque sono su facebook qua trovate la mia pagina del resto. quando pubblico un post, nello stesso momento viene condiviso anche su facebook, sono su pinterest ma non ho ancora messo una foto, appena ci riusciro’ vi daro’ il link, su twitter mi ero iscritta tempo fa ma non mi ricordo piu’ se ci sono ancora, 😀 devo fare delle ricerche! Se avete capito non amo particolarmente i social network perche’ trovo che nel blog ci sia piu’ calore umano, lo trovo amico e le persone che conosco tramite questa piattaforma le trovo fantastiche perche’ leggo tanto di loro, c’e’ molto rispetto fra di noi, non ho mai trovato maleducazione, si parla di tutto e sempre rispettando le idee degli altri! Ecco adesso un po’ di Natale by Lalla, 😀 i miei alberi, tutti finti, non ho mai utilizzato un albero vero: il piu’ piccino151212_162407e’ troppo carino, mi sta in una mano, ha le palline in vetro soffiato, ce l’ho da tanto tempo! Questo invece e’ un po’ piu’ recente,151212_162636mi piace tanto,  guardate che curioso Babbo Natale, viene anche lui a vedere come s’illumina, 😀 Questo alberello e’ della mia dolce mamma, ha tantissimi anni, anche se non li dimostra, 151211_192904questo albero e’ bellissimo illuminato, girando fa tanti colori, 151210_143653purtroppo si e’ rotto un pezzetto all’interno del meccanismo ma mio marito me lo mettera’ a posto, e’ bravissimo! Questo e’ l’albero che ho fatto nel sottoscala, 151212_162024e’ sempre della mia dolce mamma come il presepe che ho messo sulla cassapanca, eccolo piu’ da vicino, 151212_161846 ci sono tanti personaggi che mia mamma ha comprato poco alla volta, mille animaletti, il laghetto, il forno, e’ bellissimo, sia l’albero che il presepe sono molto luminosi, di fronte c’e’ la porta d’entrata e dalla strada si vedono mille lucine colorate, 🙂 Ho un altro albero dal mio papa’ (faro’ poi la foto, oggi non volevo disturbarlo), molto bello, tutto bianco che si illumina poco alla volta e questo e’ l’albero che ho nel salone, il piu’ grande di tutti, 151212_162723 al 24 dicembre, sotto, mettero’ tutti i regali e’ l’albero preferito di mia figlia, sara’ bello ma per prepararlo ci vuole mezza giornata, 😀 Le decorazioni, nuove, 151212_162836e i dettagli antichi, queste palline hanno 50 anni, 151212_162915e stanno insieme a quelle piu’ nuove,151212_162858 non sembra vero che ci sia la differenza, 🙂 Lui non poteva mancare in questa rassegna luminosa di preparazioni natalizie, 151211_192924in questa foto Willy e’ di una dolcezza infinita, ❤ Prima delle feste pubblichero’ un post e vi deliziero’ con una variante della ricetta della pastiera napoletana, il dolce che mia mamma ci preparava tutti gli anni a Natale, in questi giorni ne ho preparate grandi e piccole da regalare, un abbraccio a tutti e buona festa di Santa Lucia, ❤

🍀 Pane al farro 🍀

Pubblicato 17 marzo 2015 da Laura

Mi piace molto leggere e leggo un po’ di tutto, quello che prediligo sono i romanzi d’amore e d’avventura, mi piacciono i romanzi tratti da storie vere che mi lasciano qualcosa nel cuore perche’ mi fanno commuovere ed emozionare, mi piacciono quelli che mi fanno riflettere e che stimolano la mia curiosità e naturalmente mi piacciono i libri di cucina, 🙂 dove le ricette sono raccontate: ho tanti libri antichi e moderni, non sono solo ricettari veri e propri ma libri dove oltre al cibo si parla un po’ di tutto. Ultimamente ho letto due libri bellissimi dove insieme alle ricette ci sono racconti di vita vissuta. La scrittrice e’ la bravissima Silva Avanzi Rigobello, una donna stupenda con un grande cuore, innamorata della vita e della sua meravigliosa famiglia. Il primo libro che ho letto ” I tempi andati e i tempi di cottura con qualche divagazione” e’ un libro molto divertente e piacevole dove lei racconta momenti della sua vita e ricette legate alla sua infanzia, e’ davvero molto bello, e’ scritto con il cuore perche’ si capisce da subito il suo amore sconfinato per la sua bellissima famiglia. Il secondo libro e’ “U.S.A. e Jet” e parla dell’America, io lo trovo fantastico perche’ Silva ha raccontato i suoi viaggi in questo stupendo e sconfinato continente in un modo cosi’ semplice e divertente che viene voglia di partire subito, questo libro e’ un vero manuale di viaggio, se mai riusciro’ a partire per l’America vado prima a Verona da Silva  per ringraziarla di persona per avermi dato spunti, consigli e veri e propri itinerari di viaggio per visitare i posti piu’ belli. I suoi racconti sono cosi’ ricchi di informazioni che leggendo sembra di vivere quel momento. Inoltre ci sono le ricette locali con i suoi ottimi consigli di preparazione, il libro e’ pieno di post-it che ho messo per le ricette che faro’, qualcuna l’ho gia’ provata, come alcune salse e i dolci, buonissimi! Se vi ho fatto venire la voglia di leggere i suoi libri andate nel blog di Silva, qua, inoltre il suo editore entro il 23 marzo offre uno sconto molto interessante!!  Ancora una cosa, questo e’ per te Silva: grazie per avermi fatto leggere due libri stupendi, sei una bravissima scrittrice, io aspetto di leggerti ancora, la tua e’ una dote rara perche’ ricordarsi cosi’ bene di viaggi, persone conosciute, strade, luoghi e sapori raccontandoli come hai fatto tu non e’ da tutti, credimi, ❤ Ora vi scrivo la ricetta di una pane buonissimo, poi vi prometto che vi preparo il caffe’ 😀

Il pane fatto in casa e’ qualcosa di unico, io lo preparo spesso perche’, oltre ad essere buono, mi piace la magia della lievitazione e il profumo che lascia in casa, questo pane particolare che ho voluto provare e’ il pane piu’ buono che ho mai mangiato. Ho usato il lievito madre in polvere, ho comprato la confezione dove ci sono le bustine da 25 g per non sbagliarmi nelle dosi. Il pane di farro è ricco di fibre, con un’elevata presenza di sali minerali e vitamine, con meno calorie e un indice glicemico più basso. Eccovi la ricetta che ho trovato in un sito di panificazione, fra parentesi ci sono le mie varianti, vi dico che ho provato a farlo sia con solo acqua e farina di farro che con l’aggiunta del latte e farina normale, il pane viene buonissimo in entrambi i modi, 🙂

Ingredienti:

Agnello al forno con salsa alle olive e…Buona Pasqua!!!!

Pubblicato 8 aprile 2012 da Laura

Oggi per la festa di Pasqua ho preparato l’agnello anche se non amo molto questa carne, devo dire comunque che cucinato cosi’ e’  venuto ottimo, e’ piaciuto ai maschietti di casa, la mia Kiara e il suo Maurizio sono andati al mare, quando tornano  preparero’ qualcosina di buono anche per loro. Ecco la ricetta….ingredienti: un kilo di carne di agnello, io ho preso dei pezzi gia’ tagliati piu’ o meno tutti della stessa misura, 1 rametto di rosmarino, timo, un bicchiere di vino bianco, uno spicchio di aglio, olio evo, sale e pepe. Per la salsa: olive verdi, pinoli tostati, olio evo e se piace un po’ di peperoncino ma poco, non deve coprire il sapore dell’agnello ma esaltarlo ( cosi’ ho letto nel libretto dove ho trovato la ricetta). Ecco come fare…si devono marinare per mezz’oretta i pezzi dell’agnello con una salsina di olio evo, rosmarino tritato, timo, aglio, sale e pepe. Poi mettete in una teglia da forno i pezzi marinati con la salsina e accendete il forno a 200 gradi, quando il forno e’ ben caldo mettere la teglia e rosolare bene i pezzi di carne da tutte le parti, poi aggiungete il vino e abbassate la temperatura a 180 gradi. Proseguite la cottura per un ora e mezza girando la carne ogni tanto e bagnandola con il fondo di cottura. Poi preparate la salsa da accompagnare l’agnello tritando le olive e i pinoli insieme, aggiungete l’olio e se volete poco peperoncino, viene un po’ granulosa e va servita in una ciotolina con l’agnello. E’ ottimo davvero!!!!

Willy osserva con attenzione la preparazione…

 

Il cestino di pane

che ho preparato per oggi con grissini e panini, buono e bello da vedere!!!

 



Il baba’ napoletano per il mio papa’.

Pubblicato 20 marzo 2010 da Laura
Ieri  la festa del papa’, auguroni a tutti i papa’ per ieri e un augurio speciale a chi il papi non ce l’ha piu’, lui non ha piu’ il papi anche se e’ sempre nel suo cuore…………un abbraccio con tanto affetto……..io ti amo tanto e lo sai!!!!…… Il mio papa’ adora il baba’, dalle sue parti questo e’ il dolce tradizionale e in questo periodo oltre alle zeppole di San Giuseppe fanno questi buonissimi dolci!!!  Voglio provare a fare con attenzione questo dolce ………….a me il liquore non piace ma qua il rum e’ davvero fantastico con tutto il resto dell’impasto lievitato quasi per magia!!!!!
Ecco la ricetta e poi naturalmente le foto………la ricetta e’ del libro di mia mamma, millericette, ho anche cercato qua e la’ nel web per qualche idea in piu’.
Ingredienti:

300 grammi di farina  di forza………………..uso la manitoba……………………………….volete saperne di piu’…detto ..fatto
 ecco qua la spiegazione che ho trovato…………….                                                 

Le farine si classificano in base alla loro
forza, che e’ la misura del contenuto di proteine, in particolar modo
quelle che compongono il glutine.una farina forte, quindi, ha più
glutine: assorbe meglio l’acqua ed è più resistente. ho trovato
questa classifica …..
Fino a 170 W (farine deboli) Farine per
biscotti, cialde, grissini,piccola pasticceria. Assorbono circa il 50%
del loro peso in acqua.Poi ……….da 180 ai 260 W (farine medie)
Farine per impasti lievitati che necessitano di una media quantità di
acqua (o altri liquidi) come pane francese, all’olio o alcuni tipi di
pizza. Assorbono dal 55%-65% del loro peso in acqua e sono quelle più
usate comunemente in pizzeria.Continuando…………280 ai 350 W (farine forti)
Farine per impasti lievitati che necessitano di una elevata quantità di
acqua (o altri liquidi) come babà, brioches, pasticceria lievitata
naturalmente e pizza. Assorbono circa il 65% 75% del loro peso in acqua.
Oltre
i 350 W (farine speciali) Farine prodotte con grani speciali ,
soprattutto Americani, Canadesi (come la Manitoba io uso questa farina, e’ usata per rinforzare
le farine più deboli o per produrre pani particolari. Assorbono fino al
90% del loro peso in acqua.

3 uova
100 grammi di burro,
40 grammi di
zucchero

un pizzico di sale
2 cucchiaia di latte tiepido
farina
e burro per lo stampo


per bagnare il baba’:
2 bicchieri di acqua
5 cucchiai di zucchero

2 bicchieri di rum…………….se vi piace piu’ alcolico aggiungete ancora un bicchiere……..ich!!!!Perplesso
Panna montata e ciliegie …..per guarnire………..oppure c’e’ chi mette la gelatina di albicocche con glassa di zucchero da far colare sul dolce, io poi non ho messo nulla, piace cosi’ al naturale, sopratutto a mio papa’:

Fate un impasto con poca farina, 50 gr e il  lievito in polvere e aggiungere due cucchiaini di zucchero e  il latte per fare un panetto.  Lasciate lievitare, mezz’ oretta. Dopo sbattete le uova con lo zucchero  un pizzichino di sale e altra farina poca, se volete aggiungete un cucchiaio di rum, questo e’ scritto nel libro poi aggiungere il burro ammorbidito e tagliato a pezzetti, sbattendo
per altri 3 minuti, fino a quando si sarà ben amalgamato..

Aggiungere il panetto lievitato e la farina rimasta continuando a mescolare il composto non troppo
energicamente, non devono esserci grumi ….quindi  lavorarlo ancora per 2 minuti, fino a quando il composto si rassoderà. Fate queste operazioni in una grande ciotola!!!!

Versare
l’impasto in uno stampo imburrato, io uso quello del budino. Coprire con un
telo pulito e lasciar lievitare in un luogo tiepido, al riparo di
correnti d’aria per circa un ora e 30 minuti, fino a quando il composto
arriverà a circa 1 cm. dal bordo dello stampo. Nel frattempo riscaldare
il forno con una temperatura di circa 180°.

Fate molta attenzione quando mettete lo stampo sulla griglia del forno,  il composto potrebbe
afflosciarsi. Cuocere per 20-25 minuti, fino a quando sarà diventato di
un bel colore bruno dorato. Uno spiedino inserito nel centro del babà ne
deve venire fuori asciutto.Togliere il dolce dal forno e sformarlo dopo
2 minuti. Lasciar raffreddare per circa 15 minuti.

Nel frattempo
preparare lo sciroppo al rhum.

Far bollire l’acqua, il rhum e lo
zucchero fino a quando quest’ultimo si sarà sciolto e lasciar
raffreddare.-Trascorsi 15 minuti, rimettere delicatamente il babà nello
stampo e con un cucchiaio versarvi sopra poco alla volta lo sciroppo
caldo. Continuare fino a quando premendo con un dito sulla superficie
del babà fuoriuscirà dello sciroppo. Questa l’ho letta sul blog di Imma………che brava……. potete mettere il babà
sopra ad una gratella con sotto una bacinella e con un mestolo versare
su tutti i lati la bagna.Raccomando di non utilizzare tutta la bagna ma
solo una metà l’altra la userete quando serviterete le fette mettendo un
cucchiaio di bagna su ogni fetta.Potete preparare anche il babà il
giorno prima bagnandolo sempre con mezza bagna.

Che dire ………………..da provare!!!!!!!
Gnammi!!!!

Il panetto Lievitato, magia!!!!!Cresce ancora!!!!!Ecco il baba’ bello morbido e inzuppato!!!Gnammi, tenete da parte un po’ della miscela di rum e zucchero  cosi’ bagnate ancora le fette quando le servite, buono davvero……………che tempo oggi mannaggia, non la finisce piu’ di piovere!!! Uffa!!!Ombrello

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